Foggia, una bomba ogni quattro giorni. Commercianti nella morsa del racket

Foggia, una bomba ogni quattro giorni. Commercianti nella morsa del racket .SE IL POPOLO  ITALIANO NON HA UN SUSSULTO DI DIGNITA’ E DI ORGOGLIO E NON COMINCIA AD ORGANIZZARSI, ASSOCIANDOSI  IN SODALIZI SERI E SENZA I SOLITI MANEGGIONI CHE PERSEGUONO FINI  IMPROPRI E PERSONALI O POLITICI,FARA’ UNA BRUTTA FINE.PEGGIORE DI QUANTO NON L’ABBIA GIA’ FATTA.

La Stampa, giovedì 31 gennaio 2019

Foggia, una bomba ogni quattro giorni. Commercianti nella morsa del racket

La risposta dei clan agli ultimi arresti. Il procuratore: la gente è rassegnata. Una negoziante: viviamo nella paura

di VALERIA D’AUTILIA

Appena qualche giorno fa, il procuratore aveva detto: «Non è possibile, reagite e ribellatevi». E qualcuno l’ha fatto, denunciando chi chiedeva il pizzo. Ma non è bastato. Anzi, la criminalità ha rilanciato in «maniera eclatante». In un mese, a Foggia, sette attentati. Uno ogni quattro giorni. Lo Stato, negli ultimi mesi, aveva messo in campo una dura repressione e la malavita ha risposto. Non lo nasconde neppure il sindaco, Franco Landella: «È tornata con prepotenza ad alzare il tiro». Dal centro alla periferia, la città piomba nel terrore, mentre il racket colpisce indistintamente: negozi, abitazioni, ristoranti. L’ultimo attacco, la notte tra martedì e mercoledì. Una bomba al negozio Euronics: danni ingenti . Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’attentatore, incappucciato, mentre posiziona un pacco nei pressi della saracinesca e accende una miccia. L’attività si trova in zona Villaggio Artigiani, dove i taglieggiatori adescavano anche altre vittime. Tra queste, un commerciante che ha trovato il coraggio di denunciare. Grazie a lui, la scorsa settimana, sono stati arrestati due giovani: gli avevano chiesto 5mila euro subito e un fisso di 500 al mese. Gli estorsori sono stati arrestati mentre andavano a riscuotere il pizzo. Nei guai Saverio Bruno e Antonio Valerio, già destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione e ritenuti vicini ai clan che si contendono il territorio. Saverio Bruno è il nipote di Gianfranco Bruno, esponente di spicco del sodalizio criminale. «Se non mi dai i soldi ti facciamo del male, a te e alla tua famiglia». Come lui, altri negozianti. Bombe e incendi, un rischio per i passanti e residenti.

Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio un ordigno era stato piazzato in periferia. Nel mirino il negozio di articoli per la casa “Asia”. Ventiquattrore prima il salone di prodotti per parrucchieri “Esteticamente”. Il 13, bomba davanti alla villa del proprietario di un allevamento avicolo, il 7 tocca alla profumeria Gattullò. Il mese si era aperto con due incendi nello stesso posto: una friggitoria nel centro storico, il 4 e 6 gennaio. «È la risposta della criminalità ai nostri arresti, è la strategia contro questi timidi tentativi di denuncia», commenta il procuratore Ludovico Vaccaro con riferimento alla maxi operazione antimafia messa a segno nel mese di novembre scorso con 30 persone coinvolte, tra cui i boss Rocco Moretti, Vito Bruno Lanza e Roberto Sinesi. Il blitz aveva unito diverse indagini di polizia e carabinieri coordinate da procura di Foggia e Dda di Bari. Il procuratore spiega che «qui la gente è rassegnata e spaventata». Ora c’è bisogno di fare cassa e far capire chi comanda. Estorsioni a imprenditori e commercianti, corse di cavalli truccate, pressioni sulla squadra di calcio, infiltrazioni nel tessuto economico e sociale. Il pizzo potrebbe servire all’organizzazione per pagare gli avvocati degli arrestati e, allo stesso tempo, dare sostegno alle loro famiglie. Di sicuro le richieste cambiano in base alle vittime. Possono essere di centinaia di migliaia di euro una tantum o un fisso mensile, spiega la procura, quasi fosse «un costo d’impresa». Ma i commercianti non vogliono abbassare la saracinesca. Grazia Placentino ha subito due intimidazioni, una a ottobre e l’ultima pochi giorni fa. Ma ha riaperto subito: «Siamo stanchi di vivere con la paura». Nel giorno dell’ultimo attentato, in Prefettura si riunisce il Comitato per l’ordine pubblico e sicurezza. «Vogliono stringere un cappio di paura- denuncia il primo cittadino Landella – attorno a chi lavora con onestà». Solidarietà alle vittime di «questa piaga che soffoca Foggia» e la promessa: «La nostra comunità non intende piegarsi alle logiche mafiose e alla cultura della violenza».

 

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