Finte gare e ditte favorite: aperta un’inchiesta sul porto di Napoli

Il Mattino, Lunedì 8 Maggio 2017

Finte gare e ditte favorite: aperta un’inchiesta sul porto di Napoli

di Leandro Del Gaudio

Procedure negoziate, lavori a trattativa diretta e le dichiarazioni di un pentito di camorra a fare da cornice. Ma anche intercettazioni e acquisizioni di atti, quanto basta a dare la stura a un nuovo filone di indagine sulla autorità portuale.
Indagine su un presunto cartello, un gruppo di imprese in grado di condizionare le gare bandite a Napoli. Indagine sulle cosiddette procedure sotto soglia, una sorta di escamotage per veicolare gare a favore di alcune aziende. Associazione per delinquere e turbativa d’asta sono le accuse mosse dalla Procura di Napoli, sotto il coordinamento dei pm Fratello e Woodcock, che hanno eseguito in questi giorni una serie di decreti di perquisizione a carico di funzionari interni alla autorità portuale e di singoli imprenditori. Lavori parcellizzati, sotto soglia, volutamente segmentati all’insegna della somma urgenza, in un’ottica riconducibile al cosiddetto piano triennale: un modo per eludere – scrivono gli inquirenti – l’obbligo di bandire una gara pubblica e avere gioco facile per pilotare gli appalti.
Inchiesta che al momento vede dodici indagati, secondo quanto ha rivelato ieri il quotidiano la Repubblica e che fa ora i conti con gli esiti del blitz della polizia giudiziaria messo a segno in questi giorni.

Sotto i riflettori ci sono quattro funzionari della autorità portuale, oltre a manager e imprenditori privati: i quattro esponenti dell’area tecnica dell’autorità portuale si chiamano Giancarlo D’Anna, Gianluca Esposito, Umberto Rossi e Renato Notarangelo; perquisiti anche Lorenzo Trito, che ha seguito una delle gare, e sei imprenditori: Marco Iannone, amministratore della Parthenope immobili, Alfredo Staffetta della Coiss srl, Pasquale Sgambati riconducibile alla Otto srl, Pasquale Loffredo, della Edilcol srl, Giovanni Esposito, amministratore della Navalteam, e Angelo Esposito, titolare della Navalferr; altro indagato si chiama Pasquale Ferrara, 52enne di Ponticelli, pur non rivestendo alcun ruolo formale nelle aziende, avrebbe svolto il ruolo di intermediario per conto degli imprenditori ed è indagato anche come promotore dell’associazione per delinquere configurata in questa fase dalla Procura.

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