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L'ingresso dell'abitazione di Di Fazio dopo l'intimidazione a febbraio 2016

L’ingresso dell’abitazione di Di Fazio dopo l’intimidazione a febbraio 2016

“Hanno paura e… insultano e denigrano. C’è chi si mostra infastidito allorquando si parla di camorra e di mafie in provincia di Latina – ed in particolare nel sud pontino – e si ricorre a meschini tentativi di speculazione per cercare di svilire l’importanza delle iniziative dell’Associazione Caponnetto tendenti a bonificare un territorio infestato dalla criminalità organizzata. Roba vecchia e stravecchia che si inquadra in una campagna di negazione di una realtà che è sotto gli occhi di tutti da decenni”.

Elvio Di Cesare

Così in una nota l’associazione contro le mafie Antonino Caponnetto commenta le dichiarazioni di “Sperlonga, amiamo ciò che siamo” in merito al convegno, il 7 luglio a Sperlonga, sulle mafie nel Basso Lazio.

I negazionisti, oggettivamente i migliori alleati della mafia. Questi comportamenti, così irresponsabili, ci inducono ad accendere sempre più i riflettori su un’area che è ritenuta fra le più insidiate dalla presenza della camorra: il sud pontino. Abbiamo svolto negli anni andati una sfilza interminabile di convegni in tutto il sud pontino, a Gaeta, a Formia, a Fondi, che hanno visto l’intervento dei migliori magistrati delle DDA d’Italia e dei più qualificati esponenti delle forze dell’ordine, a cominciare da quelli della DIA di Napoli e di Roma, oltre che di parlamentari della Commissione Antimafia e mai nessuno (nemmeno i mafiosi… scusate, è una battuta) si è risentito come oggi sembra che stia avvenendo a Sperlonga, la cittadina al confine con Fondi nella quale è stata confiscata la megavilla di Cipriano Chianese e dove si è registrata una presenza di imprese provenienti in parte dalle zone storiche della camorra – il casertano soprattutto -, che desta più di qualche sospetto.

Benito Di Fazio

Ma come si fa a negare la realtà ed a far finta di risentirsi, parlando in maniera maldestra ed impropria, di “commistioni fra politica e magistratura” solo perché un ex consigliere di opposizione, Benito Di Fazio componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto e vittima di pesanti minacce di stampo mafioso, porta in tre-quattro minuti il suo saluto al Convegno del 7 luglio prossimo? Abbiamo atteso la fine della campagna elettorale ed il ritiro dall’impegno amministrativo di Di Fazio proprio per sgomberare ogni sospetto di natura politica rispetto all’iniziativa da noi assunta. Ma non è bastato nemmeno questo per evitare che iniziasse una campagna di insulti, di denigrazione. Sta capitando la stessa cosa che si verificò nel “caso Fondi” – città, ripetiamo, che è al confine con Sperlonga- quando il prefetto dell’epoca Bruno Frattasi vi inviò la Commissione di accesso e si parlò subito di “pezzi deviati dello Stato” all’opera per danneggiare l’immagine del territorio. Un’immagine che è ormai deteriorata da decenni, senza che i più se ne preoccupassero, perché non c’è più alcuna parte d’Italia – e forse anche di Europa e di America – che non sappia che tutta la fascia costiera e l’entroterra che si estendono, in provincia di Latina, dalle sponde del fiume Garigliano e dai territori dei Comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Minturno fino a Terracina – San Felice Circeo ed ancora oltre, sono infestati da camorra, ndrangheta e cosa nostra.

Benito Di Fazio è uno dei pochi in provincia di Latina che ha avuto il coraggio ed il senso civico di schierarsi contro la mafia e di combatterla subendo minacce ed insulti. E’ una vittima della mafia ed ha diritto, pertanto, a parlare quanto ed anzi più di tutti gli altri. Vergognatevi“.

 

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