Finalmente taluni partiti del centrosinistra a Gaeta si stanno ponendo il problema del radicamento mafioso

Qualcosa si comincia a muovere a livello politico a Gaeta, dopo i nostri continui appelli e denunce sul radicamento mafioso sul territorio della città del Golfo.

Ha voluto incontrarci, per illustrarci in un breve colloquio il suo programma, il consigliere provinciale Salvatore Di Maggio, il candidato alla carica di Sindaco del PD nelle imminenti elezioni amministrative, che, in rotta con la linea ufficiale del suo Partito, si presenta come espressione di una coalizione di forze composta da SEL, IDV, PDCI e alcune liste civiche.

Fra i tre punti essenziali di tale programma-che sarebbero

l’acquisizione dell’area dell’ex AVIR al patrimonio comunale per utilizzarla a servizio della collettività Gaetana e la gestione pubblica del patrimonio idrico- è prevista anche la costituzione di un organo del Comune per il contrasto delle mafie.

E’ la prima volta in provincia di Latina che talune forze politiche – dopo che Rifondazione Comunista ha inserito nel suo programma elettorale il punto relativo all’accettazione del Codice etico formulato per le candidature elettorali della Commissione Parlamentare Antimafia- si pongono ufficialmente il problema delle mafie e chiamano a raccolta i cittadini.

E dobbiamo dare atto, purtroppo, che ciò avviene solamente nello schieramento di centrosinistra.

Un passo avanti importante di cui, anche se tardivo, noi riconosciamo la portata.

Gaeta sta scivolando lentamente verso una situazione pericolosissima e –temiamo – irreversibile.

Il suo tessuto economico, peraltro, molto, rischia di essere condizionato completamente da capitali che provengono dalla vicina Campania e, ultimamente, anche dalla Russia.

Il settore dell’edilizia è tutto o quasi nelle mani di imprese, materiali e maestranze che provengono da comuni “caldi” quali Casal di Principe, Frignano, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna.

Non parliamo di quello immobiliare, dopo l’acquisizione continua di centinaia e centinaia di appartamenti, esercizi commerciali e quant’altro da parte di soggetti campani, fra i quali potrebbero esserci (non amiamo le generalizzazioni!!!), oltre a persone “pulite”, anche talune che potrebbero non esserlo affatto.

C’è, poi, tutto il problema della imminente realizzazione di ben 4 porti, tre turistici ed uno commerciale.

Addirittura 5 se si considera anche un porto a Formia.

Una massa enorme di capitali investiti già e che ancor più dovranno essere investiti e sulla cui “origine” non è stata fatta finora alcuna indagine seria.

Noi stiamo dicendo da anni, inascoltati purtroppo, che tutta l’area compresa fra Minturno-Formia-Gaeta-Itri-Sperlonga è molto, ma molto più… ”sensibile” di quella di Fondi.

E, forse, più… ” infettata”

In quest’area ci sono gli esponenti di quasi tutti i clan campani che spesso finora hanno agito in maniera indisturbata, spadroneggiando e riducendo al lastrico imprenditoria e collettività locali.

Con una classe politica che, come è emerso in talune indagini fatte dalla Polizia di Stato, dalla DIA e dal GICO e da varie DDA, è in parte sospettata di collegamenti con organizzazioni mafiose.

In un quadro del genere, ci fa, quindi, un immenso piacere che partiti del centrosinistra si siano posti finalmente il problema del radicamento mafioso e, soprattutto, che chiedano, come si è verificato ieri sera con Di Maggio, il supporto tecnico della nostra Associazione.

Ciò non vuol dire una nostra subordinazione o vicinanza a tizio o caio perché noi confermiamo, oggi più che mai, la nostra autonomia da tutto e da tutti.

E’, questo, il nostro punto di forza e non consentiamo a chicchessia nemmeno di pensare di poter strumentalizzare l’Associazione per fini partitici.

Abbiamo cacciato in passato chi ha tentato di farlo.

Ma abbiamo anche l’interesse a far crescere in chiunque voglia farlo la cultura di un’antimafia seria e non parolaia, come appunto ha voluto dichiararci di voler fare, con la creazione di un apposito organismo comunale, l’esponente di una coalizione Gaetana di centrosinistra.

Un organismo comunale –abbiamo suggerito a Di Maggio- che dovrà essere costituito non tanto da esponenti politici, come comunemente si pensa di dover fare, ma soprattutto da esponenti delle forze dell’ordine provinciali e da magistrati possibilmente delle DDA di Napoli e Roma.

Vigileremo se alle parole seguiranno i fatti perché, a dirla tutta, visti i precedenti, non ci fidiamo di nessuno!

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