Finalmente scoppia il “caso Latina” Un’interrogazione degli Onorevoli Cristian Iannuzzi,Claudio Fava e Turco Tancredi sulla situazione esplosiva che investe quella provincia,dal sud al nord,da Gaeta-Formia fino ad Aprilia-Cisterna.Ora basta veramente.O il Ministero dell’Interno imposta un’azione seria di aggressione ai clan o daremo luogo a manifestazioni forti di denuncia .L’Associazione Caponnetto ha fatto delle proposte precise che riguardano ,fra l’altro,la riorganizzazione delle forze di polizia locali.Occorre gente preparata,una maggiore grinta,una Prefettura attenta e vigile.Il nuovo Questore di Latina e l’attuale Capo della Squadra Mobile hanno saputo impostare una bella azione e gliene va dato atto ma per tutto il resto,soprattutto nel sud pontino,non funziona niente o quasi niente.Va cambiato tutto.Occorre più attenzione agli investimenti sospetti ed alle mafie,mentre quasi tutta l’attenzione si sta dedicando all’ordine pubblico facendo sì che i mafiosi si impadroniscano anche dell’aria che si respira.Speriamo che anche il nuovo Comandante provinciale dei Carabinieri dia una forte spinta per un’azione più incisiva.

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10805

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 506 del 20/10/2015
Firmatari
Primo firmatario: IANNUZZI CRISTIAN 
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 20/10/2015
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FAVA CLAUDIO MISTO-PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) – LIBERALI PER L’ITALIA (PLI) 20/10/2015
TURCO TANCREDI MISTO-ALTERNATIVA LIBERA 20/10/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL’INTERNO
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 20/10/2015
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10805

presentato da

IANNUZZI Cristian

testo di

Martedì 20 ottobre 2015, seduta n. 506

  CRISTIAN IANNUZZIFAVA e TURCO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
da anni in tutto il litorale pontino e romano si assiste al dilagare di fenomeni speculativi agevolati dalle connessioni tra politica e organizzazioni affaristico/malavitose: in particolare, la zona del Sud Pontino (Latina, Formia, Fondi, Sabaudia, Gaeta e dintorni) risulta essere fortemente infiltrata da organizzazioni criminali, tra cui il clan dei Casalesi, come attestato anche dalla sentenza emessa dal tribunale di Latina il 16 novembre del 2012 e il clan Di Silvio;
l’operazione «Don’t touch», avviata nel mese di agosto del 2014, dopo il ferimento con colpi d’arma da fuoco del proprietario di una rivendita di tabacchi nel centro di Latina, ha portato il 12 ottobre 2015 all’arresto di 24 persone, tra cui incensurati, pregiudicati ed esponenti delle forze dell’ordine;
sono stati sequestrati beni per 12 milioni di euro; si tratta in prevalenza di quote societarie, ma anche immobili, una barca a vela, auto e moto, nonché i conti correnti delle 15 società di uno dei capi della banda, intestate in maniera fittizia a terze persone;
estorsione, usura, spaccio di stupefacenti, porto e detenzione di armi da fuoco, minacce e lesioni sono i reati contestati agli indagati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Latina;
tra le carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Costantino Di Silvio e Gianluca Tuma e delle altre 22 persone con l’accusa di associazione a delinquere spunta anche il grave episodio di intimidazione avvenuto 1’11 gennaio 2015 di cui è stato vittima Vittorio Buongiorno, capo della redazione pontina del quotidiano Il Messaggero;
secondo quanto apparso dalla stampa sarebbero coinvolti anche noti personaggi della politica e delle istituzioni;
in particolare, il presidente del Latina Calcio, Pasquale Maietta, risulta indagato nell’ambito dell’operazione «Don’t Touch», con l’accusa di violenza privata per fatti risalenti al novembre 2014 e che riguardano una vicenda relativa a dei commenti apparsi sui social network oltre che per rapporti accertati con l’esponente malavitoso Costantino Cha Cha Di Silvio;
inoltre, secondo quanto è stato ricostruito nel corso delle indagini, l’imprenditore Natan Altomare avrebbe preteso da una struttura sanitaria di riabilitazione di Latina una tangente da 2.500 euro al mese per diversi anni, minacciando l’intervento degli «zingari di Latina» e di un gruppo di cittadini romeni a lui legati e promettendo di «ampliare l’accreditamento (…) per un totale di 40 trattamenti giornalieri attraverso un suo rapporto con tale Lorenzin, che lui diceva essere fratello del Ministro della salute»;
il sistema criminale e di potere, in grado di infiltrare lo Stato ed intimidire anche i professionisti dell’informazione, tengono in ostaggio Latina condizionandone l’economia e la stessa vita sociale ai danni dei cittadini e degli operatori onesti –:
se il Governo, per quanto di competenza, intenda adottare con urgenza iniziative atte a potenziare gli organici, le capacità e gli strumenti degli organi inquirenti presenti sul territorio del litorale laziale al fine di agevolare il controllo del territorio, implementare le attività di contrasto delle organizzazioni criminali, impedire lo sviluppo di un’economia parallela illecita, assicurare il rispetto della legalità e la sicurezza dei cittadini;
quali iniziative ritengano opportuno adottare al fine di garantire la libertà di stampa e la libertà d’espressione e tutelare chi è addetto a informare l’opinione pubblica, considerati gli specifici fatti richiamati in premessa. (4-10805)

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