FILM DI BARDELLINO SBARCA IN PADANIA DA SALVINI, CHE DA MINISTRO L’AVEVA VIETATO

FILM DI BARDELLINO SBARCA IN PADANIA DA SALVINI, CHE DA MINISTRO L’AVEVA VIETATO

26 Aprile 2019

di Bernardo Bassoli

Ricordate il film Operazione Spartacus – La Casalese, prodotto dalla “ROXYL MUSICS&FILM” di Angelo Bardellino (insieme alla Lindy Hop Production), di cui il Ministero dell’Interno guidato da Matteo Salvini bloccò la presentazione a Spigno Saturnia? Ora la pellicola e l’allegato libro sono promossi persino da Radio Padania Libera, di fatto l’house organ radiofonico leghista di cui proprio lui, il Capitano Matteo Salvini, fu direttore dal 1999 al 2013.

È successo veramente il 17 aprile scorso, nell’ambito della trasmissione intitolata “Potere al popolo” (che va in onda su Radio Padania Libera dalle 14 alle 16) condotta da Sammy Varin che ha promosso il film e intervistato la regista e scrittrice de “La Casalese” Antonella D’Agostino (vedi video a seguire con l’intervista dal minuto 7′ 31” al minuto 19′ 45”), l’ex moglie del famigerato criminale Renato Vallanzasca.
Un film sulla camorra e sui pentiti finanziato dal nipote del 
fondatore del Clan dei Casalesi Antonio Bardellino e la cui presentazione è stata vietata dal Ministro dell’Interno Salvini su sollecitazione della Prefettura di Latina e del Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, ma che, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra nella casa di chi, Matteo Salvini, aveva disposto lo stop. E dove è stato pubblicizzato, ci si domanderà? Esattamente a Via Bellerio 41, lo storico quartier generale della Lega Nord nel quale pure Radio Padania Libera ha la sede.

La regista/scrittrice Antonella D’Agostino, nell’intervista, sembra non provare alcun pudore di fronte al trambusto generato dal suo film in provincia di Latina. Anzi, rimbrotta i critici e rivendica il valore della sua opera che ci parla, a suo dire, della bellezza del territorio, dell’amore, dei figli, delle madri, e della mafia e dell’antimafia entrambi cattive. Né con l’antimafia né con la mafia, perché a parlarne, dice la D’Agostino, si fa torto al sud, al mare, ai sapori, al turismo. Basta paranze dei bambini, basta parlare di camorra – esorta la D’Agostino – il sud è straordinario e gli si fa un danno se si continua a raccontarne le infiltrazioni e le cosche, concludendo la telefonata con una prece rivolta a Varin: “Salutami il Grande Capo”, con chiaro riferimento a Matteo Salvini. Ma non è tutto.
Già alcuni commenti, in queste settimane, apparsi sui social hanno difeso a spada tratta il film/libro prodotto da Bardellino come per esempio l’arringa 
social di Ciro Perna – su Facebook come Ciro Brigante Perna -, autore di un libro piuttosto emblematico “Roberto Saviano. Io non ti credo“, il cui post pubblichiamo di seguito. Oppure il direttore della principale testata locale, Alessandro Panigutti, che ha dato del mafiologo radical chic a chiunque scrivesse di camorra laddove, invero, ci sono solo ex teppisti e peraltro vittime di censura dei bacchettoni antimafia.
Eppure, è nell’intervista di Antonella D’Agostino su Radio Padania Libera che assistiamo alla zampata dell’autrice che dichiara qualcosa di prorompente e inquietante se confermato (fino a oggi solo scritto confusamente in qualche commento perso sui social): “
La cosa imbarazzante è che dicono no (ndr: gli oppositori al suo film)…ma io per girare questo film ho avuto dal Ministero le caserme dei Carabinieripenso di essere l’unica persona che ha fatto un film con i Carabinieri veri, con le caserme vere e ti pare che se io avessi presentato una sceneggiatura, una cosa non idonea mi avrebbero concesso tutte queste cose?” (vedi video su, dal minuto 12′ 05”).

fonte:www.latinatu.it

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