Farmacie Bracciano: stop dell’antitrust agli affidamenti diretti

 

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L’affidamento diretto della gestione delle farmacie comunali a società miste con quota maggioritaria detenuta da privati, lede il diritto alla libera concorrenza di terzi, in quanto la gestione degli esercizi pubblici avviene senza una gara.

Questo il parere dell’antitrust a seguito di due denunce, una pervenuta dalle associazioni sindacali campane dei proprietari di farmacia e dagli Ordini dei farmacisti di Napoli, Benevento e Salerno, e la seconda da parte del Comitato “Cittadini di Bracciano in movimento” sull’affidamento diretto della gestione delle farmacie nella titolarità dei Comuni aderenti al Consorzio intercomunale per i servizi socio sanitari (Ciss) e al Consorzio intercomunale delle farmacie laziali (Coifal) alle società miste, a prevalente capitale privato, Inco.Farma SpA. e Laziofarma-farmacie pubbliche laziali SpA.

“Il Garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella – si legge sul quotidiano online “Il sole 24 ore” – facendo seguito a due denunce pervenute, la prima, da parte di Federfarma (sedi provinciali campane di Caserta, Salerno, Benevento, Napoli e Avellino) e dell’Ordine dei farmacisti di Napoli, Benevento e Salerno, e, la seconda, da parte del Comitato “Cittadini di Bracciano in movimento”, è intervenuta in merito all’affidamento diretto della gestione delle farmacie nella titolarità dei Comuni aderenti al “Consorzio intercomunale per i servizi socio sanitari” (Ciss) e al “Consorzio intercomunale delle farmacie laziali” (Coifal) alle società miste, a prevalente capitale privato, Inco.Farma S.p.A. e Laziofarma-farmacie pubbliche laziali Spa.

L’Autorità ha ricordato di aver ribadito in più occasioni la propria posizione in merito alla liberalizzazione dei servizi farmaceutici: «per segnalare agli organi di Governo gli effetti distorsivi sulla concorrenza derivanti dalle previsioni normative nazionali che limitano, anche da un punto di vista strutturale, l’accesso agli esercizi farmaceutici».

Per l’Antitrust: «l’affidamento diretto, ossia in assenza di gara, della gestione di farmacie comunali a società miste a prevalente capitale privato (quali la Inco.Farma S.p.A. e la Laziofarma – farmacie pubbliche laziali S.p.A.), tramite la semplice adesione dei Comuni che ne sono titolari (avendo esercitato il diritto di prelazione ex art. 9 della legge n. 475/1968), al Consorzio Ciss o al Consorzio Coifal possa comportare problemi da un punto di vista antitrust, in quanto, sottraendo al meccanismo concorsuale l’affidamento delle nuove sedi farmaceutiche, ovvero di quelle che si rendono vacanti, elimina, in relazione ad esse, la possibilità di una concorrenza per il mercato».
«Vengono in rilievo sotto questo profilo – prosegue l’Antitrust – per un verso, le previsioni degli Statuti Ciss (art. 3 Scopo) e Coifal. (art. 3 Condizioni di partecipazione, Adesione successiva) che prevedono che l’adesione di un Comune al Consorzio comporti l’automatico trasferimento della gestione delle farmacie comunali alla società mista, a prevalente capitale privato, costituita a tale scopo (Inco.Farma ovvero Laziofarma); per un altro verso, tutte le delibere dei Consigli Comunali di adesione al Ciss, successive alla costituzione della società Inco.Farma e, dunque, allo svolgimento della gara per l’individuazione del socio privato di maggioranza».

«Tali affidamenti, infatti – conclude – sono avvenuti in via diretta, in assenza di procedura ad evidenza pubblica, secondo lo schema dell’affidamento in house, malgrado non ne ricorrano le condizioni, essendo la Inco.Farma una società mista a capitale prevalentemente privato su cui i Comuni non esercitano alcuna forma di controllo analogo»”.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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