Falsi e abusi, maxi inchiesta a Terracina, indagati politici di FdI insieme a imprenditori e faccendieri romani

La Repubblica

Falsi e abusi, maxi inchiesta a Terracina, indagati politici di FdI insieme a imprenditori e faccendieri romani

di Clemente Pistilli

Le diverse indagini aperte da oltre un anno sulla gestione del demanio marittimo sembrano vicine al punto di svolta e le informazioni di garanzia finalizzate a interrogare alcuni indagati o a comunicare la proroga delle indagini preliminari ne sono la conferma

24 MARZO 2021

Abusi, falsi e non solo. Su Terracina, gettonatissima località balneare soprattutto per romani, campani e ciociari, iniziano a piovere avvisi di garanzia. In questi giorni sono stati recapitati a politici, funzionari e dirigenti comunali, tecnici e imprenditori. Le diverse indagini aperte da oltre un anno sulla gestione del demanio marittimo sembrano vicine al punto di svolta e le informazioni di garanzia finalizzate a interrogare alcuni indagati o a comunicare la proroga delle indagini preliminari ne sono la conferma.

Quella che si profila è ormai una maxi inchiesta in cui, a quanto pare, sarebbero emerse chiaramente anche tracce di mazzette.

Secondo gli inquirenti il sistema di gestione di quell’arenile, noto un tempo per le passeggiate in giacca e cravatta dell’ex premier Aldo Moro, si sarebbe trasformato negli ultimi anni in un sistema di malaffare, fatto di frequente di indicibili accordi tra pubblici amministratori e imprenditori, tra un pezzo di economia e politica locale e pure uomini d’affari della capitale, con tanto di articolate operazioni finanziarie che portano, come spesso accade in casi del genere, anche all’estero, nei paradisi fiscali.

Sono spuntati fuori un anno fa dubbi sulle manovre attorno al gettonatissimo lido Whitebeach, una vicenda finita anche al centro di un ricorso al Tar, sono poi scattati i sigilli al parco giochi che veniva allestito a due passi dal mare dai Suffer, al lido “La Vela”, per un ampliamento extralarge, alla Pro Infantia, ipotizzando un’enorme speculazione attorno a quella che un tempo era la colonia marina per i bambini poveri, e di recente al lido Piccola Oasi.

Ma i dubbi degli inquirenti sono anche e soprattutto altri. E vanno sulla stessa gestione appunto del demanio marittimo, sui servizi legati alla balneazione, sui permessi dati sfruttando anche l’emergenza Covid. Man mano che vanno avanti le indagini delle guardie costiere di Terracina spuntano ulteriori sospetti, fatti per gli inquirenti di grandi affari per pochi e di atti comunali che sembrano essere stati piegati a tali interessi, compiendo un variegato elenco di reati.

Accertamenti partiti su una serie di operazioni compiute durante la consiliatura di Nicola Procaccini, esponente di Fratelli d’Italia, attualmente eurodeputato, molto vicino alla leader Giorgia Meloni, e che avrebbero preso il largo dal momento in cui al suo posto è subentrata la collega di partito Roberta Tintari.

Per quanto riguarda le prime indagini, a ricevere atti giudiziari, tra gli altri, negli ultimi giorni sono stati il presidente del consiglio comunale Gianni Percoco e l’ex assessore ed esponente di FdI, Fabio Minutillo. Ma tali atti sembrano rappresentare appunto solo un’avvisaglia, la punta di un iceberg, e in tanti stanno tremando, tanto a Terracina quanto a Roma.

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