Falsi di Ferragosto.

La violenta campagna diffamatoria orchestrata dai quotidiani Libero e Il Giornale ai danni del giudice Antonio Esposito ha raggiunto il suo culmine in pieno Ferragosto. Forse provati dal calore di questi giorni, i responsabili dei due quotidiani di area Pdl hanno “sparato” in rapida successione due notizie rivelatesi clamorosamente false. La prima, addirittura grottesca, sul presunto bonifico da 900 euro (avete letto bene, non 900mila, ma soli, miseri 900) arrivato sul conto dei coniugi Esposito e relativo, come è stato documentalmente provato, non ad un compenso ricevuto dal giudice, bensì ad una consulenza di sua moglie, che da tempo svolge attività professionale nel campo della pedagogia.

Ancora niente, questo, in confronto al pauroso “scivolone” di oggi, quando intere pagine sono state dedicate a Ferdinando Esposito, presunto interlocutore telefonico del prefetto Franco La Motta, ed identificando il Ferdinando nel figlio del giudice Esposito. Qualcuno ha mentito sapendo di mentire? Il dubbio è legittimo, visto che già il 16 giugno, al primo apparire di questa errata notizia, era stata la stessa procura della capitale, titolare delle indagini, a smentirla in un comunicato stampa ufficiale. Un comunicato che non poteva essere certamente sfuggito ai direttori del Giornale e di Libero. E allora? Perché rinnovarne la falsità, e con tanto clamore?

Ci saranno sedi per dare risposta a queste domande, e comunque è quello che ormai tutti gli italiani si augurano. Compresi forse i tanti cittadini perbene, elettori del Pdl, sconcertati da tanta barbara – quanto vana – virulenza giornalistica.

Come militanti dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto ribadiamo tutto il nostro sdegno per questo genere di attacchi giornalistici, che confermano – e anzi rafforzano – la nostra stima per il presidente onorario dell’Associazione, il giudice Antonio Esposito, cui rinnoviamo tutta la nostra affettuosa solidarietà.

Associazione Antimafia Antonino Caponnetto

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