Evvai! Catturato!!! Abitava a Gaeta, dove nessuno vede, sente e parla…

EVVAI!!! CATTURATO!!! ABITAVA TRANQUILLAMENTE A GAETA!
Aveva stabilito la sua base a Gaeta, come probabilmente altri che nella città del Golfo hanno individuato ed individuano le condizioni ideali per… operare, vista anche l’esistenza di uno dei Porti più importanti del Tirreno.
Abitava in una traversa di Corso Italia, fuori dal centro storico, non troppo in vista e strategicamente ben posizionata per raggiungere presto la via Flacca e raggiungere il napoletano, la zona storica dove opera il suo clan, quello dei Lo Russo, con i quali sembra che sia anche imparentato.
Così è provato che a Gaeta, oltre alla camorra casertana dei Casalesi, c’è anche quella napoletana.
Non vengono di certo a prendere il sole ed a fare il bagno sulle spiagge dorate della città e del litorale!
Il camorrista, specialmente il boss, sa che la sua vita all’aria aperta è breve e che il suo tempo è destinato a trascorrerlo o in galera o sotto terra.
Talché è presumibile, per non dire certo, che egli, Gaetano Tipaldi detto “nanà ‘o cecato”, abbia scelto Gaeta per operare e continuare a fare quello che faceva prima di fissare la sua base nel Golfo.
I carabinieri sono stati bravi e lo avevano subito individuato.
Siamo certi che essi hanno anche individuato la rete dei rapporti che questo individuo sicuramente è riuscito a crearsi in loco in virtù del vecchio detto napoletano “gli aucielli si accoppiano in ciel’ ed i fetienti in terr'”…
I carabinieri nel triangolo Formia-Gaeta-Sperlonga, dai tempi del Colonnello Saccone, cominciano ad avere eccellenti investigatori, bravissimi Ufficiali e Sottufficiali, Comandante di Compagnia in testa, un paio di comandanti di Stazioni e qualche altro.
Naso fino, spirito di fedeltà alle istituzioni, onestà e capacità professionali, con larga esperienza alle spalle in zone di guerra.
Grazie a Dio.
Bravi veramente.
Meritano l’apprezzamento e l’affetto delle persone perbene.
E noi quanto più ci vediamo costretti a prendere atto del tessuto omertoso esistente nella maggioranza dei cittadini di Gaeta tanto più sentiamo il dovere di dire ai carabinieri operanti “bravi”.
Purtroppo su questo territorio è molto diffuso il principio del “pecunia non olet” in virtù del quale nessuno vede, sente e parla!…
Una tragedia che ha portato e porta all’invasione di questo territorio da parte della camorra di tutte le specie e latitudini.
Il problema dei problemi.
Non è possibile, ritornando a “Nanà ‘o cecato”, che costui abbia potuto girare frequentando gli stessi posti in un territorio ristretto qual’è appunto Gaeta e parlando con la gente, senza che a qualcuno sia venuta la curiosità di domandare e domandarsi chi era costui.
Come pure è impossibile che nessun abitante del palazzo e della strada in cui egli viveva si sia mai accorto di un pur minimo movimento che pur ci sarà stato trattandosi di un boss e non di un quaquaraquà.
Un discorso sul quale bisognerà tornare perché se non si riuscirà a rompere questo muro di indifferenza e di omertà qua saranno sempre più guai mano mano che le attività del Porto aumenteranno.

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