Evasione fiscale in crescita nei primi mesi dell’anno

Un aumento del 6,7% che costa allo Stato circa 135 miliardi di euro

Nei primi quattro mesi del 2010 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7%. Lo dice Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, l’associazione dei contribuenti italiani.
Uno scippo, secondo i calcoli realizzati da Krls Network of business ethics per conto dell’associazione, di circa 156 miliardi di euro all’anno.
Le aree dove ci concentra maggiormente l’evasione sono l’economia sommersa, l’economia criminale e le società di capitali.

Secondo le stime l’economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 135 miliardi di euro l’anno. I lavoratori in nero sono circa 2,4 milioni, di cui 850.000 sono dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 34 miliardi di euro.

Per l’economia criminale i calcoli parlano di un giro di affari sui 178 miliardi di euro l’anno, pari a un’imposta evasa di 63 miliardi di euro.

Per le società di capitali, escluse le grandi imprese, è emerso che l’81% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (53%) o meno di 10mila euro (28%). In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali operative l’81% non versa le imposte dovute. Si stima un’evasione fiscale attorno ai 18 miliardi di euro l’anno.

In testa ad aprile 2010 tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Lombardia, con +10,1%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,2% e alla Campania +8,0%. A seguire la Valle d’Aosta con +7,3%, il Lazio con +7,1%, la Liguria con +6,3%, l’Emilia Romagna con +6,1%, la Toscana con +5,4%, il Piemonte con +5,2%, le Marche con +5,0%, la Puglia con +4,5%, la Sicilia con +4,5% e l’Umbria con +4,4%.

(Tratto da Virgilio Economia)
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