“Esplosivo del clan per la Raggi”: scorta con l’auto blindata

Il Fatto Quotidiano, MERCOLEDÌ 29 MAGGIO 2019

Esplosivo del clan per la Raggi”: scorta con l’auto blindata

VALERIA PACELLI

Da pochissimi giorni la scorta per la sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stata rinforzata. L’agente della polizia municipale che finora l’ha accompagnata nei suoi spostamenti è stato sostituito da due poliziotti e ora tutti viaggiano su una macchina blindata, una Lancia Thesis. E poi ci sono le bonifiche nei luoghi che la prima cittadina deve visitare. Insomma, c’è maggiore attenzione. Ma i motivi dell’innalzamento del livello di protezione sono tenuti riservati. Anche se c’è un episodio in particolare di cui è stato messo a conoscenza anche il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica.

UNA CIRCOSTANZA che rimanda a una notizia che una fonte confidenziale ha trasmesso a un agente della polizia giudiziaria. La fonte ha rivelato che ci sarebbe l’inten – zione di alcuni appartenenti ai Casamonica di colpire la sindaca ma anche la Procura di Roma che negli ultimi anni ha alzato l’attenzione sulle attività del clan sinti. Diverse operazioni giudiziarie hanno portato alcuni Casamonica in carcere e per la prima volta è stato contestato l’articolo 416 bis, ossia l’associazione a delinquere di stampo mafioso. La sindaca stessa, prima del ministro Matteo Salvini, era presente all’abbattimento di alcune villette di appartenenti al clan che ha sempre spadroneggiato a Roma. La fonte confidenziale quindi avrebbe parlato anche della volontà di piazzare esplosivi. Naturalmente sono informazioni tutte da verificare, gli investigatori e le forze di polizia non si sbilanciano sulle connessioni tra la vicenda e il rafforzamento della scorta alla Raggi. In ogni modo, non è la prima volta che chi si occupa di sicurezza, e anche quindi di quella della sindaca, viene allertato. Appena nominata, la Raggi andò in Questura per segnalare pedinamenti sospetti. Disse di aver visto più volte diverse auto, sempre le stesse, che la seguivano durante alcuni suoi spostamenti nel periodo tra il primo e il secondo turno elettorale, nel giugno 2016, quando si votava per il nuovo inquilino al Campidoglio e pure nelle settimane successive. Non si è mai saputo se si trattasse di giornalisti, fotografi o altro. Fatto sta che già in quell’occasione il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica le assegnò un primo servizio di tutela, ossia la presenza di un agente di polizia armato che doveva accompagnarla durante tutti gli spostamenti.

NON SOLO. Sono solo di pochi mesi fa notizie di altre minacce. In un articolo del 28 novembre scorso pubblicato su Il Messaggero si parlava di controlli “ambientali” della Questura “nei pressi della casa di Raggi, in Campidoglio e nei luoghi frequentati dalla prima cittadina per motivi ufficiali. Si tratta di bonifiche e verifiche preventive ”, scriveva il quotidiano mettendo in relazione queste attività di prevenzione con il blitz al Quadraro, nella periferia Sud-est della Capitale, quando è stato dato il via all’ab – battimento di alcune villette abusive dei Casamonica. Ora un nuovo episodio racconta di una sindaca nel mirino, che da pochi giorni gira nella Capitale su un’auto blindata e accompagnata da due agenti.

 

 

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