ESCLUSIVA. Katia Bidognetti, giovane, bella e soprattutto boss: comandava tutto lei. Ecco come. UNO PER UNO, I RUOLI DI OGNUNO DEI 35 INDAGATI PER 416 BIS

ESCLUSIVA. Katia Bidognetti, giovane, bella e soprattutto boss: comandava tutto lei. Ecco come. UNO PER UNO, I RUOLI DI OGNUNO DEI 35 INDAGATI PER 416 BIS

Come sempre, il capo A CHE PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IN CALCE ALL’ARTICOLO, è illuminante per comprendere i nuovi assetti organizzativi del gruppo di Cicciott e Mezzanotte, all’indomani dell’arresto di Umberto Venosa. Tra le contestazioni alla figlia di Cicciotto e di Anna Carrino anche il tentativo di imporre a un noto centro estetico di Casal di Principe l’assunzione di una ragazza

CASAL DI PRINCIPE/CASTEL VOLTURNO – I capi A di ogni ordinanza rappresentano l’elemento irrinunciabile per comprenderne l’impianto logico e la costruzione fondamentale di quella che è l’accusa principale. Nelle grandi ordinanze di camorra, quella di oggi sicuramente lo è, per volume fisico e peso specifico di molti degli indagati, di solito, il capo A elenca i nominativi di coloro ai quali viene contestato il reato-padre e cioè l’associazione a delinquere di stampo mafioso o camorristico che dir si voglia, regolato, nel codice penale, dall’articolo 416 bis.

Ovviamente, l’ordinanza odierna non sfugge a questa regola consolidata. Poi, chi nutre interessi per l’analisi, per l’approfondimento dei temi di contenuto, li legge e ne garantisce la conoscenza ai suoi lettori. Nel caso del capo A di oggi, la sintesi diventa anch’essa struttura fondamentale per la comprensione delle linee generali dell’indagine, attraverso le motivazioni addotte dai magistrati inquirenti della dda e dalla gip del tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda che ha firmato le 1200 pagine di questo volume-summa dell’ultima conformazione assunta dal gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi, dicevamo, attraverso le motivazioni illustrate per la contestazione del reato associativo.

Gli elementi fondamentali del capo A non sono tantissimi, pur essendo la sua stesura lunga e apparentemente complicata in relazione al numero molto alto di indagati. Prima di esaminarli chiariamo che dei 31 destinatari di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari, solo Teresa Bidognetti, ridotta agli arresti domiciliari in quanto incinta, non è stata indagata per il reato più grave, cioè ai sensi del 416 bis.

Lo è invece, l’altro detenuto ai domiciliari Giovanni Lubello, marito di Katia Bidognetti, sorella di Teresa Bidognetti e unitamente a questa, figlia di Francesco Bidognetti, alias Cicciotto e mezzanotte, e di Anna Carrino, seconda moglie di questi e oggi passata dalla parte dello Stato con cui coopera da collaboratrice di giustizia.

Dunque, nell’elenco in basso leggerete tutti i nomi degli arrestati, eccettuato quello di Teresa Bidognetti, colpita da ordinanza per altri capi di incolpazione che poi, forse già da oggi per qualcuno, ma sicuramente nei prossimi giorni, andremo ad illustrare analiticamente.

Oltre ai nomi dei 30 arrestati, sempre tra gli indagati di associazione a delinquere di stampo camorristico ci sono 5 indagati, formalmente a piede libero, anche se si trovano in carcere per altri motivi. Si tratta di Gianluca Bidognetti, del pentito ed ex reggente del clan Umberto Venosa, di Raffaele Venosa, Raffaele Flocco e Saverio Di Martino.

Dato un ordine razionale alla ripartizione degli indagati in quella che è la relazione tra misure cautelari applicate e contestazione del reato più grave, cioè di quello associativo, passiamo agli annunciati aspetti fondamentali.

Alla ripartizione delle zone di Castel Volturno tra i vari gruppi, eredi del reggente Umberto Venosa, dedichiamo un articolo a parte. In questo qua, invece, sottolineiamo il ruolo molto importante, tutto sommato, sorprendentemente importante, svolto da Katia Bidognetti, cioè dalla sorella maggiore, la quale, secondo i magistrati ha veramente preso le redini dell’organizzazione, occupandosi di tutto e anche di più: organizzazione delle attività estorsive, stipendi agli affiliati, rapporti e colloqui con i vari capizona, assistenza di tipo logistico e anche di tipo, come possiamo dire, umanitario nei confronti delle famiglie dei detenuti. Il tutto in base a un costante rapporto relazionale con il padre Francesco Bidognetti, da cui, in maniera molto creativa e attraverso un accurato linguaggio in codice, acquisiva e assorbiva gli ordini, fornendo comunicazioni anche su come le cose funzionavano all’esterno.

La lettura del capo A che pubblichiamo integralmente in calce, permetterà a chiunque voglia comprendere bene i fondamentali di questa grande operazione, di acquisire informazioni precise sul contenuto di ogni singolo ruolo dei 35 indagati ai sensi del 416 bis. Leggerete di Vincenzo Bidognetti e della sua importante attività di raccordo anche con gli altri gruppi, esercitata insieme a Katia Bidognetti, la quale, spesso e volentieri si relazionava ad Antonio Iovine, a Michele Zagaria e a Nicola Schiavone. Sempre Katia Bidognetti, su richiesta del fratello Gianluca avrebbe dovuto imporre inoltre a Veronica Tartarone, sorella del collaboratore di giustizia Luigi Tartarone, l’assunzione nel centro estetico “Bellezza e benessere”, da essa gestito di via Firenza 39 a Casale, di MariaBorrata, evento che alla fine non si concretizzò per motivi non adducibili alla volontà della citata Katia Bidognetti.

Ugualmente importante l’attività di Gaetano Cerci, il quale appare molto meno in disarmo di quanto si era pensato fosse negli ultimi anni trascorsi tra carcere e brevi soggiorni a piede libero. Quello che colpisce è anche il numero, sicuramente ingente, di soldati, cioè di persone che il gruppo Bidognetti aveva la possibilità di utilizzare come esattori materiali delle estorsioni che, con questa disponibilità ampia, si potevano sviluppare su una grande fetta di territorio e ai danni di tantissime attività economiche.

Il tutto per tenere in piedi la struttura del  clan, per consentire a Katia Bidognetti di incanalare i soldi introitati per gli stipendi ma anche per il pagamento degli avvocati.

G.G.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL CAPO A

AULITTO Ciro, BALDASCINI Antonio, BASCO Giuseppe, BIANCHI Giuseppe, BIDOGNETTI Francesco, BIDOGNETTI Katia, BIDOGNETTI Gianluca, BIDOGNETTI Vincenzo, BITONTO Luigi, BORTONE Andrea, CAPRIO Ernesto, CAVALIERE Stanislao, CERCI Gaetano, CIOFFI Gabriele, D’ALTERIO Domenico, DE LUCA Antonio Luigi, DE LUCA Vincenzo, DI MARTINO Saverio, FEOLA Mirco, FLOCCO Raffaele, LUBELLO Giovanni,  MAIELLO Umberto, MANFREDI Raffaele,MICILLO Carmine, PACIFICO Dionigi, PUOTI Francesco, QUADRANO Americo, SCHIAVONE Vincenzo, SIMONETTI Giacomo, TAURINO Carlo, TAURINO Ciro, VENOSA Raffaele, VENOSA Umberto, VERRONE Giuseppe e VERSO Orietta

  1. a) del delitto di cui all’art. 416 bis – I, II, III, IV, V, VI ed VIII comma c.p., per avere partecipato, ciascuno nella consapevolezza della rilevanza causale del proprio apporto, ad un’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei Casalesi”, promossa, diretta ed organizzata, prima, da BARDELLINO Antonio (anni 1981 – 1988), poi, da Francesco SCHIAVONE di Nicola, da Francesco BIDOGNETTI, da IOVINE Mario e da DE FALCO Vincenzo (1988 – 1991), di seguito da Francesco SCHIAVONE di Nicola e da Francesco BIDOGNETTI e, infine, dopo l’arresto di questi ultimi due, da Michele ZAGARIA e IOVINE Antonio, quali esponenti di vertice, all’epoca latitanti, della fazione facente capo alla famiglia SCHIAVONE e da BIDOGNETTI Domenico, BIDOGNETTI Aniello, BIDOGNETTI Raffaele, GUIDA Luigi, ALFIERO Nicola, ALFIERO Massimo, SETOLA Giuseppe, CIRILLO Alessandro e LETIZIA Franco, quali componenti apicali che si avvicendavano alla guida della fazione facente capo alla famiglia BIDOGNETTI, i quali, operando sul litorale domitio e sull’intera area della provincia di Caserta ed altrove, si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per la realizzazione dei seguenti scopi:

– il controllo delle attività economiche, anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali;

– il rilascio di concessioni e di autorizzazioni amministrative; 

– l’acquisizione di appalti e servizi pubblici;

– l’illecito condizionamento dei diritti politici dei cittadini (ostacolando il libero esercizio del voto, procurando voti a candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali) e, per tale tramite, il condizionamento della composizione e delle attività degli organismi politici rappresentativi locali;

– il condizionamento delle attività delle amministrazioni pubbliche, locali e centrali;

– il reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari, finanziarie e commerciali degli ingenti capitali derivanti dalle attività delittuose, sistematicamente esercitate (estorsioni in danno di imprese affidatarie di pubblici e privati appalti e di esercenti attività commerciali, traffico di sostanze stupefacenti, usura ed altro);

– assicurare impunità agli affiliati attraverso il controllo, realizzato anche con la corruzione, di organismi istituzionali;

– l’affermazione del controllo egemonico sul territorio, realizzata anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali nel tempo e la repressione violenta dei contrasti interni;

– il conseguimento, infine, per sè e per gli altri affiliati di profitti e vantaggi ingiusti.

Tutti partecipavano al gruppo camorrista facente capo alla famiglia BIDOGNETTI, di cui BIDOGNETTI Francesco è leader storico, pienamente operante dal carcere ove è detenuto in regime di 41 bis O.P. attraverso direttive impartite, durante i colloqui, per il tramite di CARRINO Anna (ora cdg) del genero LUBELLO Giovanni, del fratello BIDOGNETTI Michele e degli avvocati di fiducia prima (contro i quali si è già proceduto separatamente) e, nell’ultimo periodo, per il tramite delle figlie BIDOGNETTI Katia e BIDOGNETTI Teresa, rivolte agli affiliati liberi materialmente incaricati di  portare a  compimento attività delittuose nel settore delle estorsioni, del traffico di sostanze stupefacenti, della custodia di armi e di autovetture di provenienza illecita, del reperimento di utenze cellulari per uso degli affiliati, nonché degli omicidi eseguiti per mantenere il controllo dell’area  di influenza territoriale, al fine di perpetrare ulteriori attività delittuose.

IN PARTICOLARE:

  • BIDOGNETTI Francesco

In qualità di capo dell’associazione camorristica, sebbene detenuto in regime cui all’art. 41 bis O.P. partecipava alle attività criminose della stessa impartendo dal carcere disposizioni rivolte agli affiliati liberi, per il tramite delle figlie BIDOGNETTI Katia e BIDOGNETTI Teresa;  – così vanificando le tutele per l’ordine e la sicurezza pubblica connesse all’applicazione del regime detentivo differenziato -nell’ultimo periodo oggetto di indagine (anni 2013 e 2014) 

  • BIDOGNETTI Katia

partecipava all’associazione mafiosa facente capo al padre Francesco, come soggetto di riferimento per tutta la famiglia BIDOGNETTI, come interlocutrice privilegiata  e riconosciuta dagli affiliati, in particolare nel periodo seguito all’arresto del marito LUBELLO Giovanni avvenuto nel dicembre 2011 e poi di nuovo dal 19 marzo 2013. Sia direttamente che attraverso terzi, partecipava al procacciamento delle provviste finanziarie essenziali alla vita del clan – anche intessendo e coltivando relazioni con gli affiliati liberi quali CERCI Gaetano, esponenti della famiglia VENOSA (altresì denominata dei cocchieri) ecc. – provviste di cui fungeva da collettore e custode, anche con lo specifico e reiterato compito di provvedere alla distribuzione dello stipendio provento delle illecite attività e di altre utilità, così dando esecuzione alle disposizioni impartite dal carcere ove è detenuto in regime di 41 bis O.P. BIDOGNETTI Francesco e così vanificando le tutele per l’ordine e la sicurezza pubblica connesse all’applicazione del regime detentivo differenziato.

BIDOGNETTI Katia inoltre:

  • si adoperava per la distribuzione degli stipendi ai componenti della propria famiglia, per veicolare direttive e comunicazioni essenziali alla vita del sodalizio dal BIDOGNETTI Francesco al territorio e viceversa, per gestire le risorse da destinare ai legali di fiducia della famiglia;
  • si adoperava per veicolare comunicazioni da e per il carcere per conto del fratello Gianluca, detenuto in regime di A.S. come nel caso delle comunicazioni  con il  pregiudicato  DIANA Gaetano, affiliato al clan SCHIAVONE;
  • si adoperava per reperire, sia personalmente che tramite affiliati al clan BIDOGNETTI, risorse necessarie sia per il sostentamento economico dei componenti della propria famiglia in libertà, quali la sorella Teresa ed  il compagno D’ANGELO Vincenzo,  sia  per il sostentamento di tutti i familiari detenuti (padre, marito e fratelli);
  • forniva continue notizie ai familiari detenuti ed in particolare al padre sui rapporti intrattenuti con altri esponenti del clan (nel tempo e secondo contingenze BIDOGNETTI Aniello di Michele, CERCI Gaetano, SETOLA Giuseppe, ZAGARIA Michele, SCHIAVONE Nicola ecc.); sulla gestione delle risorse a disposizione e sulle provviste ricevute, anche per il tramite di terzi affiliati, da esponenti storici di altre fazioni quali ZAGARIA e SCHIAVONE;
  • su richiesta pervenuta dal marito detenuto LUBELLO Giovanni prestava assistenza ai familiari di affiliati quali ANGELILLO Raffaella, convivente dell’affiliato BRUSCIANO Gabriele inteso “Massimo”;
  • su richiesta di BIDOGNETTI Gianluca avrebbe dovuto imporre, a TARTARONE Veronica, sorella del c.d.g. TARTARONE Luigi, l’assunzione presso il centro estetico “ Bellezza e Benessere” con sede al civico 39 di Via Firenze in Casal di Principe l’assunzione di BORRATA Maria, evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà;
  • BIDOGNETTI Gianluca, figlio del capo clan detenutosebbene detenuto dal 11.2008, da tale data impartiva ordini per il tramite dei familiari visitatori con particolare riferimento a allo zio BIDOGNETTI Michele e alle sorelle Katia e Teresa soprattutto per quanto concerne la suddivisione degli stipendi alla famiglia e direttive per la gestione dei rapporti con affiliati ad altre fazioni rivali (es. vicenda DIANA Gaetano)
  • BIDOGNETTI Vincenzo, svolgeva funzioni di tramite con altri affiliati al clan dei casalesi (quali ad esempio il detenuto agli arresti domiciliari DIANA Gaetano, della fazione SCHIAVONE, di cui veicolava comunicazioni al detenuto BIDOGNETTI Gianluca per il tramite di BIDOGNETTI Katia e con GHIRARDINI Luciano); funzioni di factotum ed esecutore di disposizioni impartite da BIDOGNETTI Gianluca detenuto e dalle sorelle di quest’ultimo Katia e Teresa (come ad esempio il reperimento di abiti ed altro per i detenuti, il recapito di somme di denaro a VERSO Orietta); si adoperava quale elemento di collegamento tra affiliati del clan e BIDOGNETTI Katia soprattutto per quanto concerne la riscossione di denari di provenienza illecita destinati agli stipendi della famiglia BIDOGNETTI (come in occasione della consegna di  denaro a IORIO Filomena e destinato a BIDOGNETTI Katia); forniva automezzi in uso alla famiglia BIDOGNETTI (quale il veicolo intestato alla madre e concesso in uso per mesi a BIDOGNETTI Teresa e D’ANGELO Vincenzo); al servizio delle due sorelle BIDOGNETTI svolgeva funzioni di autista in occasione delle trasferte per la partecipazione ai colloqui con i vari familiari detenuti della famiglia BIDOGNETTI; partecipava a scontri  violenti con esponenti di un rivale gruppo facente capo a SCHIAVONE Emanuele in conseguenza dei quali era costretto ad allontanarsi da Casal di Principe; si poneva quale referente del gruppo criminale casalese a disposizione del pregiudicato napoletano ANNUNZIATA Gennaro che gli preannunziava di avere “….un problema gravissimo a da te li, a PARETE…. “
  • VERSO Orietta, moglie di BIDOGNETTI Raffaele (già referente del clan per tutte le attività illecite nel comune di Parete e limitrofi fino al 06.2006) successivamente all’arresto del marito svolgeva un essenziale ruolo di collegamento  tra gli affiliati del gruppo paretano  e la famiglia BIDOGNETTI (cfr. dichiarazioni dei cc.dd.gg. MOLA, MOSCA, CARRINO, DI CATERINO ed altri) rappresentando la volontà del marito detenuto, ricevendo periodicamente somme destinate a sé ed al pagamento dello stipendio  agli affiliati, procacciando  provviste frutto di attività illecite; 
  • LUBELLO Giovanni, designato dal capo clan Francesco responsabile per la famiglia BIDOGNETTI a seguito degli arresti di BIDOGNETTI Michele e CARRINO Anna per la realizzazione di una serie indeterminata di delitti, svolgeva ruolo di riferimento per il procacciamento del denaro di provenienza illecite e della sua successiva consegna alla famiglia BIDOGNETTI alla quale doveva essere corrisposta anche la quota della cassa comune del clan dei casalesi concernente i detenuti al 41 bis O.P. provviste destinate, come da prassi, al pagamento anche dei difensori di fiducia. Svolgeva altresì un ruolo determinate anche per altri affiliati quali SETOLA Giuseppe che ne richiedeva l’intervento per il pagamento dello “stipendio” alla sua famiglia nonché fondamentale riferimento del gruppo BIDOGNETTI per gli altri clan in primis quello capeggiato dalla famiglia SCHIAVONE (cfr. ad es. sentenza nei confronti dell’avv. Casella). Partecipava alle riunioni del clan BIDOGNETTI per deciderne le strategie (cfr. dichiarazioni di Alfiero Massimo);
  • VENOSA Umberto, per aver partecipato, organizzato e diretto l’associazione, dall’ottobre del 2012 al settembre del 2013;
  • PACIFICO Dionigi, per aver partecipato, organizzato e diretto l’associazione dal settembre del 2013 al settembre del 2014, con  condotta perdurate;
  • VENOSA Raffaele, per aver partecipato, organizzato e diretto l’associazione, dal settembre del 2014 al 26.5.2015;
  • AULITTO Ciro, per aver partecipato all’associazione quale addetto, sotto la supervisione di QUADRANO Americo, alle attività estorsive in pregiudizio delle prostitute nelle zone del Villaggio Coppola e parte della Domitiana, nonché  dei  parcheggiatori abusivi sulla zona dei lidi balneari, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante;
  • BALDASCINI Antonio, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive e recupero crediti, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante;
  • BASCO Giuseppe, per aver partecipato all’associazione,  quale  addetto alle attività estorsive in genere e, in particolare in pregiudizio dei titolari di stabilimenti balneari in Castelvolturno, dal luglio del 2014, con condotta perdurante;
  • BIANCHI Giuseppe, per aver partecuipato all’associazione,  quale  addetto all’esecuzione di attività estorsive e recupero crediti nonchè quale portavoce di PACIFICO Dionigi  nel raccordo operativo con MICILLO Carmine che operava nella zona di Baia Verde, con QUADRANO Americo che operava nella zona Destra Volturno e Villaggio Coppola unitamente ad AULITTO Ciro e con D’ALTERIO Domenico che operava nella zona di Ischitella, dall’aprile del 2014, con condotta perdurante;
  • BITONTO Luigi, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive sul litorale domitio alle dirette dipendenze di TAURINO Carlo, dal novembre del  2013, con condotta perdurante;
  • BORTONE Andrea, per aver partecipato e organizzato l’associazione, unitamente a VENOSA Umberto e operato la raccolta dei ratei estorsivi, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante;
  • CAPRIO Ernesto, per aver partecipato all’assoociazione,  quale  addetto alle attività estorsive, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante;
  • CAVALIERE Stanislao, per aver partecipato all’associazione, quale  addetto alle attività estorsive demandategli da PACIFICO Dionigi e VENOSA Raffaele durante i rispettivi periodi di reggenza del Clan, dall’aprile del 2014, con condotta perdurante;
  • CERCI Gaetano, per aver partecipato all’associazione e diretto l’attività operativa di altri affiliati addetti alle attività estorsive e recupero crediti, dall’ottobre del 2012 e designato dal capo clan Francesco dal 05.2014 (decreto 5712/13 RR del 03.12.2013 progressivo 16417 del 29.05.2014), responsabile per la famiglia BIDOGNETTI per la realizzazione di una serie indeterminata di delitti, svolgeva ruolo di riferimento per  il procacciamento del denaro di provenienza illecite e della sua successiva consegna alla famiglia BIDOGNETTI alla quale doveva essere corrisposta anche la quota della cassa comune del clan dei casalesi concernente i detenuti al 41 bis O.P. provviste destinate, come da prassi, al pagamento dei difensori di fiducia, con condotta perdurante;
  • CIOFFI Gabriele, per aver partecipato all’associazione quale addetto alla materiale esecuzione di attività estorsive e recupero crediti demandatigli direttamente da PACIFICO Dionigi o per sua delega da CERCI Gaetano, nonchè unitamente al gruppo di TAURINO Carlo, dal novembre del 2013 con condotta perdurante;
  • D’ALTERIO Domenico, per aver partecipato e diretto l’associazione, curando la materiale esecuzione di attività estorsive sull’area di Ischitella e supervisionato, insieme a QUADRANO Americo, l’area di Castel Volturno, dal giugno 2014, con condotta perdurante;
  • DE LUCA Antonio Luigiper aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive sul litorale domitio alle dirette dipendenze di TAURINO Carlo, dal luglio del 2012, con condotta perdurante;
  • DE LUCA Vincenzo, per aver partecipato e organizzato l’associazione, unitamente a VENOSA Umberto e operato la raccolta dei ratei estorsivi, dall’aprile del 2013, con condotta perdurante;
  • DI MARTINO Saverioper aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive, dall’aprile del 2013, con condotta perdurante;
  • FEOLA Mircoper aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive e recupero crediti demandatigli direttamente da PACIFICO Dionigi o per sua delega da CERCI Gaetano, dal settembre al dicembre del 2013;
  • FLOCCO Raffaele, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive, dall’aprile del 2013, con condotta perdurante;
  • MAIELLO Umberto, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alla raccolta dei ratei estorsivi e al collegamento con TAURINO Carlo, dal giugno del 2013, con condotta perdurante;
  • MANFREDI Raffaele, per aver partecipato all’associazione quale addetto alla raccolta dei ratei estorsivi presso le sale giochi nonché alla contabilità del clan, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante;
  • MICILLO Carmine, per aver partecipato all’associazione curando la materiale esecuzione delle attività estorsive sull’area di Baia Verde, dal dicembre del 2013, con condotta perdurante;
  • PUOTI Francesco, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alla raccolta dei ratei estorsivi, dal giugno del 2013, con condotta perdurante;
  • QUADRANO Americo, per aver partecipato all’associazione, curando la materiale esecuzione di attività estorsive sia in zona Destra Volturnoche di in altre zone dell’area di Castelvolturno a seconda delle contingenze, nonché coordinato le attività estorsiove di AULITTO Ciro in pregiudizio delle prostitute dell’area Villaggio Coppola e parte della Domitiana, dal dicembre del 2013, con condotta perdurante; 
  • SCHIAVONE Vincenzo, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività dei ratei estorsivi, dal giugno del 2013, con condotta perdurante;
  • SIMONETTI Giacomo, per aver partecipato all’associazione, quale addetto alle attività estorsive, dall’aprile del 2013, con condotta perdurante;
  • TAURINO Carlo, per aver partecipato all’associazione, operando sull’area di Castelvolturno la raccolta dei ratei estorsivi sia mediante un proprio gruppo operativo che mediante affiliati di volta in volta inviati in supporto dal reggente del Clan, dal luglio del 2012, con condotta perdurante;
  • TAURINO Ciro, per aver partecipato all’associazione, operando nella raccolta dei ratei estorsivi sull’area di Castelvolturno, dal luglio del 2012, con condotta perdurante; 
  • VERRONE Giuseppe, per aver partecipato all’associazione nell’esecuzione di attività estorsive, dall’ottobre del 2012, con condotta perdurante.
  • In Casal di Principe e altri comuni della provincia di Caserta, in Formia e Nettuno con condotta perdurante. 
  • Per BIDOGNETTI Katia dal 07.2003 (data di matrimonio con LUBELLO Giovanni periodo cui riferisce il c.d.g. CARRINO Anna)
  • Per BIDOGNETTI Francesco dall’agosto 2008 (fino al luglio 2008 giudicato in altro procedimento)
  • Per BIDOGNETTI Aniello dal 04.2009 (data di arresto del padre BIDOGNETTI Michele)
  • Per BIDOGNETTI Gianluca dal 11.2008 (data del suo arresto)
  • Per BIDOGNETTI Vincenzo dal 02.2009 (data colloquio in carcere BIDOGNETTI Gianluca in cui emerge la figura di BIDOGNETTI Vincenzo)
  • Per VERSO Orietta dal 06.2006 (data di arresto del marito BIDOGNETTI Raffaele)
  • Per LUBELLO Giovanni dal 06.2009 (già condannato in via definitiva per tale reato fino al 04.06.2009)
  • Per gli altri indagati con riferimento ai periodi temporali a fianco di ciascuno indicati.

PUBBLICATO IL: 2 febbraio 2017 ALLE ORE 18:19 fonte:www.casertace.net

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