Equitalia se la prende con i deboli. Perché non persegue la grande evasione fiscale?

Ma in Equitalia la smettono o no di perseguire le multe auto di pochi euro con relativi pignoramenti immobiliari? Perchè non perseguono la grande evasione fiscale connessa con il crimine organizzato? Un caso recente ed emblematico a Roma.

FONTE CORRIERE DELLA SERA 16 MAGGIO 2011

Medico multato per divieto di sosta aveva fatto ricorso
al giudice di pace nel 2008 e attendeva la sentenza

La multa da 156 euro si trasforma
in ipoteca sul garage che ne vale 80 mila

Medico multato per divieto di sosta aveva fatto ricorso
al giudice di pace nel 2008 e attendeva la sentenza

ROMA – Agli ottimisti convinti che certe sciagure tributarie – «cartella pazza» ad esempio – appartengano al passato e che la paleoburocrazia sia un’epidemia in via d’estinzione, dedichiamo (senza sadismo: per amore di verità) la seguente storia: come una banale multa da 156 euro si sia trasformata in un’ipoteca su un garage da 80mila euro. Nicolò Italo Gueli, medico, multato una volta per divieto di sosta, fece ricorso al giudice di pace nel luglio 2008 e poi, paziente, restò in attesa della sentenza. Nel frattempo (la vita scorre) Gueli s’era deciso a vendere il suo box, tredici provvidenziali metri quadri che a lui, però, non servivano più.

Era a un passo dal concludere la vendita ma ecco, dal notaio, la scoperta: il garage non era più «suo». Ipotecato dal fisco. Mentre il giudice di pace decideva, in attesa della sentenza (avrò ragione io o la Municipale?) la multa di 156 euro era lievitata fino a raggiungere nel 2010 ben altre (e alte) cifre, sfiorando i duemila euro. E sia. Ma, anche così, come spiegare l’ipoteca su un box auto da 80mila euro suppergiù? Un abbaglio di Equitalia pensa Gueli. Magra consolazione. Perché ormai la burocrazia s’è messa in moto con tutte le sue accessorie spiacevolezze. Gueli non può vendere ed è per il fisco cattivo pagatore.

Eppure al medico come a milioni di contribuenti e cittadini interessati alla questione, pareva di ricordare che le ipoteche per piccoli debiti (sotto gli 8mila euro) fossero abolite. E infatti. Con una sentenza del febbraio 2010 i giudici della Cassazione avevano stabilito che per debiti inferiori a quella cifra le ipoteche non dovevano essere eseguite. Non è tutto. Meno di un anno fa il direttore generale di Equitalia (la società incaricata della riscossione dei tributi: pubblica al 51%) rassicurava i contribuenti dalle pagine di un quotidiano specializzato: «Ci adegueremo immediatamente alla sentenza della Cassazione», garantiva Marco Cuccagna. E ancora: «Abbiamo dato disposizioni a tutto il gruppo di bloccare le iscrizioni (sul registro delle ipoteche, ndr.) sotto gli 8mila euro… E per chi si trova ad avere un’ipoteca per debiti inferiori agli 8mila euro, Equitalia ha messo a disposizione la modulistica con cui presentare l’istanza di cancellazione, che sarà effettuata a nostre spese ovviamente».
La battaglia del medico è affidata alle mani dell’ associazione no profit Primo Consumo (numero verde 800974230), il cui responsabile dell’ufficio legale è anche figlio della vittima. Dice l’avvocato Manlio Gueli: «Malgrado la legge, sono migliaia i cittadini vittima di questo tipo di provvedimenti per piccoli debiti. Al punto che pensiamo di intentare un’azione collettiva contro le ipoteche illegittimamente eseguite da Equitalia».

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