Ecomafia, Piemonte prima regione del Nord per reati legati al ciclo dei rifiuti

La Stampa

Ecomafia, Piemonte prima regione del Nord per reati legati al ciclo dei rifiuti

E’ quanto emerge dal rapporto 2020 di Legambiente: nel corso del 2019 ci sono stati 627 denunce e 109 sequestri

GIUSEPPE LEGATO

PUBBLICATO IL

25 Marzo 2021

Il rapporto Ecomafie 2020 (sul 2019) curato da Legambiente è chiaro: «Nella cornice dell’illegalità ambientale in Piemonte i reati sono stati 1307 (erano 874 nel 2018). Un saldo netto in aumento esponenziale: siamo all’11° posto su 20 regioni. Le persone denunciate sono state 1108 e si contano 216 sequestri complessivi. Il Piemonte è dunque “un sorvegliato speciale”.

Nei frame più specifici di questa macroarea rilevanti sono i numeri del rapporto che hanno ad oggetto l’illegalità sul ciclo dei rifiuti: il Piemonte sale in sesta posizione con 680 reati accertati (eravamo all’8° posto nel 2018 con 402 reati). Nelle tabelle si scorgono 627 denunce e 109 sequestri. In questa speciale classifica siamo la prima regione del Nord.

Dal 2013 al 2020 in Piemonte si sono registrati 89 incendi all’interno di impianti di trattamento/smaltimento, traguardo che accende numerose spie anche sul fronte della possibile infiltrazione della criminalità organizzata «che – parola del capo della Dda di Milano, Alessandra Dolci – nutre un’irresistibile attrazione verso il ciclo dei rifiuti».

I dati sono stati esposti oggi nella sede di Barricalla, società a capitale misto (partecipata dalla Regione), che gestisce il principale impianto di smaltimento in Italia per i rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, ed è situata a Collegno su una superficie di circa 150.000 metri. L’amministratore delegato Alessandro Battaglino ha spiegato come in «30 anni, nella nostra struttura siano state smaltite correttamente 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Un lavoro importante. Se però pensiamo che in Italia solo tra il 2019 e il 2020 ne sono state sequestrate quasi altrettante vuol dire che il lavoro che aspetta i protagonisti del contrasto alle ecomafie è lungo».

Il tema dei rischi di infiltrazione nel settore di organizzazioni criminali è stato affrontato – oltre che dal magistrato Dolci – anche da Mauro Anetrini, presidente di Barricalla, avvocato: «Se le imprese criminali – ha detto – che dispongono di infinite possibilità economiche, si infiltrano nelle società di smaltimento allora questo produce una contaminazione irrimediabile».

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