Ecco qual è la vera testa pensante della ‘ndrangheta

Ecco qual è la vera testa pensante della ‘ndrangheta
Dalla relazione del procuratore Cafiero de Raho emerge con chiarezza cosa s’intenda per “società invisibile” e quali siano gli obiettivi: essere agenzia mondiale del crimine

sabato 28 gennaio 2017

di Consolato Minniti

Trasformare la ‘ndrangheta da organizzazione per delinquere di tipo mafioso a principale agenzia criminale del pianeta». Secondo il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, è questo l’obiettivo primario del crimine organizzato calabrese, così come riportato nella sua annuale relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario.

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Cafiero spiega come «per raggiungere quel risultato, le grandi famiglie dei tre mandamenti capiscono che è necessario creare zone d’ombra e sfruttare anche preconcetti e precomprensioni degli appartenenti ai livelli inferiori». Solo così è possibile ottenere in risultato stabile e duraturo, «in grado di limitare la capacità dei soggetti di base di porre in discussione continuamente le linee gerarchiche e le cariche apicali».

Per il procuratore, la ‘ndrangheta ha un obiettivo ben preciso: «Per raggiungere il risultato prefissato, è ancora necessario creare un sistema di protezione (la società invisibile) in grado di fornire la certezza alla componente “laica” (massoni o nobili) di tale apicale livello “occulto” che mai i suoi componenti correranno il rischio di essere distrattamente accostati a soggetti pacificamente appartenenti alla ‘ndrangheta: appare evidente, invero, che un organismo così composto non avrebbe ragione di esistere ove divenisse “visibile”, per la evidente impossibilità di operare nei contesti riservati di manifesto interesse, tanto economici che politico-istituzionali. È necessario, allora, ulteriormente segretare quello che è già segreto, dando vita ad una componente talmente riservata da essere totalmente disciplinata da regole speciali, che sono l’esatto contrario di quelle che caratterizzano l’organizzazione di tipo mafioso ‘ndrangheta, sin dai tempi della “società dello sgarro”».

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Ma c’è poi un obiettivo ulteriore: «Impedire che le prevedibili indagini giudiziarie possano giungere a comprendere che tale “circolo riservato di grandi capi e manovratori” costituisce la più elevata componente “interna” della ‘ndrangheta, di cui è la vera testa, la reale fonte ispiratrice di strategie, azioni, programmi, di delazioni e depistaggi: i soggetti di varia estrazione che la compongono sono, in realtà, le pedine indispensabili e non fungibili di un sistema criminale di tipo mafioso ben più ampio e potente di cui la ‘ndrangheta è diretta protagonista».

fonte:http://lacnews24.it

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