Ecco la Roma sordida, fatta di escort, viados, cocaina, raggiri, ricatti, intrecci, violenze, rapine, corruzione, mafia, massoneria e malapolitica

Se Gadda fosse ancora vivo ne ricaverebbe probabilmente un altro capolavoro “poliziesco” attualizzando il romanzo precedente e adattandolo alla Roma contemporanea e postmoderna, perché l’intera vicenda originata dalla irruzione nel ben nota via della periferia nord della capitale a quel numero civico che, per coloro che hanno la memoria lunga mette pure i brividi si presta quasi naturalmente a essere riprodotta letterariamente. Un altro “mistero”… Un altro “giallo” italiano che intinge la punta dell’inchiostro nelle ferite di una società allo sbando, di un impalco istituzionale ormai a pezzi e forse per questo ben rappresentato da cotale presidente del Consiglio. Ma noi che siamo aspiranti letterati ed artisti – molto ma molto modesti per carità… – non ambiamo a lanciare accuse gratuite a chicchessia – ma per carità ! – quanto a comporre i pezzi di un mosaico triste e sbiadito avanzando ipotesi e riflessioni e, soprattutto, formulando le domande più stringenti e pertinenti. E’ a partire dal contesto che possiamo veramente comprendere sciogliendo i lacci dei pregiudizi anche più comodi e rassicuranti. Un avviso, invece, agli scrittori e coloro che si cimentano con la scrittura di romanzi con qualche ambizione artistica in più rispetto al pur umano desiderio di sfornare l’ennesimo bestseller del genere criminale… Per introdurre il lettore nella trama deporrò quindi lo stile “cronachistico” per adottarne uno – modestamente, non essendo certamente un autentico scrittore – “letterario”…

E’ un paese postmoderno…

Un paese che fa molto male…

L’Italia immersa nel gelo eterno…

Sempiterna malattia dello Stivale…

E’ l’Italia della Crisi, il paese che si è arreso…

L’incubo è ancora in corso d’opera al termine dei terribili anni Zero. Il treno ha deragliato clamorosamente e l’economia è a pezzi perché lo Stato gode di altrettanta, pessima salute. La Costituzione attende degna sepoltura, ma la fossa è a buon punto… I “presidenzialismi”, i “premierati” sono di gran moda: da un lato il “populismo” berlusconiano che mira ad abbattere ogni barriera e contrappeso; dall’altra si oppone un “presidenzialismo” più temperato, tecnocratico e anglosassone secondo i dettami imposti dai postcomunisti dalemiani e dai postfascisti finiani. Nell’uno come nell’altro caso si risolve tutto in una finzione, in un burattinesco spettacolo, in un reality del reality… Si sa ma non lo si vuole esprimere esplicitamente pena il linciaggio da parte del pubblico, pardon, dei cittadini: il nuovo presedente di una Repubblica presidenziale – signori – non avrà alcun reale potere. Questo curioso tizio assomiglierebbe a quel tale che precipitando da un altissimo grattacielo continua a ripetersi: “- Per ora va tutto bene… Per ora va tutto bene… Per ora va tutto bene…”. Piano dopo piano dopo piano dopo piano… Con la non trascurabile differenza che l’amico di tutti gli italiani trascinerebbe per mano i poveri – si fa per dire… – sessanta milioni di sudditi virtuali per accompagnarli verso lo schianto. Chissà, essendo forse così in tanti, il colpo risulterebbe attutito. Già me lo immagino, l’amico solerte e paterno di tutti noi poveri – si fa per dire – italiani, mentre pronuncia le fatidiche parole dallo schermo televisivo a 99 reti unificate. “Per ora va tutto bene…”. Questa disgregazione istituzionale fa fregare le mani a molti e l’economia del paese – che lo Stato italiano non può e non vuole tutelare – diventa un gustoso bocconcino per i potentati finanziari internazionali con la complicità di quelli interni. Nuove acquisizioni, nuove fusioni, nuove vendite… Fabbriche che chiudono e lavoratori accompagnati fuori dai cancelli a sonore pedate. Le tutele sono formalità ma quelle formalità sono sempre meno sostanza… Tuttavia la maggior parte della “ggente” – traduzione popolaresca del più postmoderno “pubblico” – comprende poco quel che sta accadendo. Dovrebbe sì aver paura ma questo terrore lo indirizza verso i poveri cristi, gli stranieri immigrati clandestini e non… Altri sono gli stranieri – certo molto più danarosi – che si stanno comprando l’Italia mentre si intona l’Inno di Mameli giustamente alla stregua di uno stornello sa osteria ! E per questo sfacelo la politica italiana dovrebbe recitare il “Mea Culpa”. In primis il Cavaliere che nella sua arrogante esibizione di confusione ha aggiunto caos al caos, poiché altro non gli preme se non il proprio destino, ma pure gli altri, alleati e oppositori hanno dato il loro contributo più o meno rilevante… Il contorno da digerire è sempre lo stesso: corruzione, incompetenza, voracità, avidità, palese disonestà, arroganza, maleducazione, volgarità, ignoranza, ricatti, ricattini e colpi bassi… Coloro che veramente hanno a cuore bene ed interesse collettivo per il quale molto spesso lavorano in silenzio han vita poco più che impossibile…

Nel segreto si attende un Processo pasoliniano che faccia vera giustizia…

E chi potrà mai fare questo Processo ? Chi ne ha l’autentica statura ? Chi può avere l’ardire di dichiarare la propria estraneità all’attuale classe politica ? Basterebbe un frammento di specchio per capire che mentiremmo a noi stessi…

E poi come rimediare allo sfacelo costituzionale, legale, morale, sociale ed economico ? Chi ha veramente testa e spalle per farlo ?

Mi sovviene spesso il povero corpo di Pasolini quasi offerto in sacrificio sull’altarino del popolo italiano e dato in pasto all’opinione pubblica per una storia che aveva per sfondo la notoria omosessualità del poeta…

Un autunno romano…

Roma: ventre molle dello Stivale…

Anni dopo l’orgia vaticana del Giubileo la Capitale si immerge e si fa sommergere dal proprio declino che pare inesorabile… Il declino di un paese…
Forse dall’”hollywoodiano” Veltroni al ruspante postfascista Alemanno poco è mutato se non i soliti equilibri di potere e una maggiore aggressività di gruppi e gruppetti di neonazisti e teppisti che si dilettano negli agguati di extracomunitari e omosessuali a colpi di catena… Le periferie continuano a mantenere il loro stile ed il loro aspetto degradato e squallido e di notte quasi le forze del cosiddetto ordine non vi mettono piede…
E’ nel cuore della notte che si vedono uscire gli animali più strani, esemplari curiosi dell’umanità…
Animali notturni… Predatori e rapaci, ma anche prede destinate al sacrificio…
Quando osservi di notte certe zone delle metropoli una sola parola ti si fissa nella mente come un’ossessione, quasi un incubo: “abbandono”… Irrimediabile, inevitabile… Così, almeno, dicono…
Le priorità, o non ci sono, o sono sempre altre… La città scava i suoi solchi, i suoi fossati…
Allora li puoi vedere gli esemplari di questo zoo, li puoi osservare mentre si dimenano dietro le sbarre dalla tua gabbia fintamente dorata. L’umanità ai margini… L’umanità che non conosce la legalità di un paese che, già di suo, se ne fotte altamente…
L’universo dell’”umanità altra” impastato di (microcriminalità): piccoli ladri e rapinatori, topolini d’appartamento, gente che vive di espedienti, pusher, piccoli spacciatori, tossici, protettori, puttane, viados, trans, bande più o meno giovanili di teppistelli di quartiere magari ad appartenenza “etnica” e via continuando…
Eppure la notte spegne le luci artificiose della città e nel buio tutti i volti sono irrimediabilmente uguali. Confini e fossati non sono più visibili. Si dileguano. Misteriosamente…
Ognuno si diverte come può: c’è chi organizza convegni eleganti e dispendiosi in villa circondandosi di disponibili donnine e di escort magari in cerca di un posto al sole e c’è chi ha saltato il fossato e varcato il confine. Almeno per la notte, si intende…
D’altronde sembra che uno degli slogan pubblicitari più in voga di questa società che pompa sempre più freneticamente sangue pubblicitario e mediatico sia quello di superare ogni limite… Per lo sballo, il piacere, il divertimento…
Droghe, sesso per il sesso, alcool…
La prima a divertirsi è l’Italia “vippara”, frivola e leggera degli anchorman e presentatori televisivi, dei cantanti, degli attori cinematografici e televisivi, dei calciatori, dei piloti… Tutti obbligatoriamente noti e di successo. Ma il tunnel di questo bizzarro divertimento non risparmia certo industriali, finanzieri e politici, l’Italia che dovrebbe essere meno frivola e dedicarsi un pò di più al bene comune. Invece siamo al clima da basso impero, da caduta dell’impero romano. Appunto…
Guardo le lancette dell’orologio e non posso fare a meno di ammettere ancora una volta come il tempo sia crudele e sfugga dalle mani sottraendo sogni e giovinezza. Non mi interessa ergermi a moralista. Non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Non credo, tuttavia, che si possa sfuggire ad una domanda stringente come il tempo: con tutti gli impegni pressanti che dovrebbero assillare le giornate delle nostre classi dirigenti – figuriamoci in tempi di crisi – dove trovano il tempo per organizzare festini a base di sesso generoso e più o meno sano e, magari, di cocaina ? Mistero !
Il Cavaliere si lamenta tanto di lavorare come un mulo, ma riesce a ospitare eserciti di escort, veline e quant’altro per allietare i suoi fine settimana. Persone che hanno meno responsabilità non riescono a trovare un “buco” (niente malizia please !) per sé stessi. I miei complimenti !
Però, cari amici lettori, non accanitevi troppo contro le nostre classi dirigenti e quei buontemponi “vippari”: la cocaina ha ormai una diffusione di massa senza distinzione di classe, ceto, razza e classe di età e il sesso sta ormai accompagnando le nostre piccole vite sia pure, molto spesso, nelle forme “parlate”, “virtuali” e “non consumate”. Questi eccessi si configurano come altrettante nuove patologie della società postmoderna del benessere, le malattie dell’edonismo sfrenato… Senza contare che la festa è ormai finita e i botti della Crisi non sono più così lontani.
Su quante e quali droghe edifichiamo le nostre gabbie dorate ?

Stupefacenti, sesso, alcool… Bacco, tabacco e Venere… Però, insomma, i tabagisti – tanto criminalizzati in questi anni – hanno tutti i motivi – e la mia comprensione – per lamentarsi !
Intanto le innumerevoli mafie di questo paese – autoctone o non – ringraziano gli acquirenti…

Impacchettato o meno in un pacco regalo, nella forma dell’amore mercenario offerto dalla prostituzione a vari livelli o della pornografia legalizzata, il sesso inevitabilmente mercificato la fa da padrone e i suoi consumatori sono alla continua ricerca di un prodotto nuovo che “faccia tendenza”. Come direbbero a Roma. “O’ famo strano !”.

I trans, i vituperati viados, costituiscono una relativa novità del mercato del sesso, la “merce” fresca di una società altamente schizofrenica stretta com’è fra l’omofobia alimentata da Vaticano e destre e una falsa tolleranza che cela altre forme di sfruttamento.
Indubitabilmente il trans fa tendenza e fa audience come il caso clamoroso di Luxuria dimostra, ma la discussa vincitrice dell’”Isola dei Famosi” ed ex deputata di Rifondazione è l’eccezione. Le altre non sono così fortunate… I viados di origine latinoamericana che vivono spesso ai margini e in clandestinità sono costrette dalle circostanze ad occupare le ditate periferie cittadine. Magari poi i loro clienti sono importanti… Gente di classe e, magari, abituata a vivere nel lusso, perché, se sei importante, se sei noto, se sei ricco e vuoi concederti serate all’insegna del “famolo strano” – contorno di cocaina a parte – non puoi che attraversare l’altra parte della metropoli, superare il confine e recarti là, nel buio in cui tutti i volti si assomigliano e la notte regna sovrana… Nella notte in cui il bianco si associa al nero e il nero assorbe il bianco per inghiottire tutto in una gigantesca zona grigia.

E’ qui che la nostra storia inizia e, forse, è sempre qui che terminerà…

Consapevolmente e forse senza tentennamenti quegli uomini hanno scelto…

A modo loro hanno scelto di oltrepassare quella linea per immergersi nella notte che tutto inghiotte e digerisce…

Hanno varcato il confine…

Hanno scelto per poter godere degli agi che normalmente un uomo con la divisa non può permettersi, quelle comodità e quei piccoli lussi che grazie ad immonde attività spesso soggetti dell’altra sponda possono permettersi…

Perché quegli uomini, fra i protagonisti der pasticciaccio, sono uomini con la divisa, militi dell’Arma…

Consapevolmente e forse senza tentennamenti hanno scelto di abbracciare la notte che dovrebbero essere chiamati a combattere…

Questi “sbirri militari” – senza offesa – sono molto diversi dai carabinieri “infedeli” a cui siamo stati abituati cimentandoci nelle letture sui cosiddetti “misteri d’Italia” e non rispondono al consueto stereotipo del “carabiniere un po’ fascisteggiante” che si presta a sordide manovre per un malinteso senso dello Stato.

I nostri personaggi assomigliano agli sbirri corrotti e delinquenziali dei film americani o dei romanzi di James Ellroy, poliziotto che, o si vendono al migliore offerente della malavita o finiscono per immergersi anima e corpo nelle attività criminali e criminose.

Dalle voci circolanti in un certo ambiente popolato da viados, ruffiani e piccoli spacciatori, i quattro militi avrebbero messo su un bel giro di ricatti ed estorsioni con notevoli possibilità di lucro.
Innanzitutto, con estrema facilità, potevano ricattare ed estorcere denaro a soggetti ai margini della vita della società capitolina, poveri – e si fa per dire – disgraziati come i viados, sudamericani e clandestini i quali, proprio per la loro intrinseca debolezza, possono essere anche costretti a partecipare ad altre attività poco edificanti.
In secondo luogo, grazie all’ottima conoscenza del giro di prostituzione nell’ambiente dei trans e alla ricattabilità di questi ultimi, i nostri avevano la possibilità e i mezzi per praticare il ricatto nei confronti di personaggi dell’Italia “vippara” che si erano fatti incautamente sorprendere in equivoche posizioni o atteggiamenti in compagnia del “terzo o quarto” sesso.
Infine e non da ultimo, non poteva mancare il modo di arrotondare il già cospicuo gruzzolo vendendo a talune agenzie fotografiche o a taluni giornaletti e giornalini scandalistici o “gossippari” l’osceno materiale buono per un pubblico di lettori affamati di storielle morbosette o desiderosi di compiacere il loro ipocrita moralismo. Perché – si sa ! – in certi ambienti sesso e droga circolano fuori misura… Come è facile evincere il povero Fabrizio Corona – che comunque non è Silvio Pellico – fa la figura del dilettante di fronte a questo quadretto. Non pare possano esservi molti dubbi in proposito: l’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo – che per le sue “debolezze” ha pagato e sta pagando piuttosto caro gettando nell’immondizia quanto di buono può aver fatto operando in questi anni – è caduto in una rete, in una trappola predisposta e organizzata per motivi ben precisi.
Il gioco, probabilmente, è già stato tentato in altre occasioni e forse con successo: il malcapitato viene sorpreso in uno squallido appartamento con una trans durante un’irruzione simulata e ripreso con un cellulare. Esposto e vulnerabile il facoltoso soggetto in questione decide di cedere al ricatto e di pagare senza sospettare che si tratta di una trappola in cui – con discreta evidenza – parrebbe coinvolto/a l’oggetto delle proprie eterodosse attenzioni sessuali. Come è facile intuire, infatti, non dovrebbero esserci difficoltà insormontabili per trascinare altri soggetti ricattabili, ma ai margini della società e al di fuori della legalità ufficiale come i viados in questi giochetti lucrosi.
Il “ricattato” incassa per la sua reputazione e per la famiglia…
Il gentile lettore storcerà il naso: ma come ? I nostri baldi militi possono in tutta calma piazzare microcamere per riprendere le pose più imbarazzanti delle loro vittime e, invece, si producono in irruzioni plateali e un poco esibizioniste che, al contrario, proverebbero la sostanziale casualità dei blitz ? Non balocchiamoci troppo sul romanzesco… I carabinieri irrompono a colpo sicuro nell’appartamento in cui c’è Marrazzo e si disinteressano completamente agli altri appartamenti…

Se vogliamo fare accostamenti utili, forse quei militi, più che ai personaggi di Ellroy fanno pensare a quelli dei film di Quentin Tarantino, esibizionisti che non brillano per particolare intelligenza.

Non c’era bisogno di frequentare il giro dei viados della capitale per avere una certa nozione delle debolezze di Marrazzo a cui già si era accennato alle ultime elezioni regionali nel più che probabile tentativo di spianare la strada al rivale Storace. Le voci circolano e i determinati fatti sono risaputi in certi ambienti. Il clamore è buono, appunto, per un pubblico che ormai vegeta nell’ignoranza.
Il binomio sesso e droga – il rock’n roll è ormai fuori moda e troppo indigesto alla curia vaticana – non incontra solo il favore di una buona parte dell’Italia “vippara”, mediatica e godereccia, ma anche dell’Italia del Potere e delle stanze della “politica che conta”. Nulla di nuovo sotto il sole… I politici nostrani – così come quelli di paesi più o meno “evoluti del nostro” – non sono mai stati immuni a certi vizietti… Il benessere – si sa – ha molta attinenza con la diffusione di discutibili passatempi. Se in questa storia l’ex Presidente del Lazio – già notissimo giornalista e conduttore del programma televisivo di denuncia dei raggiri “Mi manda Raitre” – fa la figura dell’ingenuo e dello sprovveduto che si è lasciato fin troppo facilmente irretire da soggetti che non si distinguono per particolare genialità e ingegnosità nel porre in essere le proprie attività criminali ciò avviene perché l’Italia del Potere – soprattutto nella politica – ritiene di essere molto più coperto e protetto dell’altra Italia abbiente, quella “vippara”, crapulona e, sotto determinati aspetti, più innocua.
Così Marrazzo, che sa di essere ripreso mentre è in mutande e che decide di pagare, continua a incorrere nell’errore…

I conti, però, non tornano in questa storia brutta come tante altre in questo paese… Se il ricatto costituisce fonte di remunerazione precipua di questa “piccola” rete dalle venature delinquenziali piuttosto spiccate con il coinvolgimento di carabinieri “equivoci”, pusher, papponi e viados, perché alzare il tiro e tentare il colpo grosso ? Perché prendere di mira un personaggio della “politica che conta” che, come tale, ha conoscenze e mezzi sufficienti a far vedere i sorci verdi a questo modesto popolino della notte ? Non è più conveniente mantenere un profilo più basso e proseguire nelle consuete attività estorsive ? L’impressione è che siamo alla punta dell’iceberg…

Il popolino notturno rumoreggia, strepita e trema…

I carabinieri, nell’immediatezza dell’arresto, ripetono che “sono entrati in un gioco più grande di loro”…

Il pusher e protettore di viado, tale Cafasso – colui che, secondo le dichiarazioni rese dagli incriminati, aveva filmato Marrazzo – aveva paura di “essere rimasto coinvolto in una vicenda più grande di lui”…

Idem per il viado Brenda, l’amica di Nathalie, colei che era stata sorpresa con Marrazzo…

Quisquilie e bubbole – si potrebbe liquidare agevolmente – se, malauguratamente, non fosse che il Cafasso e Brenda sono morti in modi che fanno pensare all’intervento di qualche branca dei servizi segreti o di qualche occulta agenzia magari servendosi di qualche elemento della malavita capitolina – autoctona o meno – pagato per l’occasione.

Com’è come non è, sono proprio gli attori di questo romanzetto criminale, i personaggi inseriti nel presunto giro di ricatti a rischiare la ghirba ed ora si teme per Nathalie…

“Usi ad obbedir tacendo” i carabinieri “infedeli” potranno cavarsela con molto meno…

Ma poi, perché ridurre l’affare Marrazzo ad una banale storia di ricatto con contorno di sesso omo e di cocaina ?

La notte pulsa di un altro cuore…

Gli elementi accertati e sicuri riguardano gli approcci della banda con l’agenzia fotografica Photo Masi e i giornali di area berlusconiana e di centrodestra (Mondadori e Angelucci). Inizialmente è il povero Cafasso a prendersi l’onere di contattare un paio di croniste di “nera” di “Libero” – allora ancora diretto da Vittorio Feltri – per vendere lo scottante filmato. E quelle immagini sembrano scottare davvero se il pusher – che forse era presente durante l’”irruzione simulata” e aveva ripreso l’intera scena – viene “fulminato” da un’overdose provvidenziale. Se di morte provocata si tratta – e da quel che sta emergendo non pare il caso di farsi molti dubbi – l’autore voleva riparare all’errore di aver riposto “fiducia” in una persona poco affidabile e lanciare un messaggio a coloro che sono coinvolti nel fattaccio. Invece il primo tentativo di “vendere” il filmato a “Libero” và a vuoto così come quello di rivolgersi al periodico “leggero” “Oggi” edito dalla RCS, il gruppo rappresentativo del grande capitalismo italiano che, fra le altre cose, sforna il “Corriere della Sera”, il “Sole 24ore” e la “Gazzetta dello Sport”. Le difficoltà per la pubblicazione derivano dalla natura intrinseca del filmino, merce che odora neanche lontanamente di reato. Il blitz dei nostri baldi carabinieri è stato effettuato in violazione e spregio delle norme per la privacy, privo com’è della necessaria autorizzazione della magistratura. Chi vi ravvisa il pericolo e il rischio della ricettazione di merce che scotta non è poi lontano dal vero… Eppure Marrazzo e Natalie fanno il giro d’Italia e sono visionati da mezzo mondo del giornalismo italiano e, fra costoro, nessuno pensa di informare gi inquirenti. Perché ?

Nella vicenda pare che un ruolo non secondario sia rivestito da Signorini, il “re del gossip”, uomo di punta della Mondadori e direttore dei settimanali “Chi” e “TV Sorrisi e Canzoni”. Quando è deflagrato lo scandalo Noemi l’attivissimo Signorini ha curato una campagna stampa per recuperare l’immagine di un Berlusconi ottimo padre di famiglia e marito premuroso – nonostante l’esplicito attacco della consorte ! -. Dopo essere venuto a conoscenza del filmato dei carabinieri ha avvertito Marina Berlusconi che a sua volta ha informato papà… Che sta succedendo ?

Il (non) potere del Cavaliere è traballante e la sua credibilità è scossa da ripetuti scandali che solleticano pruriti sessuali e non solo… Noemi Letizia, la D’Addario, le festicciole in Sardegna, l’intervento deciso e più che irritato della signora Veronica… Il Cavaliere comincia a sentir franare il terreno sotto i piedi e i peccatucci che dovrebbe scontare sono numerosi e certo non solo sessuali… Gli attacchi non sono pochi e non provengono solo dai tradizionali avversari dell’opposizione riferibile all’area di Di Pietro o dal gruppo “Repubblica” – “L’Espresso” (De Benedetti). I tentativi di introdurre le veline e le escort nella “politica che conta” da parte da un Cavaliere che, per lucidità, a tratti ricorda l’imperatore Caligola vengono stigmatizzati dalla fondazione “Farefuturo” vicina al Presidente della Camera Gianfranco Fini. In precedenza il primo a porre la questione della “puttanizzazione della politica” all’interno del centrodestra era stato Guzzanti senior, già in quota nella berlusconiana Forza Italia, e, prima ancora giornalista di “Repubblica” e poi simpatizzante del PSI craxiano e del Presidente emerito Cossiga. La causa scatenante era stata probabilmente la dura reazione all’interno della maggioranza contro l’esibizione della Guzzantina Sabina la quale, certo non velatamente, aveva additato agli equivoci meriti del ministro Carfagna. Quisquilie, facezie, umorismo boccaccesco… Così, almeno, sembra…

Invece si sta combattendo una guerra non troppo sotterranea a colpi di penna e di inchiostro, stilettate sferrate da giornalisti che si dividono fra pro e contro Berlusconi. Il quale non si fida molto dei suoi se in Parlamento è costretto a chiedere ogni volta la fiducia nonostante la larga maggioranza. I fronti giudiziari sono poi veramente troppi ed aleggia il fantasma di Hamamet come quello di Cesare nella tragedia shakespeariana. Il Cavaliere teme alla follia la mannaia giudiziaria e sa che non può personalmente permettersi di perdere il potere perché sarebbe il capolinea… Iniziato alle meravigliose arti del piduismo il nostro non è tipo da porgere cristianamente l’altra guancia, anzi, per ogni schiaffo è pronto a restituirne dieci e ogni sonoro sberlone risuona come un’eco assordante nella notte della Repubblica ormai avvezza alle sue notti… Anche sul fronte “sessuale” è necessario porre rimedio e rintuzzare i colpi degli avversari politici e non…
Tra la fine dell’estate e l’inizio d’autunno è ormai pronta una campagna aggressiva a mezzo stampa.
Berlusconi richiama lo “squadrista mediatico” e propalatore di messaggi intimidatori Feltri che da “Libero” ripassa al “Giornale” per sostituire il recalcitrante Giordano. Ogni regola salta e il cannone spara a vista… La corazzata berlusconiana e mondadoriana è compatta e raccolta attorno al premier e padrone. Fra i bersagli il direttore dell’”Avvenire” Boffo che è costretto alle dimissioni, il giornalista di “Repubblica” già volto familiare di Raitre Corrado Augias accusato di avere un passato come spia al soldo dei comunisti cecoslovacchi e lo stesso Gianfranco Fini ansioso di sganciarsi e prendere le distanze dal leader della sua coalizione. Feltri, soprattutto, non si risparmia intingendo la sua penna nel veleno che gli è abituale.
Nonostante che i critici impegnati a disapprovare i disinvolti “costumi sessuali” del premier vengano tacciati di moralismo interessato dagli intrepidi difensori della rispettabilità del Cavaliere che, spesso, è anche padrone della carriera di questi ultimi, sono altre le teste che cadono su questo campo di battaglia. Boffo, Marrazzo, appunto… le cui storie si tingono dei colori dell’omosessualità più o meno latente, di inclinazioni sessuali che, quelle sì, quelle sì, sono quotidianamente oggetto di scherno, pregiudizio e di esibizioni d’ipocrisia selvaggia. Ai più poco, invece, importerebbe se per caso i festini berlusconiani non risparmiassero il contorno di minorenni e cocaina. Ma queste, presumo, sono ancora ipotesi al vaglio degli inquirenti mentre noi siamo convinti sostenitori della purezza del Cavaliere senza macchia che mai si macchia…
Far scoppiare un caso Marrazzo è, in tutta evidenza, utile al Cavaliere per colpire un avversario politico e sottrarre al centrosinistra Regione Lazio e credibilità oltre che per distogliere l’attenzione mediatica dalle proprie vicissitudini di grande statista. La portaerei è pronta e al gran completo… Più che affidare il filmino alle cure del telegiornalismo targato Mediaset – ricordate il servizietto mattutino approvato d Claudio Brachino ? – si pensa forse a pubblicare la piccante storia dei vizietti di Marrazzo su un qualche foglio della galassia berlusconiana. Il “gossipparo” “Chi” o il periodico d’opinione “Panorama” ? Oppure affidarsi alla sicura incisività del feltriniano “Giornale” ? O, ancora, lasciare l’onere a “Libero” della famiglia Angelucci ? Politicamente schierati nel centrodestra, gli editori di “Libero” possiedono anche il “Riformista”, quotidiano collocato nell’ambigua area del centrosinistra dalemiano nonché numerose cliniche nel Lazio. Essendo parte in causa nel destino della Regione Lazio e della poltrona del suo Presidente si può comprendere come sulla questione gli Angelucci non possono essersi mossi a prescindere da Berlusconi e senza aver trovato un qualche terreno d’intesa con quest’ultimo.
Feltri, Belpietro, Signorini… Quanti hanno avuto per le mani il girato dei carabinieri ? Sicuramente poca voce in capitolo deve aver avuto il “Foglio” dell’ex comunista, craxiano, teocon e “berlusconiano moderato” Ferrara data la sua vicinanza ed appartenenza alla consorte del Cavaliere.

La nostra storia non pare riservare altri colpi di scena… Marrazzo andrà incontro al suo destino e qualcuno pubblicherà lo scoop, ma non tutto và per il verso giusto… I “nostri” carabinieri ancora impegnati nella trattativa sono pedinati dai colleghi… Qualcosa sta per scattare… Solo allora si accende la lampadina della generosità di Berlusconi che telefona personalmente a Marrazzo, evidentemente ignaro di quel che si stava consumando alle sue spalle, lo informa e lo convince a recuperare il filmato presso la Photo Masi che ha avuto un ruolo nella mediazione fra i militi e i giornalisti. Curioso questo slancio, non è vero ? Di sicuro c’è che la parola “ricatto” non è certamente appropriata per descrivere questa storia. Siamo ai giochi di potere e alla “politica sporca e dei colpi bassi” così in voga in Italia. In aggiunta due morti – due – più che sospette appesantiscono la vicenda…

Già si è ampiamente accennato a Cafasso, ma l”incidente” occorso a Brenda assume un più denso significato nel contesto di questo affare… Si sospetta che, presumibilmente, chi ha inscenato la morte del trans ha voluto eliminare un testimone fondamentale e coprire i nomi dei personaggi eccellenti coinvolti come clienti nella prostituzione dei viados… Due cellulari sarebbero spariti e il PC di Brenda sarebbe stato gettato nel lavandino del suo squallido appartamento con il rubinetto aperto. I conti, però, non tornano mai… Già minacciata e pestata da ignoti balordi probabilmente su commissione, senza alcuna protezione pur essendo un’importante testimone del caso che ha determinato le dimissioni del Presidente piddino del Lazio, può essere stata messa a tacere solo perché parte in causa se di assassinio si tratta. Riflessione banale e ovvia…
Ma la sua testimonianza avrebbe dovuto preoccupare – per così dire – più i “ricattati” o i “ricattatori” ? E poi sono più importanti i cellulari che sono scomparsi o il PC rimasto in bella vista e quasi collocato con un pizzico di platealità ?
Per quanto l’incarico possa essere stato commissionato a piccoli delinquenti o balordi da strada se si volevano cancellare tutte le tracce e i dati riferibili ad una lista di persone facoltose con il vizietto del sesso a pagamento praticato con i trans è veramente difficile concepire elementi così pasticcioni e malaccorti. Siamo oltre i film di Tarantino !
Chi ha voluto lasciare quel PC, in quella maniera, in quel lavandino aveva previsto tutte le conseguenze… Sapeva che l’attenzione dei media si sarebbe concentrata sulla citata lista piuttosto che non sulla banda che si è servita dei vari Cafasso, Brenda, Natalie, ecc… Sapeva che le cose si sarebbero messe al peggio per l’ormai ex Presidente del Lazio… Si parla, infatti, del filmato completo con due trans e con la coca… Qualcuno aggiunge che la memoria del PC di Brenda conterrebbe i soli i files su Marrazzo ! L’ipotesi implicitamente sostenuta è che coloro che hanno mandato la trans al creatore avrebbero voluto fare un favore all’ex Presidente del Lazio.

Ma la scena del crimine presenta incongruenze e i conti si ostinano a non tornare…

A osservarle, le cose, e ad analizzarli, i fatti, le storie prendono altre pieghe…

Storie ancora da raccontare e da sviscerare…

Storie di notti nelle notti…

Chi tirerà le somme ?

State tranquilli…

Non è realtà bensì un romanzo…

Se questo fosse il paese dovremmo deporre le nostre convinzioni per vagare nel vuoto delle strade della metropoli…

Se questo fosse mondo dovremmo rassegnarci e perire di altre morti…

State tranquilli…

Anzi quel che ivi si racconta non è un romanzo bensì tre…

Il primo è genuinamente verista e descrive – possibilmente nello stile di uno Zola – la realtà sordida, squallida e degradata delle periferie romane, la condanna che un destino cinico e baro ha inflitto in varia ma grave misura ai suoi abitanti. E sorprendentemente qualcuno dell’Italia che conta sconfina in questo territorio popolato dai nuovi paria…

Con il secondo racconto entriamo nel campo del “pulp”, di quelle storie nere e di gangster nelle quali i protagonisti non rinunciano al loro tornaconto lasciandosi travolgere da un abisso di immoralità ed amoralità. Storie di guardie e di ladri nelle quali diventa impossibile distinguere il colore di ogni personaggio. Tanto è buia la notte… Storia di una banda dedita ai “piccoli ricatti” che, però, e forse suo malgrado, si lascia travolgere dal “gioco grosso”… Con inevitabile, la catena di morti misteriose…

Il terzo romanzo appartiene ai canoni della “fantapolitica” ma non troppo… Agli occhi del lettore scorre il racconto di una guerra combattuta con altre armi, la guerra mediatica fra poteri che non risparmia mezzi e risorse. E’ la guerra delle televisioni e della carta stampata che si svolge parallelamente all’altra, quella che costa morti e feriti… Il Quarto, il Quinto e il Sesto Potere si susseguono e sovrappongono senza soluzione di continuità per scavalcare il recinto della notte…

A questo punto inizia il quarto ed ultimo romanzo di questo pasticciaccio brutto senza il quale non potremmo conferire un senso al titolo… State tranquilli, oramai la finzione ha soppresso ogni residuo di realtà e di cronaca…
Secondo i canoni e i cliché più abusati del genere romanzesco e filmico investigativo a un certo punto del racconto – quando la verità comincia davvero a latitare e a prendere il largo – interviene un personaggio che – con il dispiegarsi degli eventi – acquista man mano la consapevolezza di dover sovvertire quest’ordine di cose fondato sulla manipolazione e sulla menzogna. Può essere un onesto e anziano magistrato inviso ai troppo compiacenti colleghi capitolini, oppure un ottimo investigatore della polizia o dei carabinieri abituato ad andare oltre la superficie dei fatti a costo di sfidare i superiori… Può essere un giornalista d’assalto di “nera” desideroso di fare il grande balzo nella carriera o esperto in “misteri”… Infine il nostro protagonista potrebbe pure essere un illustre studioso o intellettuale che, intuendo la portata del caso, si decide a introdursi nel meandri della notte… Oppure si possono far interagire un paio di personaggi di tal fatta per incrociare le loro indagini e sovrapporle. In questo mondo tutto è possibile…
Oramai, però, non siamo più dalle parti di Gadda o di Zola e nemmeno di Ellroy o di un romanzo “giallo” o investigativo. Kafka è la stella polare… Ponendosi il sin troppo gravoso obiettivo di scoprire la verità adoperando gli occhi nella più profonda notte, il nostro ipotetico protagonista finisce per entrare forse inconsapevolmente in un gigantesco dedalo, un mostruoso labirinto che emette le solo sentenze definitive, distruggendo e triturando i suoi malcapitati e malaccorti visitatori. Il nostro ipotetico protagonista apre porte e corre per tutte le stanze possibili per ritrovarsi al punto di partenza ed è proprio lì che per una frazione di secondo intravede un millesimo dei quell’inquietante verità. Questa ha il bagliore delle iridi accecanti del volto della Medusa al cui sguardo pietrificante non ci si può sottrarre… Il verismo iniziale cede il passo ad un’astrattezza che potrebbe dare qualche punto a un quadro di Picasso…

Il nostro intrepido e incosciente protagonista intuisce che la storia raccontata da giornali e televisioni e data in pasto ad un pubblico che ormai non si fa più domande ma, esclusivamente, recepisce non corrisponde la vero. E poi l’odore di servizi segreti si dovrebbe sentire a qualche miglio di distanza… Storie come l’affare SISMI – TELECOM e l’intervento di berbefinte nella produzione dei documenti farlocchi dell’uranio del Niger acquistato da Saddam sono ancora piuttosto fresche anche se nessuno o quasi più voglia o tempo per parlarne o scriverne.
Certo, addentrarsi poi nel mondo tenebroso dei servizi non è cosa agevole e, naturalmente, salutare… Chi se ne giova veramente e li comanda ? L’impressione è di trovarsi al cospetto di altre bande che rispondono alla logica dello scontro per il potere, ciascuna con il suo padrino presumibilmente politico alle spalle. Il nostro ipotetico protagonista rimugina e si incaponisce su un paio di coincidenze che non lo fanno dormire… Potrebbero essere pure casualità, sciocchezze depistanti, oppure…
Prima coincidenza: Marrazzo è stato “sorpreso” con Natalie al civico 96 di via Gradoli ove più di trent’anni prima le BR avevano impiantato il loro “stato maggiore” per dirigere l’operazione Fritz, il sequestro del più importante statista democristiano del quale ormai universalmente si conosce il tragico destino. E’, poi, stato scoperto più recentemente che parecchi immobili di quel numero civico erano appartenevano a società gestite da fiduciari dei servizi segreti civili.
Seconda concidenza: quel computer abbandonato nel lavandino e zuppo d’acqua richiama alla mente il misterioso allagamento che fece “scoprire” il covo brigatista di via Gradoli. Un “incidente idraulico” e non è il primo nella storia brigatista…

Decisamente, queste storie emanano l’odore sulfureo delle agenzie segrete che – si chiede il nostro – come possono c’entrare in tutte queste vicende ? Quale burattinaio o quali burattinai manovrano i burattini ? La convinzione maturata è che solo conoscendo la storia e i fatti legati a via Gradoli e soprattutto al civico 96 si può anche aprire la porta del caso Marrazzo e scioglierne l’enigma.
Si tratta, ora, di ricostruire cosa avvenne durante il famoso sequestro brigatista, cosa successe al civico 96 di via Gradoli, quali presenze si agitavano e si agitano nella via Gradoli.

All’attenzione del protagonista si impone subito la particolarità della via Gradoli ai tempi del sequestro. Uffici dei servizi segreti militari e civili, appartamenti abitati da spioni e barbe finte, sbirri, informatori, confidenti ed infami, covi abitati da stranieri clandestini o da malavitosi latitanti.
Sullo sfondo anche l’ombra degli “opposti estremismi” e terrorismi “rossi” e “neri” che imperversavano in quegli anni. In tutta evidenza la periferica e decentrata via Gradoli si caratterizzava soprattutto come “zona grigia” contrassegnata dallo “stato di non belligeranza” fra le forze dell’ordine e della legalità e quelle, di volta in volta, devianti o sovversive. Magari, oltre alla stretta interconnessione fra questi due mondi apparentemente inconciliabili, scambi di favori e bizzarre associazioni non mancano… Cosa è accaduto in questi trent’anni ? Qualcosa è realmente cambiato ?
Per quel che se ne sa l’enigmatico e presunto capo delle BR – che in quel periodo risiedeva in via Gradoli 96 e, probabilmente, vi aveva tenuto lo statista prigioniero per un certo periodo – aveva scelto una curiosa via per allestire la principale base romana. Di fronte vi abitava un carabiniere in forza al SISMI e compaesano del suddetto boss brigatista.
Le stranezze non si esauriscono certo qui: sul fronte delle società “fiduciarie” dei servizi civili affiora qualche inquietante connessione con la stagione delle stragi mafiose del biennio 1992/93 – ma non è chiaro il ruolo nella vicenda – e nel vecchio scandalo sui “fondi neri” del servizio. Inoltre è documentato come un paio di immobili al civico 96 e al civico 89 appartenessero al futuro capo del SISDE e, successivamente, stimato capo della Polizia…

La matassa s’ingarbuglia quando il nostro comincia ad analizzare l’incidenza della via Gradoli con il caso dello statista sequestrato ed assassinato dalle BR ricavandone alcuni dati più che degni di nota ed interesse:

– La via Gradoli, il covo di via Gradoli 96 erano noti prima del sequestro e, nonostante questo, non è stata effettuata alcuna perquisizione. Neanche dopo la segnalazione di una confidente alla polizia un paio di giorni dopo il rapimento.

– Il nome Gradoli riemerge “miracolosamente” dopo una curiosa seduta spiritica con la partecipazione di qualche personaggio che acquisirà successivamente responsabilità di governo. Quello in carica in quel tempo, invece, decide di predisporre un vero e proprio rastrellamento nel paesino di Gradoli. Questo, appunto, mentre già la via Gradoli è ampiamente nota e monitorata.

– Il Ministro degli Interni, persona enigmatica e quanto mai ambigua, un apprendistato nella rete paramilitare atlantica predisposta dagli angloamericani contro un’eventuale invasione sovietica, costituisce alcuni Comitati di Crisi infarciti di “esperti antiterrorismo” americani, adepti dell’onnipresente loggia P2, anticomunisti viscerali ed amici del Ministro. Come un testimone dovette ammettere: quegli uomini non nutrivano simpatia per il rapito eccellente per l’approccio di quest’ultimo nei confronti dei comunisti italiani.

– Nel periodo compreso fra seduta spiritica e il “ritrovamento” del covo di via Gradoli 96 si assiste a un incessante viavai di importanti personaggi: americani che si recano in Italia ed italiani che vanno negli USA. In aggiunta, alla vigilia della “scoperta” del covo brigatista, uno dei personaggi di punta di un’ambigua scuola di lingue parigina su cui gravano i pesanti sospetti di aver partecipato all’operazione brigatista, parte per Roma per soggiornarvi per poche ore.
Che è successo nel frattempo ? Nella sua prigionia lo statista democristiano ha fatto qualche cenno alla rete paramilitare a cui apparteneva anche il Ministro degli Interni e ha scritto di “resistenze americane e tedesche” alla sua liberazione…

– 18 aprile 1978: quasi in contemporanea un “fortuito incidente idraulico” consente di scoprire il covo di via Gradoli 96 e un nuovo comunicato brigatista (numero 7) annuncia l’avvenuta esecuzione dello statista il cui corpo sarebbe stato sepolto in un lago ghiacciato (!). I due fatti sono pilotati e correlati e non portano né alla liberazione dello statista né alla cattura di elementi delle BR. Curioso…
Il comunicato a cui viene dato incredibilmente credito è un falso confezionato da un malavitoso con agganci con la banda capitolina di spacciatori, rapinatori, sequestratori ed usurai che spadroneggerà Roma per almeno un decennio. Quella banda è nuovamente salita agli onori delle cronache con la riapertura del caso di scomparsa di una ragazza, cittadina vaticana, molti anni or sono. “Mistero vaticano”…
E’ ormai documentato e con dovizia che quella banda aveva potuto aspirare al gotha della criminalità romana prestando i propri sporchi servizi come un’”Agenzia del Crimine”. I casi di coinvolgimento di suoi uomini nei cosiddetti “misteri italiani” non si contano…
Il suo boss più importante, rappresentativo ed influente è stato sepolto come un santo nella cripta della Chiesa di Sant’Apollinare portandosi nella tomba molti segreti. Di nuovo “Mistero Vaticano”…
Per quel che concerne, invece, l’autore del falso comunicato brigatista, egli agì proprio su mandato “governativo” dato che l’idea partì dal famoso “esperto dell’antiterrorismo” americano ormai sulla strada del ritorno… Quella non sarà l’unica prodezza del falsario romano che, divenuto troppo scomodo, sarà messo a tacere con il piombo.

Nonostante minacce, intimidazioni e pedinamenti il nostro non demorde pur avendo la vaga sensazione di girare a vuoto. E’ inquieto, ha paura ma decide di proseguire per una qualche ignota forza che sembra sorreggerlo. Forse non lo sa, ma sta viaggiando nel cuore della notte, in quel territorio ove il buio avvolge ogni cosa. E’ la notte per eccellenza, quella della Repubblica…

Ha la sensazione di aver raccolto i numerosi tasselli di un mosaico ancora incompleto e indecifrabile e, quindi, di aver accumulato una congerie di dati nel marasma della confusione…

A corto di piste, decide di intraprendere una ricerca catastale per risalire ai proprietari ed agli amministratori degli appartamenti di via Gradoli 96 degli ultimi trent’anni. Si imbatte ancora in altri labirinti, scatole vuote, ecc… Eppure pare afferrare qualcosa… Ne è convinto, ma non ha ancora compreso la portata di quello che ha inteso in una frazione di secondo. Come un pensiero repentino che vola via immediatamente nell’attesa di essere di nuovo catturato.

Quello smarrimento…

Quell’estraneità al potere…

Quella lontananza dal “gioco grande”…

E’ immobile nel labirinto, ma forse i suoi occhi brillano già dello sguardo di Medusa.

E’ sorvegliato, pedinato, seguito, ma prende la decisione di recarsi direttamente al civico 96 di via Gradoli a costo di perdersi nella notte e venire inghiottito definitivamente. Forse ha un asso nella manica per mettere nel sacco i suoi persecutori. Ormai non si fida più di nessuno…

Fermo immagine: l’uomo ha citofonato a qualcuno, apre il cancello e si appresta ad entrare…

Qui la storia si interrompe e molto probabilmente non saremo più in grado di approdare alla fine di tutte queste storie…

Ma state tranquilli…

State tranquilli perché la narrazione qua presentata di queste storie ora squallide e ora inquietanti possiede l’andamento e la cadenza della fiction… Questi sono appunti per un romanzo, anzi, per un romanzo che ne contiene ben quattro…

I fatti narrati (non) sono puramente casuali e – chissà ! – forse la finzione e la fantasia superano la realtà…

Almeno quella che ci viene raccontata dai giornali…

(Tratto da Come Don Chisciotte)

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