E’ urgente un piano di riorganizzazione e di potenziamento delle forze dell’ordine in provincia di Latina, dopo quello lodevolmente fatto in provincia di Frosinone

Siamo a conoscenza di movimenti in corso ai vertici dell’apparato investigativo in tutto il basso Lazio e la cosa non può non interessare Associazioni, come la nostra, che operano quotidianamente sul campo e che, quindi, debbono necessariamente essere particolarmente attente alla situazione criminale del territorio.

Apprezzabile è la decisione assunta per la dirigenza del Commissariato della Polizia di Stato di Cassino, dove è è stata mandata una persona di larga esperienza e preparazione nel campo della lotta alle mafie.

I vertici nazionali della Polizia di Stato stanno mostrando, finalmente, un’attenzione lodevole alla provincia di Frosinone, dove cominciano ad operare persone veramente valide sia per quanto riguarda la Polizia di Stato che i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Forse ci sarebbe da rivedere, come è stato fatto per quello di Cassino, la situazione negli altri Commissariati di zona.

A Frosinone resta, però, da risolvere ancora il problema della Procura della Repubblica che va urgentemente potenziata e messa in condizioni di operare a pieno regime.

Per Latina restano in piedi tutte le nostre preoccupazioni, preoccupazioni che aumenteranno in vista di uno spostamento del Questore D’Angelo.

Il discorso è delicato e non è nostra intenzione, per rispetto delle Istituzioni, renderlo ancor più complesso.

Ma le nostre preoccupazioni sono ben note a tutti.

Per quanto riguarda la Polizia di Stato sentiamo di esprimere ancora una volta i sensi della più viva gratitudine al Questore D’Angelo ed ai suoi collaboratori più stretti.

Sarebbe, però, opportuno che i Commissariati di zona vengano reinvestiti della loro più ampia autonomia sul piano investigativo, non potendo la Squadra Mobile, pur con tutta la buona volontà, assolvere da Latina e su tutto il territorio provinciale a tutti gli incombenti.

Lo stesso discorso vale per il NIPAF, ottimo al provinciale, ma che soprattutto a Terracina e Fondi dovrebbe essere maggiormente incisivo.

Il discorso più delicato riguarda la Guardia di Finanza.

Ci rendiamo conto dell’impossibilità di trovare in giro tantissimi Ufficiali del valore dei Colonnelli Salato o Piccinini.

Ufficiali ai quali va il nostro plauso più cordiale e la nostra più viva gratitudine.

Ma non si può più ulteriormente tollerare che si perpetui una situazione davvero poco mafie qual’è quella di Latina bisognerebbe spendere il tempo ad indagare sui patrimoni, sulle movimentazioni di capitali, sulle collusioni fra mafie, politici, imprenditori e professionisti.

Grazie a Dio è stato risolto il problema della Procura della Repubblica, ma, se non c’è chi fa le indagini di carattere patrimoniale, siamo sempre punto e a capo ed i magistrati inquirenti non sono in grado di svolgere appieno e con risultati positivi il loro lavoro.

E, quando si parla di mafie, si parla soprattutto di capitali e patrimoni, oltreché di politica.

Per concludere, rinnoviamo il più caldo appello al Capo della Polizia ed ai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ad affrontare di petto il “caso Latina “e a risolverlo mandando gente competente ed esperta in materia di lotta alle mafie ed impostando tutto un piano di rinnovamento, di potenziamento e di riorganizzazione nei presidi periferici, a cominciare da quelli di Fondi.

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