E l’antimafia si spacca sul vicepremier

La Repubblica,Lunedì 20 Maggio 2019

E l’antimafia si spacca sul vicepremier

Salvini a Palermo per il ricordo di Falcone La sorella: invito giusto. Impastato: lo boicotto

di Salvo Palazzolo

Palermo — Qualche giorno fa, Giovanni Impastato ha cacciato i deputati 5Stelle dal corteo in ricordo del fratello Peppino. «Sono alleati di un fascista come Salvini», ha detto. Adesso, invita i giovani «a non andare il 23 maggio all’aula bunker», dove il ministro dell’Interno sarà l’ospite principale della Fondazione Falcone. Mai come quest’anno l’antimafia è divisa nel giorno in cui si ricorda la strage che 27 anni fa costò la vita a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. E non è solo Giovanni Impastato a lanciare un appello al boicottaggio di Salvini a Palermo. L’associazione nazionale partigiani e Arci Palermo hanno organizzato una contromanifestazione a Capaci e in una lettera manifesto scrivono: «Bisogna vivere il 23 maggio come un ulteriore giorno di resistenza democratica nel rispetto della Costituzione nata da quella lotta popolare antifascista che qualcuno vorrebbe farci dimenticare». Con la precisazione che la contromanifestazione «non è solo contro la presenza di Salvini», ma anche contro «una parata istituzionale, quando sappiamo che tutte le stragi che ci sono state hanno visto pezzi dello Stato coinvolti», dice Giovanni Ferro, tra i promotori dell’appello che ha già raccolto tantissime adesioni. Maria Falcone prova a stemperare i toni accesi: «Mio fratello diceva che la istituzioni sono sacre. E che non bisogna mai confondere le istituzioni con le persone che le rappresentano. E che comunque sono lì perché legittimate dal voto popolare». Un invito ad abbassare i toni nel giorno della memoria arriva anche dal presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, l’animatore di tante iniziative nella Brancaccio di don Pino Puglisi: «Eviterei polemiche strumentali il 23 maggio — dice — io non sarò comunque nell’aula bunker perché abbiamo organizzato altri eventi. E per il resto combatto alcune politiche tutti i giorni: chi vuole contrastare Salvini può farlo sempre, ma offuscare quella giornata così particolare per attaccarlo no, non è giusto». Ma la spaccatura nell’antimafia è già profonda. «Ogni anno, all’aula bunker, si organizza una celebrazione ipocrita con personaggi indegni di ricordare la figura di Falcone — rilancia Umberto Santino, il presidente del Centro Impastato, un altro simbolo dell’antimafia — La presenza di Salvini, poi, è un’offesa alla memoria di Falcone». All’aula bunker ci sarà, invece, il presidente della commissione regionale antimafia, Claudio Fava, il figlio di Pippo, giornalista coraggioso ucciso dalla mafia: «Il ministro dell’Interno ha il dovere di venire a Palermo per ricordare Falcone», dice, ma tiene a precisare: «Non vorrei però che Salvini trasformasse la sua partecipazione nell’ennesimo comizio. Sono curioso di vedere come il ministro sempre assente dal Viminale, luogo dal quale si coordina la lotta alla mafia, spiegherà quello che ha fatto per contrastarla». Nel pomeriggio, il corteo fino all’albero Falcone. Alcune associazioni stanno preparando degli striscioni contro il razzismo.

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