…e da ora riflettori a luce intensa su Formia ed il sud della provincia pontina !!!!

SIAMO ADDOLORATI PER LE POLEMICHE SORTE FRA NOI E LA CONSIGLIERA COMUNALE DI FORMIA MARIA RITA MANZO CHE STIMIAMO ED ALLA QUALE VOGLIAMO BENE MA LA SUA INGENUITA’ A PROPOSITO DELLA PRESENZA MAFIOSA A FORMIA CI HA INDOTTO A SUGGERIRLE UNA PIU’ APPROFONDITA ANALISI DELLA SITUAZIONE

Ci sono già in giro troppi parolai che affrontano il tema delle mafie con approssimazione e superficialità.

Non stiamo parlando di bruscolini, ma di mafie e di mafiosi; di cose serie, cioè, molto serie.

A Formia e nel territorio circostante la situazione è grave.

Ci stiamo lavorando da un anno, con un’indagine approfondita, e noi stessi siamo seriamente preoccupati.

Lo sanno bene gli organismi investigativi e giudiziari centrali.

E lo sanno i mafiosi, che sono gli attori principali di questo fenomeno.

Non riusciamo a comprendere le ragioni per le quali qualcuno ha voluto girare pagina di fronte alle numerose intercettazioni della Polizia di Stato nel contesto dell’inchiesta “ Formia Connection” che noi stiamo chiedendo da tempo di riprendere fra le mani.

E se non si farà luce sugli aspetti di quell’inchiesta riguardanti gli eventuali collegamenti fra alcuni esponenti politici ed elementi sospetti, la nostra inquietudine non cesserà.

Poi ci sono altre cose sulle quali la magistratura e le forze dell’ordine dovranno far chiarezza. Ma qui è d’obbligo la riservatezza estrema.

Il “capitolo Formia” bisogna aprirlo ed in tutta fretta, prima che i buoi scappino definitivamente dalle stalle.

Noi siamo pronti ad ogni collaborazione con chi dovrà metterci seriamente mano.

In questo contesto, bisogna essere informati ed estremamente attenti.

Tavoli, convegni, conferenze e quant’altro, promossi peraltro da soggetti disinformati, ed in cui si parla di tutto e del contrario di tutto, non servono a niente.

Anzi, sono dannosi perché mettono sul chi va là coloro che noi dobbiamo combattere.

Tutto qua.

I “ tavoli” possono essere anche utili, in situazioni non estremamente degradate, purché abbiano della caratteristiche specifiche:

-che non siano composti da persone legate a rigidi schemi di partiti (le mafie non sono né di sinistra né di destra; stanno con il Potere e molte volte si confondono con il Potere);

-che abbiano ampi poteri di inchiesta e di accesso a TUTTI gli atti della P. A.;

-che comprendano anche rappresentanti delle forze dell’ordine e della Prefettura;

-che vedano la partecipazione esclusivamente di persone non gravate da sospetto

alcuno.

Ma più che i “ tavoli”, della cui utilità potremo discutere dopo che sarà fatta chiarezza sulle tante situazioni delicate che riguardano i nostri territori, suggeriamo a Maria Rita Manzo di chiedere alcune cose elementari.

1) di rendere pubblico sul web l’elenco di tutti i fornitori e gli esecutori di servizi, di lavori, appalti e subappalti pubblici e privati;

2) di rendere altrettanto pubblico, attraverso sempre il web, l’elenco di ogni deliberazione che riguardi affidamento di incarichi da parte della P: A. , varianti urbanistiche, nomi, cognomi e provenienza di coloro che le hanno richieste ed hanno presentato progetti;

3) la segnalazione preventiva alla DIA, per gli accertamenti di rito, di tutti coloro che si sono proposti o si propongono per effettuare sul territorio lavori o forniture vari.

Già questo sarebbe sufficiente, per ora.

Del resto ne parleremo a tempo debito.

Intanto Maria Rita Manzo e quanti vogliono seriamente fare qualcosa per salvare il territorio da un’occupazione totale delle mafie comincino ad acquisire (li possono richiedere tutti i cittadini ad un costo irrisorio presso la locale Camera di Commercio) le visure camerali di tutti le ditte “sospette” che vi lavorano, quelle catastali (che non costano alcunché). Si parte da qui per capire di chi stiamo parlando.

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