E’ da almeno 20 anni che le mafie nazionali ed internazionali si sono imnpossessate di Roma. Nessuno dica che non sapeva!

QUANTA IPOCRISIA! A ROMA LE MAFIE CI STANNO DA ALMENO 20 ANNI. IL FATTO GRAVE STA NELLA CECITA’ DELLA GENTE E NEL NEGAZIONISMO DI MOLTI POLITICI ED ESPONENTI DELLE ISTITUZIONI

Oggi tutti sono allarmati.

Facendo finta di cadere dalle nuvole.

La verità è che nella Capitale le mafie si sono radicate da almeno 20 anni e controllano interi quartieri.

Lo denunciava la Direzione Nazionale Antimafia ai tempi del Procuratore Vigna che polemizzava con il Prefetto dell’epoca relativamente alla mancata applicazione della circolare emessa dall’attuale Capo dello Stato Napolitano quando era Ministro dell’Interno con la quale disponeva che nei Comitati Provinciali della Sicurezza e l’ordine pubblico dovesse esserci un magistrato della DDA.

Lo denunciava l’allora S. Procuratore nazionale antimafia ed attuale Procuratore di Tivoli Luigi de Ficchy e lo denunciavamo anche noi dell’Associazione Caponnetto.

Inascoltati.

Come sempre.

Noi ancora conserviamo i ritagli dei giornali che riportavano le dichiarazioni rilasciate nella Scuola Valdese dall’allora Prefetto di Roma: nella Capitale non ci sono mafie. Tutt’al più stanno nella provincia, sosteneva.

Peccato che anche nella provincia, ad Ardea per esempio, malgrado quanto fu accertato da una Commissione di accesso, non sono stati adottati i provvedimenti necessari.

La politica sempre zitta!

Oggi che ci sono i morti per strada, che l’occupazione è quasi completa, che tutte le mafie, nazionali ed internazionali, si sono impossessate dell’economia, che i mafiosi ed i loro sodali si sono infilati nei partiti, nelle istituzioni, nel parlamento, tutti fanno finita di allarmarsi.

Si raccoglie quello che si è seminato.

Le tante parole sprecate nei convegni, nelle riunioni, nei conciliaboli privati, mai seguite da provvedimenti concreti, da segnalazioni, da denunce all’Autorità Giudiziaria.

Eppure nessuno può dire di non sapere.

I giornali, soprattutto alcuni, hanno scritto a sufficienza.

I siti web sono pieni di notizie e le Relazioni della DNA e della DIA sono state sempre ampiamente pubblicizzate da noi e da altri.

In ogni casa ci sono un computer ed Internet.

I cittadini si facciano un esame di coscienza e comincino a recitare il mea culpa.

Se non si decidono a responsabilizzarsi in prima persona, nessuno escluso, il peggio deve ancora arrivare.

Archivi