E Cutolo accusò Alfieri: uomo dei servizi segreti, infiltrato nella camorra

E
Cutolo accusò Alfieri: uomo dei servizi segreti, infiltrato nella
camorra

LA
STORIA DELLA CAMORRA / In aula in qualità di testimone, il boss
della Nco si scagliò contro il collaboratore di giustizia

di
Giancarlo Tommasone

Secondo
quanto ebbe a dichiarare
Raffaele Cutolo,
nel corso di una udienza del processo all’ex boss
Umberto Ammaturo,
Carmine Alfieri
«era
un collaboratore dei servizi segreti». Il fondatore della Nuova
camorra organizzata fu interrogato a Napoli, il 5 gennaio del 1998,
in qualità di testimone, su richiesta della difesa.

In particolare, l’esame di Cutolo, fu chiesto dall’avvocato di Ciro Maresca, fratello di Pupetta, ex moglie di Ammaturo. Il boss di Ottaviano, sollecitato dalle domande del legale, confermò di «conoscere Maresca da tanti anni» e di aver avuto con quest’ultimo, «sempre buoni rapporti». Cutolo, pertanto escluse che l’imputato potesse essere implicato in «omicidi di esponenti cutoliani».

Il
processo si celebrava davanti alla V Corte d’Assise di Napoli, per
24 omicidi e 7 tentati omicidi, avvenuti tra il 1978 e il 1985 nel
corso della sanguinosa guerra tra Nco e Nuova famiglia. Durante
l’interrogatorio, Raffaele Cutolo, fece più volte riferimento a
«diverse cose» che lo stesso avrebbe potuto raccontare «sulla
storia della camorra, che – tenne a sottolineare – non potrà mai
essere raccontata dai pentiti». Fu proprio riferendosi ai
collaboratori di giustizia, che il boss di Ottaviano affermò:
«Carmine Alfieri è stato per anni un collaboratore dei servizi
segreti italiani, e nel nostro ambiente è sempre stato considerato
un infiltrato».

Nell’occasione,
il presidente della Corte interruppe il teste, in quanto le
circostanze narrate da Cutolo, non rientravano nell’oggetto
dell’interrogatorio. Ma nonostante l’ammonimento, il fondatore
della Nco tentò più volte di allargare il discorso, dichiarando tra
l’altro, di essere a conoscenza di «molte cose sul conto dei
servizi segreti che nessuno ha mai voluto sapere».

Infine,
parlando del coinvolgimento di esponenti cutoliani nel traffico
internazionale di droga, Cutolo sottolineò di «non aver mai avuto a
che fare con la droga; ho sempre rifiutato di trattare stupefacenti.
E per questo, è impossibile, contrariamente a quanto sostenuto da
Ammaturo, che uomini della Nco siano stati uccisi in Perù per ordine
dello stesso Ammaturo, in quanto avrebbero voluto controllare il
mercato della droga».

15
Febbraio 2020

Fontehttps://www.stylo24.it/

 

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