“‘E cos vann buon e nun ammo fà appiccià i riflettori”. Attenti a Formia ed al sud pontino!

ono mesi, per non dire anni, che diciamo che a Formia e nel sud pontino la tanto decantata pax fra i gruppi camorristici è una pax precaria.

“Perdenti” e “vincenti”, ci sono tutti, proprio tutti, talvolta in proprio, tal’altra in combutta.

E gli affari sono d’oro, il business è altissimo per tutti.

Basta conoscere il territorio e saper leggere i fatti per capire che è così.

Finora.

Ma fino a quando reggerà questa pax?

Basta che uno sconfina –Salzillo docet – ed è il patatrac.

Ci sono state delle avvisaglie che almeno gli osservatori più attenti dovrebbero saper leggere nel giusto verso.

Normalmente quando le mitragliette tacciono significa che le mafie stanno facendo affari d’oro.

Non sono affatto inerti.

Anzi, tutto il contrario.

D’altronde ciò è provato anche da qualche intercettazione di una telefonata fra due camorristi di diverso rango durante la quale l’uno, quello di rango minore, diceva che era necessario intervenire con la violenza e l’altro, quello di rango maggiore, gli imponeva di stare fermo.

‘ I cose vanno buon e nun ammo fà appiccià i riflettori “ (le cose vanno bene e non dobbiamo far accendere i riflettori).

Non altrettanto bene, invece, vanno le cose per quanto riguarda l’azione di contrasto.

Soprattutto per quanto riguarda il riciclaggio di denaro sporco.

L’economia locale è sotto schiaffo e finora non c’è stata un’azione decisa per eliminare tutte quelle zone grigie, quelle ombre, che gravano nel campo dei collegamenti fra pezzi delle politica e delle istituzioni con soggetti criminali.

Collegamenti che ci sono e nessuno può negare, come è stato ampiamente dimostrato dall’inchiesta “Formia Connection”.

Errore imperdonabile quello di chiudere, senza alcun provvedimento, la parte relativa al probabile reato di voto di scambio.

Ma, purtroppo, in provincia di Latina le cose sono andate avanti così per decenni, anche dopo le dichiarazioni a Il Sole 24 ore di un consigliere che ha confermato quanto accertato già dalla Polizia di Stato con le intercettazioni telefoniche.

Leggevamo nei giorni scorsi un’intervista rilasciata ad un giornale dal Procuratore Capo di Bologna a proposito del radicamento mafioso anche in Emilia-Romagna.

“Le mafie ci sono e sono radicate anche da noi”, egli ha detto.

Finalmente c’è chi ammette pubblicamente tale radicamento e lo combatte svegliando le coscienze delle gente assopite da tanti anni di negazionismo!

Attenti a Formia e a tutto il sud pontino:

da un momento all’altro quella “pax” finora tanto decantata può finire ed allora saranno veramente guai.

Per tutti.

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