E c’è ancora chi ha la faccia tosta di negare che nel Frusinate c’è mafia

Il provvidenziale intervento degli agenti della guardia di finanza di Cassino ha evitato che potesse accadere il peggio. Nella nottata di ieri, ignoti malviventi, hanno tentato di far saltare in aria tre bombole di gas che erano state posizionate davanti una palazzina alla periferia di Pontecorvo. In un primo momento sembrava un banalissimo rogo, acceso da qualcuno per futili motivi. Ma quando sono giunti sul posto anche i vigili del fuoco ci si è resi subito conto che si trattava di un incendio di matrice dolosa, forse un attentato. I pompieri hanno rilevato una striscia di liquido infiammabile che terminava proprio alle bombole. E’ accaduto tutto poco dopo le due di notte di ieri, proprio davanti un palazzo alla periferia sud del Comune di Pontecorvo che resta a poche decine di metri dal centro commerciale il “Ponte”, attività commerciale che qualche tempo fa è finita al centro di un’inchiesta dell’Antimafia di Roma e Napoli. All’epoca gli inquirenti rilevarono e sequestrarono materiali e quote societarie di una delle ditte che aveva effettuato una serie di lavori al suo interno, risultata essere intestata a prestanome che rispondevano a personaggi di Casal di Principe in odor di camorra. Non si sa, almeno per ora, se il fuoco di ieri notte è stato appiccato allo scopo di creare una forte deflagrazione, che sarebbe dovuta servire per “avvisare” qualcuno. Quello che è certo, è che i finanzieri agli ordini del capitano Vincenzo Ciccarelli, che si trovavano in zona per verifiche amministrative di routine verso quegli ambulanti impegnati per il Rally di Pico, appena hanno visto il fuoco sono corsi sul posto e, grazie agli estintori in dotazione a bordo della volante, sono riusciti a spegnere le fiamme prima che potessero arrivare fino alle bombole di gas. Qualcuno, secondo una prima e sommaria ricostruzione fatta dagli inquirenti, aveva dato fuoco a stracci e cartacce versando sulla strada una striscia di liquido infiammabile fino alle bombole del gas. Nella palazzina in questione vivono una decina di famiglie e la sede di una cooperativa edile. Sull’episodio oggi verrà informata la Procura e verrà aperta un’inchiesta per individuare i responsabili e capire chi fosse il destinatario dell’attentato.

Luciano De Leo
(Tratto da Il Messaggero)

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