E A NAPOLI PER LAVORARE E’ NECESSARIO ESSERE SCORTATI DALLE FORZE DELL’ORDINE VUOL DIRE CHE ABBIAMO TOCCATO IL FONDO DEL BARILE

SE A NAPOLI PER LAVORARE E’ NECESSARIO ESSERE SCORTATI DALLE FORZE DELL’ORDINE VUOL DIRE CHE ABBIAMO TOCCATO IL FONDO DEL BARILE.IL SUD ITALIA IN QUESTE CONDIZIONI  NON USCIRA’ MAI DALLO STATO DI ARRETRATEZZA RISPETTO AL RESTO DEL PAESE.LE POPOLAZIONI DEL MERIDIONE O  SI ORGANIZZANO PER LIBERARSI DAL CANCRO DELLE MAFIE O DEBBONO RASSEGNARSI ALL’AGONIA ORA ED ALLA MORTE  POI DEI LORO TERRITORI.SUVVIA,UN SUSSULTO DI ORGOGLIO  !!!!!!!!!!!!!

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Il Mattino, Venerdì 10 Maggio 2019

Racket sui lavori Unesco il cantiere sotto scorta

Luigi Roano

Solo ieri, dopo avere letto Il Mattino che annunciava l’abbandono del cantiere Unesco di Porta Capuana dell’imprenditore Cosmo Galasso assediato dalle richieste di tangenti della camorra, c’è stata la reazione delle Istituzioni. Lunedì il cantiere riaprirà, Galasso ha accettato di tornare al lavoro, ma resta una grossa ombra su tutta la vicenda. Galasso da un anno riceve minacce dai clan che chiedono tangenti e 12 mesi fa aveva sporto regolare denuncia e chiesto protezione allo Stato. Ma quella denuncia è stata inspiegabilmente sottovalutata, non ha avuto un seguito. Ci sono volute altre minacce e un’altra denuncia per far scattare il vero allarme e mettere il cantiere sotto scorta. Così la Procura ha aperto un’inchiesta e dalle stesse forze dell’ordine al Comune – che ha in carico il cantiere – l’imprenditore ha avuto finalmente le giuste rassicurazioni: da lunedì il cantiere sarà o dovrebbe essere sicuro. Serve un segnale forte perché a Napoli ci sono decine e decine di cantieri aperti e per un imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare addirittura due volte ce ne saranno tanti altri atterriti dalla paura. Quanti sono i cantieri chiusi per racket? Forse anche così si spiega la lentezza con la quale i lavori pubblici vengono eseguiti a Napoli? Nel caso di Galasso non solo la solidarietà e la vicinanza delle Istituzioni, ma anche la certezza che è già in corso un’attività investigativa importante per individuare chi ha minacciato la sua impresa – la Spinosa Costruzioni di Isernia – ha fatto recedere l’imprenditore dalla sua intenzione di mollare tutto.

I FATTI

Mercoledì è stata la giornata clou. A metà pomeriggio, l’imprenditore ha comunicato alla polizia che lasciava il cantiere «in seguito alleminacce». A quel punto la notizia arriva al comando dei Vigili urbani e contestualmente scatta la massima allerta a Palazzo San Giacomo. Viene avvisato il direttore generale Attilio Auricchio (che è un carabiniere) il quale si precipita dal sindaco Luigi de Magistris per relazionarlo sulla vicenda. Da quel momento in poi è un susseguirsi di telefonate tra de Magistris, il questore Antonio De Iesu e il comandante provinciale dei carabinieri Ubaldo Del Monaco fino a tarda notte per tracciare la strategia da mettere in campo e garantire in maniera seria la ripresa dei lavori. Arriviamo a ieri, con l’imprenditore ancora deciso a mollare, tanto che da Isernia iniziano ad arrivare a Porta Capuana i mezzi per trasportare attrezzi e ruspe alla base. Sembra davvero un’altra «sconfitta dello Stato», come ha detto il Presidente Mattarella appena martedì proprio a Napoli quando ha visto la piccola Noemi intubata in un letto d’ospedale, vittima innocente di una sparatoria in piazza nazionale. Ma è in questi concitati momenti che viene fuori il coraggio dell’imprenditore Cosmo Galasso. Ancora altre telefonate con chi non si vuole piegare alla legge della camorra, quindi la fumata bianca. Cosmo Galasso a quel punto si reca in Comune dove ha avuto un vertice con il sindaco e gli assessori Alessandra Clemente, Mario Calabrese e Carmine Piscopo e ha comunicato il dietrofront, che in realtà sono cento, mille passi in avanti. Non mancano le polemiche, dal Consiglio comunale tutte le opposizioni parlano con una sola voce: «Siamo arrivati al punto che la camorra ha il completo controllo di alcuni territori ed il livello di sicurezza che si respira nelle strade di Napoli è ai minimi storici. Nonostante quella ditta si sia rivolta subito alla polizia per denunciare l’accaduto ed informato tempestivamente il Comune, l’Amministrazione comunale tace. Abbiamo provato a chiedere risposte all’assessore Clemente, che pure ha la delega alla Polizia municipale e alla sicurezza urbana, ma la sua reazione è stata a dir poco imbarazzante. L’assessore alle Infrastrutture Calabrese, raggiunto telefonicamente, addirittura non ne sapeva niente. Assurdo».

IL CANTIERE

Cosa succederà lunedì? Ci saranno le forze dell’ordine, forse una task force che non dovrebbe restare solamente per l’occasione, quando i flash dei fotografi, le telecamere e i taccuini dei giornalisti immortaleranno sostanzialmente un nuovo taglio del nastro. Ma dovrebbero dare il segnale giusto a chi grazie a quel lavoro in quel cantiere si guadagna da vivere. Il tema centrale al netto di tutto è questo, bisogna garantire la sicurezza di chi lavora e chi fa l’imprenditore. Tra 72 ore capiremo veramente se le cose andranno in questo modo.

LA FUMATA BIANCA

Il sindaco è soddisfatto: «Voglio fare un plauso all’imprenditore – spiega – che ha voluto dare un segnale forte. Durante l’incontro mi ha testimoniato tutto il suo amore per la città chiedendo solo di poter continuare a lavorare, lui e i suoi operai, in sicurezza. In sei ore ha smontato il cantiere e in sei ore lo rimonterà». De Magistris ringrazia «le forze dell’ordine per il loro impegno».

 

 

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