Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Se tutto il fronte dell’antimafia sociale in Italia non si decide a fare un salto di qualità la guerra alle mafie è persa. Il lavoro dell’Associazione Caponnetto.

Un giorno splendido, oggi.
Una giornata gioiosa aperta da una delle notizie che ci fanno felici.
Sono in fase di completamento altri due-tre dossier che riguardano situazioni e fatti del nord del Lazio.
Gli amici dell’Associazione Caponnetto sono eccezionali, insostituibili, unici nel loro modo di fare antimafia.
L’antimafia vera, non quella delle chiacchiere, l’antimafia dell’indagine, delle denuncia e della proposta.
Il nostro motto che ci ha portato ad essere i più apprezzati per la loro serietà e per il contributo fattivo che offrono allo Stato di diritto.
Niente chiacchiere, niente retorica, niente autocelebrazioni, rievocazioni e racconti del passato.
INDAGINE, DENUNCIA, PROPOSTA,
ciò che serve per combattere seriamente le mafie, quella militare, ma anche e soprattutto quelle politica, economica e di soggetti delle istituzioni.
Cose dell’oggi e del domani.
L’antimafia del “giorno prima” e non quella del “giorno dopo”.
I magistrati e le forze dell’ordine, quelli impegnati sul fronte della lotta alle mafie e che veramente la fanno, hanno bisogno dell’aiuto dei cittadini perbene e questi hanno il dovere di aiutarli.
Non basta parlare di mafie in termini generici, indignarsi durante
gli incontri.
C’è bisogno di gente che si sporca le mani, che
indaga, segnala, nomi e cognomi, soggetti, fatti, situazioni specifici.
Non serve il bla bla che non porta a niente e che fa, anzi, solo far
perdere tempo.
Se tutta l’antimafia sociale non si decide a fare un salto di qualità
passando dalle chiacchiere al FARE, la guerra alle mafie è da
considerarsi persa.
Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur!

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