Droga ed armi sull’asse Casalesi-mafia: resta in cella l’emissario del clan

Droga ed armi sull’asse Casalesi-mafia: resta in cella l’emissario del clan

La Corte di Cassazione conferma l’ordinanza per Emiddio Coppola: ha consegnato una pistola alla figlia del boss

Attilio Nettuno

06 gennaio 2020

Droga ed armi. Un asse del crimine che legava la provincia di Caserta a Roma dove il clan Fragalà di Catania si era ritagliato il suo spazio con il placet dei Casalesi, precisamente la fazione guidata da Corrado De Luca.  La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di uno dei protagonisti della vicenda, Emiddio Coppola, 58 anni di Trentola Ducenta, ritenuto l’emissario del boss De Luca presso i Fragalà. Coppola è accusato del trasporto di armi e di traffico di sostanze stupefacenti.

Per i giudici l’impianto probatorio, fondato su numerose intercettazioni telefoniche, non è viziato da alcun travisamento. In particolare, secondo quanto emerso dalle captazioni degli inquirenti, Coppola avrebbe svolto un ruolo attivo “nella gestione delle armi nella disponibilità del clan Fragalà” ed in particolare nella consegna di una pistola alla figlia del capoclan catanese. “Tale collegamento funzionale – scrivono i giudici – costituisce un elemento necessario e sufficiente a far ritenere sussistenti gli elementi costitutivi di cui al reato 416 bis, risultando l’attività criminosa connessa alla sfera di operatività del clan Fragalà, nel quale Coppola gravitava”.

Stesso dicasi per le accuse di traffico di droga, con l’hashish e la marijuana che arrivavano dalla Spagna. In tale contesto “Coppola risultava coinvolto” nelle “operazioni di approvvigionamento dello stupefacente trafficato dal clan Fragalà”.

Alla luce di queste motivazioni la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile in ricorso e confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Coppola.

fonte: http://www.casertanews.it

 

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