Dossier Ecomafia 2008. L’aggressione alla costa a San Felice Circeo

Triste conferma per i comuni del Parco

È da tempo che il circolo Larus denuncia la costante e gravissima compromissione del territorio del Parco nazionale del Circeo, operata con disarmante disinvoltura da troppi abusivi, responsabili di fenomeni di vero e proprio “saccheggio ambientale”, molto spesso agevolati dalla colpevole latitanza o, nei casi più gravi, complicità, delle istituzioni locali, incapaci di affrontare il problema con la necessaria fermezza e determinazione. Ad ulteriore conferma della gravità del fenomeno, rileviamo come il ben noto dossier Ecomafia 2008 di Legambiente, presentato nei giorni scorsi a Roma, menzioni i gravissimi fenomeni di aggressione al patrimonio naturale del parco nazionale, già denunciati dal circolo nel dicembre dello scorso anno. Ci riferiamo ai persistenti casi di “pascimento fai da te”, annualmente praticati lungo la linea di costa del comune di San Felice Circeo, e quindi in pieno Parco nazionale, da alcuni stabilimenti balneari locali per mezzo di mezzi meccanici e però privi di qualunque autorizzazione, senza che da ciò ne sia mai conseguito un intervento pronto e risolutivo da parte degli organi di vigilanza. Nel citato dossier sono stati anche correttamente ricordati i sigilli posti dal Corpo Forestale dello Stato su una villa abusiva di 70 metri quadri edificata a Sabaudia (sulle rive del Lago di Paola). Risulta evidente, leggendo il dossier Ecomafia 2008, come in questo territorio, e più in generale in quello regionale, l´indifferenza con la quale vengono ancora percepite le evidenti aggressioni all´ambiente e i relativi reati, la latitanza delle amministrazioni locali ancora troppo lontane da una programmazione dello sviluppo urbano ed economico ecosostenibile, la scarsa incisività degli organi di controllo, il business del mattone abusivo e il relativo business, costituiscano l´unico e reale vincolo allo sviluppo economico e sociale locale. L´auspicio è che questo circolo vizioso di indifferenza, cinismo, antiambientalismo e abusivismo, venga spezzato quanto prima per iniziare a ragionare seriamente di sviluppo ecosostenibile, legalità, rispetto e valorizzazione ambientale.

Marco Omizzolo – Presidente del circolo Larus Legambiente di Sabaudia.

Archivi