Dopo la scuola, vogliono ora distruggere la giustizia

La Giustizia italiana è in pericolo
Nicoletta Grieco, Coordinatrice Nazionale FPCGIL, Organizzazione Giudiziaria

I tagli drastici al personale e alle risorse porteranno alla chiusura di Tribunali e altri uffici giudiziari aumentando i tempi dei processi e riducendo ancor di più il diritto alla giustizia dei cittadini. I fatti ad oggi dicono che il Governo vuole distruggere ciò che resta del diritto alla giustizia dei cittadini.

La giustizia è all’ordine del giorno del dibattito politico, ascoltiamo dichiarazioni a ruota libera del Ministro Brunetta che propone fantasiosi interventi per velocizzare il servizio, come ad esempio la proposta dei tornelli per i magistrati.
Tuttavia, nonostante le dichiarazioni, quanto fatto sino ad oggi dal Governo va in direzione diametralmente opposta: il DL Tremonti n. 112/08 convertito in legge 133 il 6 agosto 2008 riduce ulteriormente le risorse economiche e peggiora la già grave situazione di carenza di personale attraverso il taglio del 10% alle dotazioni organiche.

Nessuna riforma è immaginabile in queste condizioni, nessun cambiamento se non in peggio: i tagli drastici al personale e alle risorse porteranno alla chiusura di Tribunali e altri uffici giudiziari aumentando i tempi dei processi e riducendo ancor di più il diritto alla giustizia dei cittadini.
E’ giunto il momento che il governo dica quali sono le sue vere intenzioni perché, oltre le campagne pubblicitarie fatte dal Ministro Brunetta sui fannulloni, ciò di cui devono essere messi al corrente i cittadini è che presto il loro diritto alla giustizia, già precario, sarà in serio pericolo.

I fatti ad oggi dicono che il Governo vuole distruggere ciò che resta del diritto alla giustizia dei cittadini.
I Tribunali cascano a pezzi, non ci sono i soldi per nessun tipo di modernizzazione: i lavoratori della giustizia sono sempre di meno e da anni operano in condizioni di emergenza per la scarsità di mezzi e senza aver avuto il giusto riconoscimento professionale.
Altro che fannulloni, qui parliamo di una situazione lavorativa ai limiti della sostenibilità.
I Tribunali e gli uffici giudiziari di Italia sono in una situazione di emergenza: mancano circa 7000 persone che li facciano funzionare, mancano i soldi per la benzina, per aggiustare le attrezzature che si guastano, manca il materiale di consumo per le cancellerie. Ciò ha delle inevitabili conseguenze sull’utenza, ed è arrivato il momento di individuare dove stanno le responsabilità di questa situazione.
Nessun processo telematico è possibile senza le persone dentro ai Tribunali, senza gli investimenti adeguati a far partire i progetti e con alcuni servizi di vitale importanza esternalizzati, come l’assistenza informatica e la stenotipia, con contratti precari fortemente penalizzanti per i lavoratori.

Ci vuole una seria riforma della giustizia, che modernizzi il sistema, migliori il servizio alla cittadinanza e le condizioni di lavoro di tutti gli operatori.
E le riforme si fanno con gli investimenti, con i progetti, non con le dichiarazioni stampa.
E’ bene che il Governo riconosca le condizioni in cui operano le persone nella giustizia, e che senza risolvere queste problematiche nessuna riforma è possibile.
Il Governo deve rispondere alla cittadinanza: il diritto alla giustizia è in pericolo, i cittadini italiani devono saperlo.

(tratto da www.aprileonline.info

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