Dopo il “sistema Formia”,il “sistema Fondi”,il “sistema Sperlonga”,il “sistema Latina”

Dopo il “sistema Formia”,il “sistema Fondi”,il “sistema Sperlonga”,il “sistema Latina” –  caratterizzato perfino  da  gravissime minacce  nei confronti di magistrati ed  esponenti delle forze  dell’ordine –  e tutte le  criticità  emerse a Itri,Gaeta ecc.,non  leggervi un nesso  e non ipotizzare un’unica regia  é semplicemente criminale.Porremo il “problema  Latina” nelle sedi nazionali,anche attraverso l’intervento dei parlamentari iscritti all’Associazione Caponnetto,per far sì  che  si attuino  con urgenza  strategie e tattiche  di  un più efficace contrasto mediante la ristrutturazione dell’impianto investigativo pontino apparso finora alquanto inadeguato rispetto  alla drammaticità della situazione  esistente in quella provincia che sta a ridosso della Capitale del Paese.Si rende necessario,in quest’ottica,istituire ,come l’Associazione Caponnetto sta chiedendo da anni,un Supercommissariato della Polizia di Stato ,dotato di una sezione della Squadra Mobile composto da una quindicina di persone esperte in indagini economiche,che unifichi i due presidi di Formia e Gaeta ,come pure é urgente che la Prefettura di Latina riassuma  quel ruolo ,in  materia di  prevenzione antimafia , che le assegna la legge.E’ assurdo che  in un territorio letteralmente occupato da camorra,ndrangheta,cosa nostra e mafie di ogni natura e dove sono circolate e circolano  tonnellate di capitali sporchi,come le indagini  delle DDA di mezza Italia provano,non si faccia una sola interdittiva antimafia  e non si faccia alcuna attività di prevenzione.E’ assurdo ed intollerabile! Dopo quanto sta emergendo dalle indagini  sul “sistema Latina”,che vede ombre sull’operato  di Parlamentari,Questori ed altri uomini  delle istituzioni,alcuni dei quali provenienti dai Servizi,il sospetto che ci si potrebbe trovare  di fronte a gruppi,cupole o altre aggregazioni  del genere –chiamiamole come  ognuno vuole – potrebbe non essere affatto  infondato.A tutto ciò  si potrebbe aggiungere  il fatto della frequentazione  di quei luoghi da parte di personaggi  il cui nome é apparso nei dibattimenti  del processo “mafia-stato” di Palermo.

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Associazione Caponnetto: “Nel Basso Lazio incombe una cupola deviata della mafia, bisogna reagire”re

– L’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” ha emanato un comunicato stampa in merito alla situazione della criminalità del Sud Pontino, in particolar mondo nella zona del Golfo:

“A leggere  le parole pronunciate  durante un’audizione  in Commissione Antimafia dal Procuratore Aggiunto della DDA di Roma dott. Michele Prestipino a proposito delle difficoltà ad indagare nella Palude Pontina su fatti di Mafia e quant’altro e di intercettazioni coperte dal segreto d’ufficio finite in mani pericolose (sic!) c’è da restare oltremodo preoccupati per le sorti di questo Paese.

Pur essendo abituati  a leggere notizie fra le più inquietanti, confessiamo che siamo rimasti alquanto scossi nell’apprendere che intorno a casa nostra accadono fatti così gravi, oscuri e misteriosi che fanno sospettare l’esistenza nel Basso Lazio di una sorta di “Cupola Deviata” dai contorni ancora indefiniti che potrebbe interferire con i  poteri ufficiali delle Istituzioni democratiche.

Tale sospetto è forte e ci riferiamo, nella fattispecie, anche alle affermazione di Carmine Schiavone, nonché agli articoli  che fanno riferimento ad una ipotetica trattativa che sarebbe avvenuta in una “villa di Gaeta” fra uomini dei servizi ed elementi dei casalesi all’epoca della vicenda dei rifiuti a Napoli ed in Campania. Una certezza rimane: nelle Province di Latina e di Frosinone, nel Basso Lazio insomma, non abbiamo quella percezione che si indaghi a 360 gradi per una lotta senza quartiere per sconfiggere la mafia e chi con essa si sia alleato per vantaggi di vario genere.

Certamente, come Associazione Caponnetto reagiremo incrementando la nostra attività di indagine e di denunzia, anche perché le minacce che alcuni dei nostri dirigenti hanno subito sia a Sperlonga che a Fondi – ed i cui autori e mandanti sono rimasti anonimi mentre le denunzie sono state archiviate frettolosamente – non ci fanno paura.

Pertanto ci rivolgiamo a tutte la persone oneste, compresi i giornalisti – la cui attività diventa  sempre più difficile a causa delle montagne di querele ricevute e dal chiaro intento intimidatorio – per chiedere di darci una mano in questa vicenda segnalandoci fatti, episodi e quant’altro a loro conoscenza.

Siamo pronti anche a ricevere segnalazioni anonime che poi inoltreremo alle Autorità centrali competenti.

Nel frattempo apprezziamo la disponibilità di alcuni Parlamentari decisi a porre all’attenzione del Governo la vicenda per un intervento volto a scardinare questa insostenibile situazione.”

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