DOPO IL LUNGO INCONTRO  DI UNA SETTIMANA FA FRA NOI E ROMOLO RIZZOLI,NUMERO UNO PER 24 ANNI  A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DELLA FEDERAZIONE BOCCE ADERENTE AL CONI, ECCO L’INTERROGAZIONE DI LANNUTTI ED ALTRI.

DOPO IL LUNGO INCONTRO  DI UNA SETTIMANA FA FRA NOI E ROMOLO RIZZOLI,NUMERO UNO PER 24 ANNI  A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DELLA FEDERAZIONE BOCCE ADERENTE AL CONI, ECCO L’INTERROGAZIONE DI LANNUTTI ED ALTRI.

CI  STIAMO  PREPARANDO A  CHIEDERE AL COMUNE DI ROMA CHIARIMENTI SULLA LOCAZIONE E GESTIONE DELLA BOCCIOFILA FLAMINIA APPENA  ROMOLO RIZZOLI CI DARA’ LE CARTE.

 

 

 

Senato della Repubblica Italiana – Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00018 Attiva riferimenti normativi Copia questo link Atto n. 2-00018 (procedura abbreviata) Pubblicato il 4 dicembre 2018, nella seduta n. 66 LANNUTTI , PESCO , DI NICOLA , RICCARDI , CORRADO , EVANGELISTA , ANGRISANI , NOCERINO , MARINELLO , VANIN , ANASTASI , GALLICCHIO , DI MARZIO , MATRISCIANO , MAIORINO , PRESUTTO , GIANNUZZI , LEONE , DI PIAZZA , CAMPAGNA , FEDE , MORRA , ROMANO , BUCCARELLA , SILERI , PUGLIA , LOMUTI , LUPO , BOTTO , CASTELLONE , FENU , LANZI , MARTELLI , ACCOTO , PELLEGRINI Marco , GIARRUSSO – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Premesso che per quanto risulta agli interpellanti; l’attesa riforma del Governo del cambiamento M5S-Lega sullo sport, inserita nel disegno di legge di bilancio per il 2019, prevede la sostituzione della Coni Servizi (“braccio operativo” del Comitato olimpico nazionale italiano) con una nuova società denominata “Sport e Salute”, i cui vertici non saranno più designati dal Coni, ma decisi dal Ministero dell’economia su indicazione “dell’autorità di Governo competente in materia di Sport”; il finanziamento del Coni e della “Sport e Salute” secondo la bozza della legge di bilancio viene parametrato al 32 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio delle Stato (per una misura comunque non inferiore a 410 milioni di euro) derivanti dalle imposte pagate dal settore: di queste, 40 milioni vanno al Coni e 370 milioni a Sport e Salute, alla quale spetta il finanziamento delle federazioni sportive nazionali per un importo non inferiore a 260 milioni di euro; per contrastare la riforma dello sport firmata dal Governo Lega-Cinque Stelle, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha usato la suggestione più forte che potesse trovare: “Nemmeno sotto il fascismo ci si è spinti a tanto”, accusando il Governo di aver cancellato con quattro righe una storia ultracentenaria. Al centro della scomposta reazione di Malagò la gestione di 410 milioni di euro, fondi pubblici destinati per legge allo sport dal Coni a una nuova società governativa con il compito di suddividerle tra federazioni e realtà sportive. Al Coni resterebbero 40 milioni per la preparazione olimpica. Per Malagò si tratta di un inaccettabile svuotamento di strumenti e funzioni (“Ci vogliono ridurre a un’agenzia di viaggio”) un’occupazione manu militari da parte della politica; nell’ultimo numero di “Panorama”, del 28 novembre 2018, è stata pubblicata la prima autobiografia non autorizzata di Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, una lodevole inchiesta di Giacomo Amadori e Simone Di Meo, che raccontano la “vita spericolata” di Malagò e del suo passato con alcuni eventi mai del tutto chiariti: un incidente stradale mortale dove investì due ragazzi a bordo di un’auto sportiva; una casa in Svizzera pagata parzialmente in nero; tre esami universitari falsificati. Soprannominato “il Grande Gatsby di Roma nord” per via delle numerose feste organizzate nella sua abitazione nel quartiere Parioli, il servizio giornalistico gli attribuisce numerose relazioni, soffermandosi anche su avvenimenti recenti come il contrasto con il Governo Conte, chiedendosi se questa controversia gli consentirà di arrivare alla fine del suo mandato come presidente del Coni, atteso per il 2021; considerato che: la procura del Lazio della Corte dei conti a fine 2016 aveva aperto un fascicolo sul bilancio del comitato promotore di “Roma 2024”, affidato al pubblico ministero Bruno Tridico, per accertare se effettivamente ci fosse stato danno erariale per i tanti milioni di euro di soldi pubblici spesi a sostegno del progetto olimpico, poi naufragato per la bocciatura della Giunta capitolina; per lavorare in house a Coni Servizi SpA (la vera cassa dello sport italiano), non era mai stato costituito un vero e proprio comitato promotore autonomo, ma soltanto una “unità operativa” della società, senza un bilancio completo; rovistando fra i conti del Coni, il “fattoquotidiano” online aveva ricostruito una parte delle spese sostenute nei due anni di candidatura: viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, appalti, contratti e consulenze d’oro anche da 200.000 euro all’anno per circa 10 milioni di euro. A colpire l’attenzione i costi del personale. La coordinatrice Diana Bianchedi (…), ha firmato un contratto biennale dal valore di 190.000 euro (l’anno, ovviamente), a cui bisogna aggiungere altri 38.000 euro di quota variabile. Per il direttore della Comunicazione Fabio Guadagnini, volto noto di Sky e Fox Sports, previsti 200.000 euro, più 40.000 di possibili premi; 90.000 euro per Roberto Daneo, advisor del dossier che aveva già svolto lo stesso incarico per Expo 2015; 100.000 euro per il planning manager Simone Perillo, 45.000 euro per il programma multimediale di valorizzazione artistico/sportiva della città. Ma anche 40.000 euro per chi ha curato il progetto del bacino remiero, o 25.000 euro per quello delle gare di vela (…). Alcuni di questi contratti erano a progetto, altri (…) stipulati fino al 31 dicembre 2017. (…) Dal punto di vista tecnico, funziona più o meno così: il Governo stanzia dei fondi, il Comitato promotore di Roma 2024 spende quei soldi attraverso la Coni Servizi. E quest’ultima al termine delle operazioni si fa riaddebitare dall’Ente i costi sostenuti. Il tutto al di fuori del contratto di servizio, che valeva da solo 124 milioni di euro di contributi pubblici l’anno. Nel bilancio 2015, (…) si legge che lo scorso anno sono stati spesi 2,2 milioni di euro per le attività di Roma 2024. La voce più alta è tutt’altro che definita nel dettaglio: 785mila euro di “altri costi per servizi”; (…) 450mila euro di supporto tecnico legale, 485mila euro di collaborazioni e prestazioni professionali, 150mila euro di viaggi e di trasferte, più altre uscite minori riconducibili a catering, convegni, materiali, merci. Solo un anticipo delle spese ben più consistenti del 2016: (…) 7,5 milioni di euro di costi previsti»; Nell’esposto alla Corte dei conti, l’associazione Adusbef chiedeva di verificare se le condotte del comitato promotore di Roma 2024 nella scelta dei beneficiari dei contratti di consulenza, spese per il personale, collaborazioni e prestazioni professionali, siano state effettuate secondo le vigenti normative volte alla trasparenza ed alla pubblica evidenza, si chiede di sapere: se la gestione di Coni Servizi da parte del presidente Malagò non possa evidenziare, come nel caso di specie di “Roma 24”, uno sperpero di fondi pubblici, nella scelta dei soggetti beneficati con contratti di consulenza, spese per il personale, altri costi per servizi, collaborazioni e prestazioni professionali, viaggi e trasferte, che non appaiono effettuati secondo le vigenti normative volte a trasparenza e pubblica evidenza, ma volti ad acquisire il “consenso”, con assunzioni apparentemente clientelari di amici degli amici, arrecando grave nocumento al pubblico erario ed ai membri della collettività; se la Corte dei conti, che aveva aperto un’indagine per danno erariale, abbia concluso le indagini e quale sia stato l’esito, a giudizio degli interpellanti data l’irragionevole prassi di non informare l’associazione esponente, che pur avrebbe il diritto di essere messa a conoscenza, quanto meno per farla partecipare al procedimento con ulteriori documenti, testimonianze, audizioni; se le dichiarazioni del presidente del Coni Malagò, che ha accusato il Governo M5S-Lega di fascismo, siano compatibili con la sua permanenza alla guida del comitato olimpico, e, in caso di sue mancate dimissioni, non occorra provvedere ad una sua urgente destituzione, mediante il conseguente commissariamento; se gli ultimi bilanci di gestione di Coni Servizi e della società satelliti che ricadono sotto l’influenza del Coni, almeno a partire dal 2014, siano compatibili con i principi contabili che derivano dal passaggio agli IAS/IFRS, nel rigoroso rispetto dei paradigmi contabili ed i criteri di valutazione previsti dai principi contabili internazionali; se la mancata pubblicità sul proprio sito dei compensi ai vertici di Coni Servizi non rappresenti una grave omissione, quali siano i compensi effettivamente erogati pro capite ed il totale corrisposto nell’ultimo triennio; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione dello sport italiano e del Coni, certamente bisognosi di nuovi manager e di un ricambio gestionale, in grado di supportare il “vento” di maggiore trasparenza.

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