Dopo i fatti dell’altra sera a Formia, in provincia di Latina bisogna cambiare e subito tutto il sistema di sicurezza. Non si può continuare ad andare avanti così!!!

Lo Stato, pur consapevole della gravità della situazione criminale del Basso Lazio e, in particolare, della provincia di Latina, non ha mai saputo -o voluto- affrontarla con provvedimenti adeguati.
Siamo d’accordo che non è solo la repressione che può mettere fine ad un processo massiccio di invasione dei territori da parte delle organizzazioni mafiose in quanto occorre anche un’intelligente opera di prevenzione, ma, quando i fenomeni sono ormai consolidati per colpa. sì, delle popolazioni ignoranti e disattente, ma soprattutto, di pezzi importanti di istituzioni e della politica locali corrotti se non proprio collusi con le mafie, la repressione è l’unica che può, se fatta bene, portare a dei risultati se non proprio risolutivi almeno significativi.
E’ quanto noi dell’Associazione Caponnetto stiamo invocando da anni sollecitando non solo un innalzamento del livello di attenzione da parte delle forze in campo, ma, in particolare, della QUALITA’ di queste.
La colpa che imputiamo al MINISTERO DELL’INTERNO soprattutto, ma anche ai vari Comandi Generali di CC. e GDF, è quella di non essersi finora preoccupati, di fronte all’invasione di montagne di capitali di provenienza tutta da indagare, di mandare in provincia di Latina personale altamente specializzato e preparato in materia di indagini economiche e finanziarie.
Oggi la mafia è IMPRESA ed è sul versante economico che essa va combattuta e non, come si è sempre fatto in provincia di Latina e si continua a fare, con un’ottica da ordine pubblico che non serve a niente per combattere questo tipo di criminalità.
Nè a livello di Prefetti – che per legge sono i responsabili sui territori del sistema di ordine pubblico e di sicurezza -, fatta qualche rara eccezione, c’è stato mai quel livello di attenzione necessario per eliminare le numerose e vistose carenze emerse nel corso degli anni negli apparati di quel sistema.
Oggi si raccolgono i risultati di anni di disattenzione, incapacità, carenze ed omissioni.
I fatti di l’altroieri sera a Formia, dove pare che ad affrontarsi siano stati soggetti appartenenti a due diverse famiglie in odor di camorra, stanno a dimostrare un livello di spavalderia da parte di certi personaggi che ormai, sicuri della loro impunità, si sentono padroni del territorio.
Sì, lo ripetiamo e senza giri di parola, padroni del territorio, perché in provincia di Latina se ci fosse il controllo del territorio da parte dello Stato non si assisterebbe a sparatorie e vere e proprie esecuzioni in mezzo alla gente sulla spiaggia a Terracina o a scontri a colpi di sediate e bottigliate in pieno centro a Formia.
Sono anni che stiamo dicendo che bisogna cambiare!!!
Con uno screening comando per comando, stazione per stazione, compagnia per compagnia, commissariato per commissariato e facendo venire personale specializzato presso i rispettivi comandi del GICO, dello SCO, del ROS.
Cosa questa che non comporta alcuna spesa, come comporterebbe, invece, l’accoglimento di quella proposta strampalata che qualcuno va facendo circa l’apertura di una
Sezione della DIA, il cui Centro Operativo di Roma pure andrebbe rafforzato in quanto è ridotto all’osso.
Poi c’è il discorso delicato del Commissariato di Formia che assolutamente non va.
Noi abbiamo chiesto e chiediamo la soppressione di quello di Gaeta e l’accorpamento con quello di Formia che dovrebbe essere elevato al rango di DISTRETTO di Polizia al comando di un 1° Dirigente e l’istituzione anche di una Sezione della Squadra Mobile di Latina.
Queste sono le misure urgenti da adottare se si vuole almeno sperare di bloccare un processo di mafiosizzazione definitiva e radicale della provincia di Latina.

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