Disastro ambientale del fiume Carpino -Associazione Antimafia A. Caponnetto – Sezione Abruzzo e Molise

Disastro ambientale del fiume Carpino e interventi di competenza
Appello urgente al Procuratore della Repubblica
c/o il Tribunale di Isernia dott. Paolo Albano

Pregiatissimo dott. Albano, è di questi giorni l’ennesima criticità ambientale del fiume Carpino ben documentata dagli amici del PAM – pesca ambientale Molise, con centinaia di trote morte e foto di scarichi inquinanti a cielo aperto. Sappiamo della sua particolare sensibilità per la difesa dell’ambiente, ma crediamo che oramai per la salvezza dei fiumi Carpino e Sordo ci vogliono interventi giudiziari urgenti ed eccezionali. Non si possono aspettare i tempi bliblici della giustizia. Abbiamo bisogno subito di provvedimenti che vadano a colpire le inadempenze degli amministratori che per anni hanno omesso interventi di salvaguardia della salute pibblica e dell’ambiente in quella zona. Come si possono ad oggi tollerare scarichi fognari a cielo aperto dopo che la collettività ha speso circa 7 miliaridi delle vecchie lire per la costruzione del depuratore di Carpinone tutt’ora invaso da rifiuti di origine ignota e da bonificare. Invero nel 2011, insieme al coordinatore del Pcl Molise Tiziano di Clemente abbiamo presentato un articolato esposto al Suo ufficio ed alla Squadra Mobile di Isernia iscritto al n.410/11, affidato per la trattazione al P. M. dott. Scioli. A seguito di ciò, la Polizia ha effettuato un sopralluogo redigendo una informativa in cui si evidenziavano delle criticità ben precise, ma il fascicolo è risultato incomprensibilmente archiviato senza alcun sviluppo. , anzi come parti denunzianti non siamo nemmeno stati avvisati dal P. M. in violazione dell’art.410 c. p. p.. Non c’è rimasto altro da fare che ripetere la denunzia alla DDA di Campobasso in data 17 aprile 2013 ai sensi della Legge13 Agosto 2010 n.136, indagine crediamo ancora in corso. Ma altra notizia che ci lascia sconcertati e che da una delibera del Commissario Prefettizio di Isernia n.57 del 25.05.2013 Comune capofila per i fondi PISU si legge, testuale: che su richiesta del sindaco di Carpinone il partenariato ha affrontato l’emergenza del suddetto comune relativa al depuratore consortile a servizio dei comuni di Carpinone, Pesche e Pettoranello;
che questa opera, come risulta dalla documentazione messa a disposizione dalla Unione dei Comuni della Pentria, NON E’ STATA ESEGUITA A REGOLA D’ARTE (SIC!!!) PRESENTA PROBLEMI DI ALLAGAMENTO ED AL SUO INTERNO SONO STATI DEPOSITATI RIFIUTI SPECIALI DI VARIA PROVENIENZA CHE COSTITUISCONO UN PERICOLO PER L’AMBIENTE ED IN PARTICOLARE PER IL FIUME CARPINO E PER TUTTO IL TERRITORIO A VALLE DELLO STESSO CHE COINVOLGE I FIUMI CAVALIERE E VOLTURNO E L’INTERO TERRITORIO DEI COMUNI APPARTENENTI AL PISU DI ISERNIA. PERTANTO OLTRE ALLA BONIFICA DEL DEPURATORE CONSORTILE SI PROPONE IL RISANAMENTO AMBIENTALE DELLA ZONA IN AMBITO PISU DA DEFINIRE CON INO STUDIO DI FATTIBILITA’ PER LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE RIFERITA AI LETTI FLUVIALI INTERESSATI.
CHE PER LA BONIFICA DEL DEPURATORE CONSORTILE, DA EFFETTUARE CON I FONDI A DISPOSIZIONE DEL PISU INTEGRATI DALLA REGIONE MOLISE, L’IMPORTO STIMATO E’ DI CIRCA 700 MOLA EURO ETC. ETC. – Quindi per bonificare i rifiuti a suo tempo buttati nel depuratore di Carpinone e l’area circostante occorrono altri 700 mila euro della collettività che potrebbero essere inpiegati, specialmente in questo momento di crisi, per altre finalità. Sig. Procuratore, in questo caso la collettività viene tartassata due volte per colpe ben precise che aspettano di essere individuate, in quanto il costo del risanamento ambientale va ascritto a precise responsabilità di chi all’epoca ha gestito il Depuratore Consorile e certamente i nomi sono rintracciabili
dalle carte. Ma un’altra perplessità assale chi scrive: ma se a tutt’oggi vi sono sbocchi a cielo aperto, all’epoca dell’entrata in funzione del depuratore consortile i comuni di Carpinone, Pesche e Pettoranello avevano il sistema fognario all’acciati al depuratore? se no, da dove provengono i rifiuti stipati nelle vasche? di chi la responsabilità personale del risanamento? sono domande che attendono precise risposte che solo una urgente e capillare inchiesta potranno svelare. Attendiamo fiduciosi l’esito. Romano De Luca

Archivi