Disastro ambientale a Giugliano, i responsabili condannati a 118 anni. ECCO TUTTE LE CONDANNE E ASSOLUZIONI Emessa poco fa la sentenza a carico dell’imprenditore dei rifiuti Cipriano Chianese e degli altri imputati coinvolti nello storico processo

 

di Antonio Mangione

GIUGLIANO. Venerdì 15 luglio, Aula 116 del Tribunale di Napoli, Quinta Assise. Un luogo ed una data storica. Il presidente Adriana Pangia ha emesso la sentenza di primo grado nel processo “Resit” a carico del gotha delle ecomafie, così come definito dalla Procura Antimafia del Tribunale partenopeo. Alla sbarra imprenditori, faccendieri, tecnici, trasportatori, prestanomi e funzionari pubblici. Di poco piu’ di 300 anni erano state le richieste di condanna del Pubblico Ministero della DDA di Napoli, Alessandro Milita, durante la sua lunghissima requisitoria, con allegate due memorie articolate minuziosamente. Il processo ebbe inizio nel marzo del 2011 con piu’ di trenta imputati.

Ecco le prime condanne: l’imprenditore dei rifiuti Cipriano Chianese ha incassato 20 anni di reclusione rispetto ai 30 richiesti, Gaetano Cerci 16 anni rispetto ai 30 anni di reclusione richiesti, cinque anni e sei mesi invece per Giulio Facchi (difeso dagli avvocati Riccardo Polidoro e Marialessandra Cangiano) subcommissario all’emergenza rifiuti in Campania. Il pm per Facchi aveva chiesto 30 anni invece la Corte di Assise ha dato solo 5 anni e 6 mesi e ha derubricato il reato a lui contestato, essendo caduto l’articolo 7 dell’aggravante camorristica.

ECCO TUTTE LE CONDANNE:

Alfani Remo e Di Meo Mosè condannati a 12 anni di reclusione a
Gaetano Cerci condannato a 16 anni di reclusione a
Cipriano Chianese condannato a 20 anni di reclusione a
Carmine Di Cicco, Antonio Frattarulo, Carlo Vetrano condannati a 4 anni e sei mesi di reclusione a
Giulio Facchi condannato a 5 anni e sei mesi di reclusione e 50mila euro di risarcimento per Comuni di Giugliano e Provincia di Napoli
Giovanni Ferrante e Giuseppe Giordano condannati a 6 anni e sei mesi di reclusione
Filomena Menale condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione
Roma Generoso e Roma Raffaele condanna a 5 anni e sei mesi di reclusione
Roma Elio condanna a 6 anni e sei mesi di reclusione
Enrico Santillo condanna a 4 anni

Assolti per alcuni capi d’imputazione per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non costìtuisce reato gli imprenditori Elio, Generoso e Raffaele Roma, Salvatore Russo, Felice Russo. Dario De Simone per non doversi procedere, Luigi Pezone, Cipriano Chianese, Antonio Tesone, Giuseppe Barbato, Vincenzo De Santis, Luigi Di Marino, Lucio Sagliocco, Filomena Menale, Claudio Chiariello, Giulio Facchi, Carlo Vetrano, Raffaele Ferrara, Giancarlo Sarno

Gran parte degli imputati condannati sono stati altresì condannati a risarcire il Comune di Giugliano. Legambiente e le altre parte civili per i gravi danni ambientali connessi al disastro ambientale e al traffico illecito di rifiuti.

Con la sentenza di oggi si è chiuso un processo, iniziato nel 2010, durato circa 10 anni con circa 180 udienze. In un’aula affollata di giornalisti, italiani e stranieri, si sono discusse le ultime repliche. Ad assistere consiglieri regionali ed anche un folto gruppo di attivisti, tra cui Lucia De Cicco dell’Eco della Fascia Costiera, Don Maurizio Patriciello, la moglie dell’ispettore Mancini, responsabili di Legambiente e molti rappresentanti di comitati da Acerra Pianura Pozzuoli, Giugliano e Afragola. Si sono costituiti parte civile varie amministrazioni comunali, tra cui i Comuni di Giugliano e Parete, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente. 

15/07/2016

fonte:www.internapoli.it

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