Dietro il fenomeno del “lavoro nero” di badanti, colf, commesse, bagnini, camerieri ecc. nel sud pontino c’è la camorra?

Nel sud pontino, a Minturno, a Formia, a Gaeta soprattutto e così via, lavoro nero a go go.
Ne abbiamo già  parlato, ma, ad oggi, non vediamo segnali di presenza dello Stato truffato.
Una truffa sistematica   :     camerieri, cuochi, bagnini, colf, badanti, un esercito di persone quasi tutte senza assicurazione, senza alcuna copertura assicurativa, in nero.
E nessuno interviene.
Si tratta – ce ne rendiamo conto – di una questione delicata e complessa che potrebbe avere, affrontandola, delle pesanti ricadute sociali, in quanto moltissime delle persone che assumono questi lavoratori non hanno le possibilità economiche per far fronte a tutti gli obblighi di legge.
Come, nel dopoguerra, la vendita pubblica  sulle bancarelle delle sigarette di contrabbando nei vicoli di Napoli.
Il più delle volte  si faceva finta di non vedere per non mandare alla fame – ed alla delinquenza – migliaia di persone.
Così per tante famiglie che assumono badanti e colf; così taluni bar, ristoranti ed altri piccoli esercizi commerciali  che assumono dei camerieri, commesse ecc.
E così via.
Ma bisogna vedere  anche l’altra faccia della medaglia.
Intanto c’è un problema di vero e proprio schiavismo con persone costrette a fare un’intera giornata, con appena qualche ora  di libertà, di lavoro con appena 500 – 600-700 al massimo,    euro mensili, con la minaccia continua di licenziamento in caso di una richiesta maggiore.
Questo per badanti e colf, mentre per bagnini, camerieri, commesse ecc.   il discorso è un tantino diverso quanto all’orario di lavoro e con paghe ancora minori rispetto a quelle sopraindicate.
Poi c’è tutto il discorso  dei contributi assicurativi che pochi, pochissimi versano.
Una truffa all’INPS ed agli altri enti previdenziali incalcolabile.
E continua.
Per quanto, poi, riguarda il discorso che interessa in maniera specifica la nostra Associazione, noi abbiamo tentato di capire se dietro questo traffico vero e proprio di persone umane  possa esserci o meno qualche organizzazione.
Ci siamo trovati sempre di fronte ad un muro di omertà, di paura.
Nessuno ha voluto risponderci, mostrandosi, peraltro, alquanto spaventato.
Solo una volta, qualche anno fa, viaggiando sul treno sulla tratta Roma-Napoli, una signora straniera  ci fece cenno ad un qualcuno o qualcuna che abiterebbe a Sessa Aurunca (Caserta) e che organizzerebbe questi… ”viaggi della speranza”, dall’est europeo in Italia.
Non volle dirci altro.
Chiunque altro od altra, ai quali abbiamo posto delle domande al riguardo, si sono chiusi nel mutismo assoluto , confermandoci indirettamente che il fenomeno del “lavoro nero” è diffusissimo e che, pertanto, sono rari coloro che versano i contributi prescritti dalla legge.
A questo punto, noi ci domandiamo cosa hanno fatto e fanno coloro che parlano tanto di frodi allo Stato ma che, in effetti, non fanno niente per contrastare una truffa continua ai  danni di noi tutti.
Senza parlare di possibilità che dietro possa esserci anche la camorra!

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