Dichiarazione dell’0n. Luisa Laurelli

Dichiarazione dell’0n. Luisa Laurelli, apparsa su Avvenimenti del 23 Dicembre 2005

 

la commissione speciale sicurezza

Luisa Laurelli: “E ora la Regione si costituisca parte civile nei processi contro i mafiosi”

 

 

a Regione deve costituirsi parte civile nei processi contro questi clan mafiosi a tutela degli interessi lesi dei cittadini. Ho già scritto una lettera al presidente Piero Marrazzo, sollecitando di compiere una scelta in questo senso nel processo contro il clan Gallace-Novella, iniziato in questi giorni, e nel processo che inizia a gennaio contro i gruppi che hanno operato nella zona di Ostia lungo il litorale romano. Si tratta di reati gravissimi, come il racket, l’usura, il riciclaggio, oltreché lo spaccio di stupefacenti, che segnano profondamente la vita delle comunità». Luisa Laureili è la presidente della commissione speciale sicurezza della Regione Lazio. Lo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Nettuno ha reso più evidente l’aggressione della criminalità nel basso Lazio? La lettera con cui il ministro dell’Interno Pisanu ha motivato lo scioglimento di quel Comune fa emergere uno stretto legame fra pluripregiudicati legati alla’Ndrangheta, il sindaco, alcuni ex assessori, dirigenti del comune e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Insomma, una rete diffusa e capillare. È un fatto molto grave. È la prima volta che succede nel Lazio. In più la procura di Velletri, che ha effettuato già alcuni arresti, sta facendo verifiche su un’area ben più vasta della zona del litorale e del sud pontino. Questo corrisponde alle denunce che un mese fa il sostituto procuratore Luigi De Ficchy aveva fatto proprio alla nostra commissione: nel sud pontino non possiamo più parlare di infiltrazioni, siamo ormai di fronte a una mafia consolidata e ben insediata. E non solo: secondo la procura antimafia tutto il litorale del Lazio fino aViterbo è governato da un intreccio fra affari e politica controllato da bande mafiose e camorristiche. Quali strumenti intendete utilizzare per far fronte a questa emergenza?

L’azione specifica del contrasto delle mafie spetta alle forze dell’ordine. Le istituzioni debbono innanzitutto fare un grande lavoro per mettere in sinergia tutti i soggetti che combattono le organizzazioni criminali. Noi abbiamo insediato un osservatorio tecnico-scientifico sulla criminalità composto da rappresentanti delle forze dell’ordine e da esperti, il cui presidente è Enzo Ciconte, uno studioso di grande competenza. L’osservatorio sta procedendo ad una raccolta di dati, al loro incrocio, e spero che nel giro di pochi mesi ci fornisca una fotografia aggiornata della criminalità nel nostro territorio. Che potrà aiutare le nostre amministrazioni a decidere indirizzi di governo o modifiche alle leggi regionali che già ci sono. Soprattutto le istituzioni debbono puntare sulla prevenzione del fenomeno criminale. Immaginando progetti di educazione alla legalità rivolti alle scuole. Le denunce della magistratura antimafia coincidono con quelle degli imprenditori, dei sindacati, delle forze dell’ordine e delle associazioni dei cittadini. Contro la mafia non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo tirare su il coperchio della pentola, avere il coraggio di guardarci dentro.

Daniela Preziosi

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