Dibattiuto ieri sera a LAZIOTV sulle mafie a Terracina. E’ stato assente, benché invitato, il Sindaco.

Il dibattito ieri sera presso gli studi di LazioTV a Terracina è stato vivace e va dato atto a chi l’ha promosso e condotto di aver saputo affrontare con coraggio ed onestà intellettuale un tema, quello delle attività mafiose a Terracina ed in provincia di Latina, delicatissimo e drammatico.

Forse il più importante dei problemi che riguardano la comunità pontina, considerate le pesanti ricadute della presenza delle mafie sul piano dell’economia soprattutto, ma anche su quelli culturale, sociale, politico ecc.

Non ci ha meravigliato più di tanto l’assenza del Sindaco di Terracina, -che, pur invitato, ha declinato l’invito- considerato l’atteggiamento di fronte al problema “mafie” della quasi totalità degli amministratori pubblici pontini ritenuti da tutte le persone di buonsenso i principali responsabili, per i loro silenzi e le loro disattenzioni, della situazione in cui ci troviamo.

Abbiamo trovato, in verità, un certo imbarazzo nell’affrontare la parte del dibattito che ha riguardato l’assassinio il 23 agosto scorso sulla spiaggia di Terracina, peraltro in un’ora di punta e fra la gente, del camorrista scissionista Marino in quanto sono ancora in corso le indagini della Magistratura e delle forze dell’ordine per individuare ragioni, mandanti ed esecutori.

Il nostro rappresentante, infatti, proprio per rispetto del lavoro degli inquirenti, ha voluto sviare l’argomento specifico inquadrandolo nel contesto più ampio della presenza e delle attività mafiose a Terracina e nell’intera provincia di Latina.

Una presenza consolidata e le cui origini risalgono a 20-30 anni fa e di cui molti ancora oggi si ostinano a non prenderne atto, come ha ancora una volta dimostrato lo stesso Sindaco di Terracina intervistato qualche tempo fa dalla medesima emittente televisiva, Sindaco che ha parlato di… ”tentativi” di infiltrazione mafiosa, quando ormai è acclarato che non si tratta più di… ”tentativi” ma di vero e proprio RADICAMENTO.

Ma la cosa –ripetiamo- non ci ha sorpreso e non ci sorprende.

Continuano a sorprendere, invece, l’inerzia ed i silenzi, interrotti sporadicamente da qualche dichiarazione mai supportata da azioni concrete, dei rappresentanti delle forze politiche di opposizione e sociali, fatta qualche eccezione, che non riescono (o non vogliono?) ad individuare le cause VERE di tale RADICAMENTO che ha letteralmente sconvolto l’intero impianto economico, sociale e culturale della società pontina determinandone un decadimento inquietante continuo ed irreversibile.

Ci si perdoni l’insistenza su un tema delicato che noi riteniamo CENTRALE nel dibattito sulle CAUSE del radicamento mafioso in provincia di Latina e sulle responsabilità, oltre che della società civile, soprattutto della classe politica, che poi ne è l’espressione, tutta intera, da destra a sinistra:

la QUALITA’ dell’intero impianto investigativo e giudiziario pontino.

La domanda che ci arrovella il cervello da sempre riguarda il “perché”in provincia di Latina non si è in grado di impostare un lavoro di “INTELLIGENCE” che è essenziale per contrastare le mafie.

A fronte di una situazione drammatica che vede coinvolte porzioni importanti della politica e delle stesse istituzioni (vedi le vecchie inchieste promosse o fatte da qualche servitore dello Stato fedele e zelante, peraltro subito rimosso come nel caso del Prefetto Frattasi con il “caso Fondi” e con il Dr. Pepe della Polizia di Stato con la “Formia Connection”), non si è mai voluto correre ai ripari attrezzando i presidi investigativi e giudiziari pontini con personale, magistrati, dirigenti e comandanti competenti ed esperti in materia di mafie.

In provincia di Latina non si è mai fatto lavoro di INTELLIGENCE e, quando si è fatta qualche operazione importante, lo si deve SEMPRE al lavoro di magistrati ed investigatori provenienti da fuori provincia e il più delle volte da fuori regione.

E’, questo, il punto centrale che nessuno ha voluto mai e vuole affrontare ed al quale nessuno vuole dare una soluzione (abbiamo noi posto il problema sulle scrivanie dei Ministri Severino e Cancellieri, dai quali aspettiamo ora le risposte).

La provincia di Latina è stata investita da 20-30 anni a questa parte da una massa enorme di capitali mafiosi e nessuno organo locale ha mai avviato un’indagine di carattere patrimoniale tendente ad accertare l’”origine” sporca di essi.

Ma pensate che il “caso Fondi”, che non è di certo maturato ora e che peraltro è finito come tutti sanno (“a tarallucci e vino”, ci ha detto tempo fa un uomo della strada, ”con i fessi a processo ed i dritti nemmeno sfiorati”. Non è, grazie a Dio, proprio del tutto così, ma… ), sarebbe esploso se non ci fossero state delle fibrillazioni interne di carattere politico?

Non si sapeva prima che c’erano le mafie (si legga un vecchio rapporto dei Carabinieri di Cefalù) e perché non si è mai intervenuto???

In uno Stato effettivamente democratico e civile, si sarebbero presi i responsabili di tante inerzie, disattenzioni ed omissioni a calci nel sedere e destituiti da gradi e funzioni.

Ad essere buoni e generosi!!!

Ritornando al dibattito di Lazio TV ieri sera a Terracina, sentiamo di dover lamentare le continue intemperanze che noi abbiamo dovuto subire da parte di un rappresentante politico del partito della destra che ricopre la carica di delegato alla Sicurezza del Comune di Terracina.

Una figura simpatica e sicuramente onesta intellettualmente, ma evidentemente non avvezza alle regole dei dibattiti e troppo schierata ideologicamente fino al punto di indurla ad DOCUMENTI ostinarsi, in linea con il suo Sindaco, a non voler prendere atto di una realtà evidentissima: le mafie a Terracina ci sono da decenni e sono ormai padrone di ampie fette dell’economia, dall’edilizia, agli appalti, dal commercio, al settore alberghiero e così via.

Dobbiamo, invece, esaltare gli interventi e le posizioni del Segretario dell’ASCOM-CONFCOMMERCIO terracinese Pezzano, il quale da anni si sta distinguendo per le sue coraggiose denunce, e dell’Avvocato Vincenzo Coccia, consigliere di opposizione al Comune di Terracina.

Purtroppo quello di noi tutti è stato una sorta di monologo in quanto è mancato, come abbiamo rilevato all’inizio, l’interlocutore principale, il Sindaco.

Speriamo che almeno la gente che ha visto la trasmissione, quella massa di cittadini che… ” non vede, non sente, non parla”, abbia fatto tesoro di quanto gli intervenuti hanno detto.

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