Di Matteo: ”Aziende in crisi, rischio mafie sull’economia legale”

Di Matteo: ”Aziende in crisi, rischio mafie sull’economia legale”

“Contagio da scongiurare. Non si arretri contro la corruzione”. Il Consigliere del Csm intervistato da La Repubblica

di AMDuemila

In questi giorni in cui l’intero settore produttivo italiano è paralizzato a causa dell’emergenza sanitaria, tutti i magistrati antimafia concordano in maniera univoca sul pericolo di una maggior penetrazione delle mafie nel tessuto economico legale. Oggi anche il consigliere togato del CSM Nino Di Matteo ha voluto mettere l’accento su questa eventualità in un’intervista di Salvo Palazzolo per “La Repubblica”. “C’è un altro terribile contagio che dobbiamo scongiurare in questo momento – ha detto Di Matteo – l’economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie”. Secondo il magistrato le organizzazioni mafiose “potrebbero aver già iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalla crisi economica, offrendo ingenti disponibilità di liquidità, magari sotto forma di prestiti. In breve tempo – ha aggiunto – la criminalità organizzata potrebbe arrivare all’obiettivo di controllare numerose attività economiche legali. Non possiamo permetterlo, sarebbe un gravissimo passo verso l’apparente legalizzazione delle mafie. È la grande sfida che ci aspetta, non riguarda solo il nostro governo, ma anche le istituzioni europee”.
Ma il pericolo di maggior ingerenza delle mafie non riguarda solo la sfera delle imprese. Secondo Nino Di Matteo anche il mondo della pubblica amministrazione è a rischio, oggi più di prima. I mafiosi, ha affermato il magistrato, faranno “sempre più riferimento a amministratori pubblici e politici” per raggiungere i loro scopi e “soprattutto per tentare di accaparrarsi i tanti finanziamenti pubblici messi in campo”. Pertanto, ha spiegato Di Matteo, “è assolutamente necessario che non si arretri rispetto alla recente svolta più rigorosa. Penso alla cosiddetta “Spazzacorrotti” o alla legge di riforma della prescrizione. Mafia e delitti di corruzione sono due facce della stessa medaglia, devono essere trattati con uguale rigore”.
L’ex pm del processo Trattativa Stato-Mafia ha poi commentato brevemente le misure straordinarie disposte dal presidente del Consiglio e dal suo esecutivo nelle scorse settimane.
Il rischio in questo momento è che “le mafie potrebbero anche soffiare sul fuoco del malcontento per alimentare odio nei confronti delle istituzioni”. Per questo motivo diviene ancora più importante che lo Stato giochi “in anticipo e con più forza”.
Da questo punto di vista, a detta del magistrato, le misure poste dal governo sono “importanti” ed è altrettanto chiaro che “vanno sostenuti con forza non solo le persone indigenti, ma anche i tanti imprenditori e commercianti che se non aiutati rischiano più o meno consapevolmente di consegnarsi all’economia mafiosa”.
Infine il consigliere togato del CSM ha fatto una riflessione sociale su questa delicata fase storica del Paese, sensibilmente ridimensionato a causa dell’epidemia. “Oggi sembra respirarsi un’aria pulita di grande solidarietà: è gratitudine nei confronti di coloro che in questo momento stanno lavorando per la collettività, è attenzione per le classi sociali più deboli”, ha affermato Di Matteo. “Spero che quest’aria non svanisca con il passare dell’emergenza. E che il Paese dimostri una volta tanto di conservare memoria di quello che è accaduto, sarà la base – ha concluso – per la realizzazione di un futuro migliore”.

30 Marzo 2020

fonte:http://www.antimafiaduemila.com/

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