Di Lauro e Scissionisti in guerra anche in carcere tra pentimenti ed irriducibili: ecco chi sono

A FAIDA DI SCAMPIA – DIECI ANNI DOPO
Di Lauro e Scissionisti in guerra anche in carcere tra pentimenti ed irriducibili: ecco chi sono
In 30 tra i protagonisti della guerra di camorra del 2004 hanno deciso di collaborare ma i capi clan non mollano

di Ivan Marino

AREA NORD. «Mi dissocio, voglio tagliare i ponti con la camorra e accusarmi dei delitti che ho commesso». Era da poco cominciato il 2016 e per il clan degli Scissionisti sembrava essere arrivata la fine. Cesare Pagano nel gennaio scorso decise di dissociarsi, collaborando con la giustizia alla ricostruzione di delitti ed azioni di camorra che lo vedevano interessato. Niente accuse a parenti e affiliati, ma piena confessione dei reati consumati. Pochi giorni più tardi, un altro Pagano, Carmine, scelse la strada della dissociazione come suo zio. Uno scossone ma non un terremoto perché negli ambienti criminali esiste una bella differenza tra dissociazione e pentimento. Praticamente in contemporanea con Carmine e Cesare Pagano erano arrivate le ammissioni di altri scissionisti della prima ora come Gennaro Marino (detto mckkei), Ciro Mauriello e Arcangelo Abete che hanno ammesso di aver partecipato a quel duplice omicidio che segnò l’inizio della prima faida di Scampia, ovvero la doppia esecuzione, nel 2004, di Fulvio Montanino, amico strettissimo di Paolo di Lauro (Ciruzzo ‘o milionario) e Claudio Salerno. La via del pentimento è invece quella seguita dai due fratelli Antonio e Paolo Caiazza, luogotenenti degli Amato-Pagano a Melito fino a qualche tempo fa ed oggi stretti collaboratori di giustizia.

Dalla collaborazione con la giustizia di Biagio Esposito ne sono successe di cosa e soprattutto sono stati tantissimi, almeno una ventina, quelli che hanno deciso di dissociarsi e pentirsi. Il 41bis pare far paura a tutti o quasi. Anche tra gli scissionisti infatti ci sono delle eccezioni come quella del fondatore del clan, Raffaele Amato, oggi rinchiuso nel super carcere di Sassari dopo l’estradizione dalla Spagna. O’ Lello, come è comunemente conosciuto Amato, è considerato un irriducibile e neanche la decisione di dissociarsi di suo cognato Cesare Pagano, la ha scalfito.

Amato dalla Spagna cominciò e diresse la guerra contro il suo ex leader, quel Paolo Di Lauro sconfitto nella prima faida di Scampia ed arrestato poco dopo la fine della guerra, al culmine di una lunghissima latitanza. Sconfitto in battaglia ma non nell’animo visto che Ciruzzo il Milionario non ne vuole proprio sapere di lasciare il carcere duro e cominciare la collaborazione con la giustizia, così come suo figlio, il sanguinario Cosimo Di Lauro, che resta con la bocca cucita al carcere duro.

19/07/2016

fonte:www.internapoli

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