Devastano e avvelenano il territorio: chi è Stato? ed intanto,malgrado le nostre insistenze,nessuno ha mai voluto interrogare autisti e proprietari dei camion che trasportavano i rifiuti e dei quali carmine schiavone ha fornito i numeri delle targhe.alcuni sono della provincia di latina,di itri in particolare. e’ proprio mafia-stato ! ass.caponnetto

Devastano e avvelenano il territorio: chi è Stato? ED INTANTO,MALGRADO LE NOSTRE INSISTENZE,NESSUNO HA MAI VOLUTO INTERROGARE AUTISTI E PROPRIETARI DEI CAMION CHE TRASPORTAVANO I RIFIUTI E DEI QUALI CARMINE SCHIAVONE HA FORNITO I NUMERI DELLE TARGHE.ALCUNI SONO DELLA PROVINCIA DI LATINA,DI ITRI IN PARTICOLARE. E’ PROPRIO MAFIA-STATO ! ASS.CAPONNETTO

Devastano e avvelenano il territorio: chi è Stato?

di Gualtiero Alunni*

Cosa ci dice il continuo aumento dei pedaggi autostradali? Ci dice e ci conferma che le “grandi opere” alla fine si rivelano un affare vantaggioso solo per i privati e un danno per la gente e il territorio.

Con lo “Sblocca Italia” e la “Legge Obiettivo”,  il PD, la Lega e FI, hanno creato le condizioni per dare avvio alle più nere azioni contro la salute e il territorio: i nostri mari disseminati di trivelle, le nostre terre cementate e asfaltate, la nostra aria inquinata dalle diossine degli inceneritori. Inoltre, abbiamo tante “terre dei fuochi” in giro per l’Italia e tanti depositi pericolosi di sostanze plastiche e rifiuti speciali che senza le dovute precauzioni di sicurezza e controlli, prendono fuoco.

Come è stato possibile tutto questo?

I Governi che si sono succeduti, nessuno escluso, hanno risposto servizievolmente sempre e solo agli interessi privati dei grandi gruppi prenditori di appalti, che si sono riempiti le tasche per miliardi di euro pubblici.

A ognuno il suo!

Agli avvoltoi come Salini-Impregilo, con il Consorzio Sis, Gavio, Astaldi e Pizzarotti, hanno dato la gestione delle grandi opere inutili autostradali; agli sciacalli come Sorgenia e Cerroni le discariche e gli inceneritori; alle sanguisughe come Total e ENI, le trivellazioni per il petrolio.

Parliamo di decine di miliardi di euro che hanno danneggiato drasticamente i territori e il paesaggio a discapito di tante piccole opere utili. Briciole o nessun investimento per la messa in sicurezza delle strade e delle scuole, per la prevenzione sismica e la tutela dai dissesti idrogeologici.

Se prendiamo ad esempio il Basso Lazio, e il sud pontino, la situazione è inquietante per l’infiltrazione della criminalità e il connubio con il traffico illecito di rifiuti tossici, il ciclo illegale dei rifiuti, le discariche abusive e le agromafie. A Borgo Montello, zona ad alta concentrazione di industrie chimico-farmaceutiche, fin dagli anni ’70 sono stati creati numerosi invasi. Dopo le dichiarazione del pentito di camorra, Schiavone, nel 1993 l’ Enea ha verificato la sua testimonianza sui traffici illeciti verso la discarica di Borgo Montello, confermando la presenza di sostanze pericolose. La bonifica della centrale nucleare di Borgo Sabotino va a rilento e c’è incertezza sul futuro delle scorie. Mentre, nel frattempo, la Regione Lazio e il Governo hanno approvato diversi siti per biogassificatori e biomasse, altrettanto inquinanti. Nel pontino, negli ultimi anni, sono accaduti due grandi incidenti. Il primo alla centrale turbogas di Aprilia con lo sversamento di duemila litri di olio dielettrico dispersi nei terreni circostanti che hanno inquinato le sorgenti di acqua sottostanti. Il secondo, l’incendio a Pomezia nella ditta EcoX specializzata in stoccaggio di rifiuti industriali, dalla plastica al ferro fino alla carta, disperdendo nell’aria la pericolosa diossina. Le alternative sostenibili sono la raccolta differenziata spinta porta a porta e le fonti energetiche rinnovabili.

Una nota di rilievo dobbiamo farla alla multinazionale del Gruppo Benetton. Non andando troppo lontano, come in Argentina dove ha espropriato le terre ancestrali dei mapuche, ma rimanendo nell’area metropolitana di Roma, questo Gruppo, dopo aver comprato 1.200 ettari di terra della Maccarese, sta cercando di speculare con la richiesta del raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, ma anche, essendo proprietario della Soc. “Grandi Stazioni”, sta già costruendo una mega piastra per oltre 1.200 posti macchina e un centro commerciale, sopra i binari della stazione Termini.

Però la gallina dalle uova d’oro resta sempre la Soc. “Autostrade per l’Italia”. Infatti ogni anno aumentano vertiginosamente i pedaggi di tutte le tratte per tutti i gestori privati. Il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale per il 2018 è stato del 2,74%, con incrementi fino al 52,69%. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire dissanguare i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta. Per questi motivi è arrivata l’ora di chiedere a gran voce la nazionalizzazione delle autostrade!

Nonostante tutto questo, il Ministro delle Infrastrutture e i Presidenti della Regione Lazio, nessuno escluso, da 15 anni tentano di far partire la costruzione dell’autostrada A12-Roma-Latina e della Bretella Cisterna-Valmontone. Solo l’eco-resistenza dei Comitati Nocorridoio/Nobretella, fino ad oggi ha impedito la sua realizzazione. La regia è sempre la stessa, non si informano le comunità e i cittadini non si fanno partecipare alle scelte che li riguardano. I ricorsi al TAR non vengono discussi, rimanendo in un cassetto da ormai 4 anni. Eppure perfino l’UE, con il suo libro bianco sulla mobilità e i trasporti, indica di non andare verso la costruzione di nuove autostrade, ma di adeguare in sicurezza le strade esistenti e di investire sul ferro. Difatti, i movimenti civici chiedono, nelle loro proposte alternative, proprio questo. Nel progetto approvato nel 2013, si parla di salato pedaggio che, per i pendolari che dovranno percorrere l’autostrada da Latina a Roma sarà di almeno 13 euro/giorno a/r,ma questo è un calcolo in forte difetto visto che sono passati 5 anni e ci vorranno almeno 7 anni per la messa in esercizio. Oltre il salasso anche la beffa. Difatti l’eterno problema dell’intasamento dell’ingresso a Roma, rimarrà com’è adesso e si continueranno a fare file interminabili. Questo mostro di cemento e asfalto porterà conseguenze distruttive irreversibili. Decine di abitazioni abbattute, 52 aziende agricole biologiche e d’eccellenza espropriate con la contestuale perdita del lavoro di 4.500 posti nel settore. La Riserva Naturale di Decima-Malafede e la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano compromesse per sempre.

Contro chi devasta e avvelena la nostra terra e la nostra vita, la vendetta sarà il voto alla lista Potere al Popolo, che ha ben chiaro nel suo programma un altro modello ambientale, rispettoso della terra e di chi ci abita. Ora e sempre eco-resistenza!

* esponente storico del movimento No Corridoio Roma-Latina, candidato di Potere al Popolo

 

26 Gennaio 2018

fonte:contropiano.org/

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