Denuncia de “La Stampa”: Società senza certificato antimafia per “proteggere” il Consiglio (della Regione Lazio, ndr).

La Regione Lazio ha affidato l’appalto del servizio di vigilanza ad una società sprovvista del certificato antimafia.

La notizia viene riportata con il titolo “ Società senza certificato antimafia per “proteggere” il Consiglio” da La Stampa di mercoledì 26 settembre 2012 a pagina 5 ed è stata subito ripresa da Dagospia e da altri organi di stampa.

L’appalto sarebbe stato assegnato il 25 ottobre 2005 dalla giunta Marrazzo e ratificato, poi, da quella attuale della Polverini, malgrado “ la bocciatura da parte della massima autorità del settore: l’AVCP, ’l’Autorità vigilanza contratti pubblici. L’organo cioè deputato a sorvegliare sugli appalti pubblici. Che giusto il 7 giugno scorso ha ribadito “La Giunta avrebbe dovuto vagliare l’opportunità di non proseguire il rapporto contrattuale con la società stante la presenza di un’informativa antimafia emessa dalla Prefettura di Roma che ne denunciava il pericolo di infiltrazioni mafiose”.

“Il Gruppo S. -continua La Stampa- è uno dei leader della security- con sede centrale a Roma e attività in tutta Italia-che lavora per vari enti pubblici e diversi ministeri”.

Ci sarebbero state al riguardo da parte di alcuni deputati delle interrogazioni al Ministro Cancellieri per chiedere conto della vicenda.

Ci esimiamo dal fare al riguardo alcun commento perché confidiamo nell’intelligenza di chi ci legge.

Quando noi diciamo che Commissioni Sicurezza della Regione Lazio e Consulte Provinciali antimafia della Provincia di Roma non servono a niente se non affrontano dalle fondamenta i problemi veri della penetrazione mafiosa nella politica, nelle istituzioni, nell’economia e nella società e veniamo aggrediti (per fortuna solo verbalmente, per ora), come è successo durante l’ultima audizione proprio della Commissione Sicurezza citata!

Aveva ragione Falcone quando diceva che… la mafia va combattuta a Roma!!!

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