DE MAURO – I nuovi documenti dell’indagine di Pavia

I nuovi documenti dell’indagine di Pavia

25 Settembre 2020

La documentazione reperita nel corso delle attuali indagini può essere suddivisa rispetto alla provenienza: una prima fonte è rappresentata dai fascicoli della polizia e dei carabinieri e, pertanto, si tratta di documenti e notizie già noti all’epoca dei fatti, mai utilizzati e, comunque, mai portati all’attenzione, almeno ufficialmente, dell’A.G..; Una seconda fonte raggruppa gli atti che sono stati reperiti altrove e che rappresentano, quanto meno apparentemente, una novità.

Il condizionale e l’uso della parola “apparentemente” è d’obbligo ove si consideri che non risulta nella sua completezza l’attività di “insabbiamento” posta in essere da tutti gli organi inquirenti. Pertanto, mentre sono stati accertati diversi occultamenti e la falsificazioni di alcuni documenti importanti, non risulta fino a quale punto gli inquirenti siano stati a conoscenza di altre fonti di prova per le quali non abbiano attivato le conseguenti e doverose investigazioni.

Per poter correttamente interpretare ed apprezzare il valore dei documenti che saranno elencati, è necessario aver presente il contesto nel quale era maturato il sequestro del giornalista, così come risulta, in ipotesi, dalla attuali indagini. Infatti:

Mauro De Mauro era stato sequestrato ed ucciso per avere scoperto chi erano i mandanti del sabotaggio all’aereo del presidente dell’ENI;

gli organi di polizia giudiziaria e dei Servizi avevano posto in essere un’attività diretta a non consentire che emergesse tale verità;

la magistratura inquirente, forse solo per inerzia e comunque per non essere venuta a conoscenza – almeno formalmente – di alcuni fatti importanti, non aveva svolto doverosamente la propria attività;

a livello politico si era scatenata una lotta di potere, a causa dell’imminente scadenza delle cariche della presidenza della Repubblica e della presidenza dell’E.N.I., che aveva visto in campo anche il sequestro De Mauro e la morte di Mattei come armi di ricatto.

E’ quindi stato ulteriormente accertato che Mauro De Mauro aveva ultimato il lavoro commissionatogli dal regista Francesco Rosi, l’aveva raccolto in cartelle dattiloscritte e, dopo aver parlato telefonicamente con Notarianni della Vides Cinematografica, si stava accingendo a spedirlo a Roma o, forse, l’aveva mandato proprio il giorno del suo sequestro. Di certo comunque tale lavoro ultimato non è mai stato trovato dagli organi inquirenti, mentre gli appunti manoscritti di De Mauro, trovati nel proprio ufficio presso il giornale, non erano altro che lo stadio embrionale del lavoro stesso. Graziano Verzotto, all’epoca presidente dell’Ente Minerario Siciliano, era stato l’ultimo ad avere parlato con Mauro De Mauro. Sentito dal P.M. di Pavia ha dichiarato che: “pochi giorni prima della sua scomparsa – mi pare il 14 settembre 1970 – mi sono incontrato con Mauro De Mauro, come ho già dichiarato a suo tempo ai giudici di Palermo. … aveva con sé dei fogli di carta dattiloscritti, che costituivano un copione del lavoro che gli era stato commissionato dal regista Rosi e per il cui completamento egli chiedeva il mio ulteriore aiuto. … Il copione che De Mauro aveva con sé e che egli mi aveva mostrato in occasione di quel fugace incontro era composto da più fogli ed aveva una struttura in forma di dialogo, con delle introduzioni per presentare le diverse persone che si erano incontrate con il presidente dell’ENI. Lo stato di avanzamento di tale lavoro era senz’altro più progredito di quello degli appunti manoscritti che lei mi mostra e che furono trovati nel cassetto della redazione di cui abbiamo parlato.”

Se è vero – come pare – che De Mauro aveva terminato il suo lavoro per Rosi e se è vero – come appare – che gli organi di p.g. non avevano trovato tale lavoro e non ne avevano messo al corrente l’A.G., ci si trova di fronte ad una novità di rilevanza eccezionale nell’ambito delle indagini, che accredita, in via definitiva, la validità del movente “ENI/Mattei” nel sequestro De Mauro.

Fonte:https://mafie.blogautore.repubblica.it/


Archivi