Daspo, confische dei beni e non solo, è il nuovo Ddl Anticorruzione

Daspo, confische dei beni e non solo, è il nuovo Ddl Anticorruzione

05 Settembre 2018

di AMDuemila

Dopo l’accantonamento del Ddl Orlando sulle intercettazioni il Governo Cinquestelle-Lega si prepara a discutere un nuovo provvedimento. E’ infatti pronto per l’approdo alle Camere il neo disegno di legge anticorruzione. Uno dei punti simbolo del Movimento Pentastellato. Nei giorni scorsi il leader, Luigi Di Maio, aveva rivelato alla festa del Fatto alcune delle novità che saranno presenti: “Il disegno di legge conterrà norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura. Dentro ci sono tutte le nostre battaglie, dal Daspo per i corrotti all’agente sotto copertura. Toglieremo le mani dalla marmellata a tanti furbi coperti da altri governi”.
Un notevole passo avanti, quello del Daspo che porterebbe all’esclusione automatica di un condannato in via definitiva per corruzione in qualunque rapporto con la pubblica amministrazione. E questa misura sarà a termine (5 anni) solo per coloro che ricevono una condanna che non superi i 2 anni.
Ugualmente importante sarebbe l’utilizzo dell’agente sotto copertura, necessario per controllare dall’interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini. Ma, è certo, su questo punto non mancheranno le discussioni in particolare con i “compagni di Governo” della Lega, da sempre contrari. Va comunque ricordato che l’impiego dell’agente sotto copertura nelle operazioni anticorruzione era già previsto dalla Convenzione Onu di Merida del 2003, ma non era ancora stato introdotto nella legislazione italiana.
Nel Ddl – come ha scritto
il Fatto Quotidiano – vi è anche il ripristino della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita, cancellata dal governo Gentiloni. Slitta invece a dicembre ogni ipotesi di riforma della prescrizione. Sempre a fine anno si tornerà a discutere in materia di intercettazioni. La riforma Orlando è stata prorogata al marzo 2019 con il decreto Milleproroghe varato alla fine di luglio. Fino ad allora ci saranno una serie di confronti con gli addetti ai lavori per comprendere meglio limiti ed interventi da effettuare sul punto. “Il disegno di legge – ha assicurato da parte sua il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – farà dell’Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale”. Bonafede ha anche parlato di “una riforma rivoluzionaria. Tutti devono sapere – ha sottolineato – che ci si può fidare nel nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione. E che, finalmente, fare i furbi, rivolgersi agli amici degli amici, allungare la mazzetta, sono azioni che apparterranno al passato di questo Paese. Una giustizia che spazzi via per sempre la ‘metastasi’ della corruzione e che si occupi soprattutto del servizio che offre agli italiani”.
Altra misura prevista è la confisca dei beni disposta in caso di condanna con l’eventualità che resista anche all’estinzione del reato che potrebbe essere prodotta da un’amnistia o da una prescrizione.
Inoltre si prevede anche l’introduzione della figura dei pentiti anche nei fenomeni di corruzione. Così il “pentito” non sarà punibile se parla con gli inquirenti
“prima dell’iscrizione nel registro degli indagati” e“entro tre mesi dalla commissione del fatto”. Ugualmente se “mette a disposizione” o offre indicazioni per poter recuperare i soldi.

 

Fonte:http://www.antimafiaduemila.com

 

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