Dall’ESPRESSO del 25 febbraio 2010. Gli amici degli amici di Anemone

Il consorzio in odore di mafia. L’arrivo ogni anno di milioni di euro.

Visto da fuori il Consorzio centro italia e’ solo una agguerrita associazione di imprese, con sede in Piazza Ungheria a Roma, a meta’ strada tra Villa Borghese e il parco di Villa Ada. Ma secondo la Direzione investigativa antimafia dentro il consorzio si nasconderebbe Cosa Nostra. E’ in questa indagine sugli appalti romani, cominciata nel gennaio 2000, che un Anemone finisce per la prima volta sotto inchiesta: Dino Anemone, 63 anni, imprenditore edile come il figlio Diego, 39 anni, arrestato il 10 febbraio con il presidente del consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci, 62 anni, e altri due funzionari. Per il padre proprietario del Salaria sport Village e’ un piccolo incidente. Dino Anemone infatti viene subito prosciolto in fase preliminare dall’accusa di associazione per delinquere. L’indagine pero’ dimostra come, nell’affanno di conquistare appalti pubblici, ditte sane spesso si alleano con societa’ spregiudicate, magari senza saperlo. In questo caso l’impresa di Dino Anemone si e’ trovata a lavorare con prestanome dei boss di Gela, Salvatore, Antonio e Crocefisso Rinzivillo. Il Consorzio centro italia, secondo gli investigatori, e’ interessato agli appalti medio piccoli: dalle manutenzioni nel carcere di Civitavecchia alla costruzione di una banchina nel porto di Gaeta. Il prfocesso di primo grado si e’ concluso a fine 2006 con una serie di condanne. La sentenza e’ stata ripubblicata in questi giorni dal sito della “Casa della legalita’”. Tra i condannati, un geometra del provvedidorato ai lavori pubblici. Secondo l’accusa, i proprietari delle varie ditte si accordavano illegalmente sui ribassi per la partecipazione alle gare di appalto. Dino Anemone e’ stato coinvolto dopo un intercettazione di una sua impiegata: “La conversazione verte su quale impresa fare partecipare alla gara, in modo da simulare una pluralita’ di soggetti interessati”, scrivono i carabinieri. Ma senza prove ulteriori, Anemone e’ uscito dal processo. Dopo aver lavorato negli appalti del G8, le aziende del figlio Diego sono ora in buona salute. A cominciare dal Salaria sport village. I soci nascosti dietro due fiduciarie iniettano denaro a titolo gratuito: circa 3 milioni di euro ogni anno, oltre a 9 milioni di immobilizzazioni materiali dichiarate nel 2008. E il capitale sociale, che nel 2009, e’ stato aumentato da 50 mila a 8 milioni e 750 mila euro.

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