Dalle parole ai fatti. La necessità di un salto di qualità con un’antimafia dell’INDAGINE e della DENUNCIA!

I DUE MOTTI CHE ISPIRANO LA NOSTRA CONDOTTA SIN DALLA NASCITA, 15 ANNI FA…
Il primo: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.
Il secondo: “Amicus Plato, sed magis amica veritas”.
Noi siamo e vogliamo essere rispettosi ed amici di tutti coloro che si ispirano ai valori della giustizia e della democrazia, ma non ci piacc le retorica.
Soprattutto quando si parla dci problemi seri che richiedono interventi urgenti e radicali.
Non parole.
Non chiacchiere.
Noi siamo per lo più uomini e donne che… vengono “da lontano”, hanno sulle spalle decine di anni di esperienze, conoscono bene, per aver ricoperto anche incarichi di responsabilità, meccanismi e sistemi e, quindi, non possono illudersi di poter combattere con un
esercito armato di soli pugnali contro armate dotate di missili e carri armati.
Oggi il livello di penetrazione mafiosa nella politica e nelle istituzioni ha raggiunto picchi inimmaginabili tali da non consentirci di pensare che, con le sole parole, con il racconto di fatti passati, si possano sconfiggere le mafie.
Rispettiamo tutti, non vogliamo sottovalutare l’importanza dell’opera di altri, ma riteniamo che, considerata la gravità della situazione nella quale si trova il Paese, non basti più limitarsi a parlare di legalità, di giustizia, quando queste quotidianamente vengono messe sotto i piedi proprio da chi dovrebbe difenderle e preservarle.
Bisogna essere coerenti con le parole ed i motti che si pronunciano nelle piazze e nelle sale.
Quando si grida “Fuori la mafia dallo Stato”, poi, è necessario adottare gli strumenti per dare concretezza alle parole, agli slogan.
E gli strumenti sono l’INDAGINE e la DENUNCIA.
FATTI, NOMI e COGNOMI.
Paolo Borsellino, che tutti nominano ma pochi ricordano quello che sosteneva, disse che… ” è un errore imperdonabile pensare che la lotta alle mafie possa essere accollata sulle sole
spalle della magistratura e delle forze dell’ordine”.
Non ce la fanno da sole.
Per vari motivi sui quali qua non vogliamo soffermarci perché ne trattiamo un giorno sì e l’altro pure.
Occorre un salto di qualità.
Bisogna smetterla con l’antimafia parolaia, dei “condivido” senza fare altro, l’antimafia delle commemorazioni e del racconto di cose passate.
Quella, chi vuole, può leggersela a casa propria.
L’antimafia vera è quella sul campo di battaglia, dell’INDAGINE e della DENUNCIA appunto.
Senza aver paura perché chi ha paura e non agisce finisce per diventare COMPLICE e non ha diritto di parola.
E’ un vile e basta che deve solo vergognarsi perché, oltre tutto, sta mettendo a repentaglio l’avvenire dei suoi stessi figli.

Archivi