Dalla retorica alla denuncia. Tutto il resto non serve.

” Quanti mafiosi avete contribuito a fare arrestare?”, ci chiese una volta un bravo investigatore della DIA.
Ed aggiunse: ” A noi non serve altro. Non ci servono le parole. Ci servono, invece, segnalazioni, denunce”
Tutto il resto serve per i salotti.
“Dalla retorica alla denuncia”, è il tema del nostro convegno del 20 settembre a Sorrento.
Un tema significativo e provocatorio, dal profondo contenuto anche pedagogico.
In un Paese in cui corrotti e mafiosi sono, se non la maggioranza, quasi la maggioranza, non c’è da fare più appelli a nessuno.
Carmine Schiavone ha dichiarato di aver pagato 500 milioni di lire al mese, mezzo miliardo cioè al mese, per la corruzione di magistrati, poliziotti, carabinieri e finanzieri.
I politici non avevano bisogno di essere corrotti in quanto molti di essi erano organici alla camorra ed erano e sono essi stessi appartenenti ai clan.
Al figlio del mafioso che sta in classe non c’è niente da insegnare perché le regole della vita gliele insegnano il padre e la madre e non tu che sei un estraneo e gli vai a parlare di cose che non appartengono al suo mondo, al mondo della sua famiglia.
Ecco perché noi diciamo che quel modello di “antimafia” che è basato sulla retorica, sulle chiacchiere, sui bla bla, non serve a niente.
Quello che deve fare una vera associazione antimafia è indagare e denunciare, stando attenti anche a “chi” si va a denunciare perché puoi trovare anche, come ci ha detto Carmine Schiavone, il maresciallo, il capitano o il commissario o lo stesso magistrato che potrebbero essere dei corrotti vicini ai mafiosi.

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