Dalla onlus con Bardellino, a quella per la truffa con l’ortofrutta dei poveri

 

Dalla onlus con Bardellino, a quella per la truffa con l’ortofrutta dei poveri

di Mirko Macaro, Domencia 07 febbraio 2016 

Prima grossista di dolciumi nel Sud Pontino, poi una nuova vita da mediatore ortofrutticolo con base nell’hinterland milanese. Attività, quest’ultima, che l’ha visto incappare nella maxi-inchiesta sulla truffa da oltre 4 milioni ai danni della comunità europea perpetrata su scala transnazionale, dicono le indagini dei carabinieri, tramite la rivendita di frutta e verdura destinata gratuitamente ai poveri.

Una presunta frode che in questi giorni ha portato il 44enne formiano (attualmente di fatto residente a Itri) Giampaolo D’Angelis, incensurato, in carcere per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di prodotti alimentari. Indagato per aver fatto da ponte tra l’onlus al centro dello scandalo – la “Sei per Secu” della provincia di Lodi – e dei grossisti ortofrutticoli della Piana di Fondi, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di venerdì, a Cassino, D’Angelis ha respinto decisamente ogni accusa, ma resta ancora in attesa che il gip del Tribunale di Lodi si esprima sulla sua posizione.

Giorni di fuoco, per l’interessato. Ben più pesanti di quando, giusto qualche mese fa, finì per la prima volta agli onori delle cronache. Storia di sicuro minore, rispetto ai fatti di oggi. Eppure anche quella con una rilevante risonanza mediatica, non solo locale: D’Angelis era uno degli operatori di polizia “col trucco” denunciati insieme a Ernesto Bardellino – dai veri poliziotti – lo scorso agosto.

Curiosa vicenda legata all’apertura, a Formia, di una sezione dell’”Associazione europea operatori di polizia” presieduta proprio da Bardellino, fratello del fondatore e leader storico dei Casalesi Antonio. Un presidente dal cognome pesante – ma “persona incensurata e che rispetta le leggi”, aveva detto quest’estate a scansare sospetti e malelingue – deferito insieme a D’Angelis e altri due “operatori di polizia”  con le ipotesi di reato di false attestazioni a pubblico ufficiale e usurpazione di titolo. Per mezzo della onlus, Ernesto Bardellino e i suoi sodali avevano intenzione di darsi al volontariato.

“Sogno” però spezzato dalle attenzioni degli agenti della Digos di Latina e del Commissariato formiano, insospettiti anche dal fatto che qualcuno, dalla sezione dell’associazione presieduta da Bardellino, aveva “più volte cercato di accreditarsi presso l’amministrazione comunale volendo espletare funzioni di protezione civile e di controllo del territorio, spendendo illecitamente il titolo di operatori di polizia”.

Dall’Associazione europea operatori di polizia, cui era iscritto, alla Sei per Secu, con cui aveva intrapreso rapporti lavorativi (e per gli inquirenti che indagano sulla truffa all’Ue non solamente quelli). Di onlus in onlus, a distanza di una manciata di mesi, un travaglio dietro l’altro per D’Angelis.

fonte:www.h24notizie.com

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