Dal sito coniugi candela .Il monologo di un Testimone di giustizia.

> Quando mi sono trovato di fronte ad uno dei problemi più ricorrenti di questa mia singolare vita, abituata ormai ad un Programma di Protezione, devo comunque comunicare con la gente e spiegare come mi pago da vivere.
> E’ incredibile come una delle domande più semplici e banali che due persone possano rivolgersi in una normale conversazione, si trasformi in un ostacolo insormontabile! Vi dirò che, ormai, tentare di cogliere l’espressione di imbarazzo e di curiosità che si dipinge sul mio volto quando la domanda di un interlocutore mi dice: “Che lavoro fai?”
> A questo punto un’altra domanda sorge spontanea nella mia mente e poi mi assilla. “Ma non starò per sbagliare!”
> No, io devo rispondere lo stesso a questa domanda, però devo stare attento a non sbagliare nel dire in che situazione mi trovo, proprio alla persona che ho davanti, che anche se credo sia affidabile, poco importa, anche se sono fiducioso e avrei invece voglia di rispondere: “Io, sì, faccio il testimone di Giustizia, un lavoro come tanti altri, uno dei miei hobby provvisori, il più onesto che possa esistere in questo mondo crudele, dove purtroppo nessuno vuole denunciare, perché ha addosso il fardello della paura e ovviamente perdura per sempre nell’omertà!”
> Ma poi, penso che devo sviare verso un’altra risposta, la più ovvia, anche per non dare tanta soddisfazione.
> Ma se sbagliavo, forse il bello doveva ancora venire!
> Dopo aver superato questo primo attimo di incertezza, poteva davvero succedere, ma dovevo pur tentare di fornire al mio nuovo amico una risposta abbastanza esauriente.
> Potevo non dire, che mi occupavo di un lavoro che fanno le persone normali, pure se non posso purtroppo farlo in realtà. E allora, potrei fargli capire la frase del tipo: ”Hai presente il Testimone oculare, vittima della mafia, bene, io sono uno di questi!”
> Ma poi in realtà penso: “È possibile che una persona normale, che si trova in questa situazione deve spiegare per forza cose che sono al di fuori della normalità!”
> Ma la devo dire e ad ogni costo la mia realtà difficile nuda e cruda in cui mi trovo?
> Anche se credo sia un passo difficile da fare, soprattutto se poi sono creduto, per pensare di essere a questo punto accettato come un vero amico.
> E lo sono veramente se mi buttassi  a dire una cosa che non potrei mai dire, può succedere che potrei far sapere comunque la verità della mia realtà attuale, perché tutti non sanno che cosa sta vivendo un Testimone di Giustizia. Il fardello che porta appresso?
> La mia esistenza è questa da molti anni.
> Sì, da testimone di Giustizia! Ma che posso dire altrimenti, se non questo, se dovessi in qualche modo comunicare con la gente, o No!!!
> Dire a chiunque di darmi fiducia, perché è la verità di una persona abituata a questa vita seppur strana, anche se penso, che non sia facile dividere questa realtà con una persona che non si conosce!
> Anche se un uomo da essa dipendente: Imparare a spiegare nel migliore dei modi, la verità sulla situazione insolita in cui uno come si sta trovando. Ma si può comunicare in questo maniera, che sembra molto strana per chiunque, ma è una necessità? La socializzazione può essere anche così;  Singolare, che può essere la base della sopravvivenza!!
> E mi sono chiesto molte volte per quale motivo sarebbe opportuna la risposta che oggi mi do! È proprio il grande potere comunicativo che è alla base di tutto questo, perché per una persona che deve avere l’opportunità di comunicare, è così importante per chi non mi conosce per generalizzare una migliore cooperazione ed un più sensato approfondimento della discussione. Ma purtroppo poco importa alla maggior parte della gente se è questa la mia realtà!
> Alla fine poco importa se nessuno resta ad ascoltarti. Perché le tue parole sono come pagine sfogliate dal vento in un’epoca diventata troppo stravagante. E’ un ripetersi continuo di sensazioni eterne. Un voler a tutti i costi sentirsi nel colloquiare con un ipotetico amico. Poco importa…si sà!
> In fondo… se il monologo non si trasforma in un dialogo più approfondito, a chi può interessare!!!
> Quello che conta è il fruscio perenne del vento che arriva da lontano. E poi basta un attimo per cambiare la vita, un sorriso, una battuta, anche se il problema sta nel comprendere prima quanto valga la scelta del liberarsi di un peso chiuso nel tuo animo da tanti anni.
> Basta un attimo….non un’eternità…e la nostra storia, la nostra verità potrebbe essere dentro le orecchie di chiunque!
> Ma si sa, che il tempo è la più crudele invenzione umana.
> L’importante è avere uno strumento necessario, la logica unita alla comunicazione, che ti rende flessibile, adattativo e predisposto ad apprendere e farti apprendere, però quando hai la possibilità di farlo. “Comunicare con persone ragionevoli, oneste, può aiutare e parecchio ad essere compresi”, anche se questo mi viene difficile da farlo, perché la mia vita è da nascosto, ma a chi gliene può fregare!!!
> Poco importa però alla gente, se c’è chi si è visto portar via la casa e il lavoro da un abusivo mafioso e non avere del tutto giustizia, perchè prima o poi questo può evadere o uscire per indulto… poco importa alla gente, chi può trovarsi da solo a vivere sotto un ponte… forse è molto più facile raccontare di una guerra, ma non della mia storia. “E poi la gente, quando si tratta a scegliere se è una storia per loro importante, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, sgomenti! E anche se sanno benissimo cosa fare”. Naturalmente ascoltare chi combatte la mafia!
> Invece non è facile raccontare la tua storia, a chi fa apposta di non voler conoscere la vera e cruda realtà siciliana, dove il cielo è celeste come i colori a matita dei bambini, dove i pendii che l’erba rende verdi a primavera e giallo il grano d’estate, poi i fuochi nelle stoppie, dove i paesi agonizzanti sulle colline, perché la felicità da quelle parti non è mai stata giudicata adatta alla gente come si deve.
> L’infelicità qui sotto lo stivale d’Italia è purtroppo stabile, sicura e a conti fatti impeccabile, ma non lo si può dire apertamente. Solo da una finestra ci si può perdersi nella campagna silenziosa, dove crescono le ortiche e ciuffi di parietaria, fra le linee ondulate delle colline, dove le rocce a strapiombo diventano rosa alla luce del tramonto e disegna contorni ed ombre di una ricchezza cangiante, quasi assoluta, mentre tra gli archi di pietra il vento, a forza di essere vento, modula la voce negli stretti passaggi del paesaggio. Affacciandosi sulle terrazze i colori al crepuscolo diventano quasi elettrici, e sembra che il celeste sia sceso dal cielo a coprire l’orizzonte vasto che va da sud a nord, è la visuale da un bordo fin giù, dove ti immagini e avverti un continuo movimento, lo scorrere profondamente fino a spegnersi dalle luci della serata inoltrata.
> All’alba, i colori della terra sono di una silenziosità maestosa, e ricordano altri parti paesaggi più imponenti man mano che si arriva nella valle dei templi, grande richiamo turistico, nonostante la siccità metta a dura prova questa bella zona meridionale siciliana.
> Ma sconsolatamente dall’altra parte c’é un punto critico: La mentalità della gente, molto spoglia, troppo densa di macerie e di rinunce, che non sa scegliere con chi stare. L’ingiustizia è simboleggiata dal funerale dei poveracci e cede il passo al funerale dei signori, dai Don…, così ridicola, rivoltante. Qui la realtà è la raffigurazione più fedele della realtà, della violenza, della mafia stessa, del degrado umano, di una cultura ormai da secoli violentata, dove è difficile modificare una mentalità contorta, e non può essere avviato nessun processo di cambiamento vero e proprio.
> Sono le maggiori dell’ambiguità di questa terra incosciente fatta da cittadini impauriti, omertosi o più semplicemente anche “simpatizzanti”, per colpa dell’ignoranza e del basso livello d’istruzione.
> Non è ammirevole sentirsi dire da uno che uno che non ha voglia di ribellarsi: “Anche se la tua decisione di denunciare è stata giusta, ma scusa, adesso, dimmi, di che cosa campi?”
> E io… posso solo dire, che non ho un lavoro che mi gratifica, ma più di quello che ho fatto non posso fare!
> E se dovessi rifare un’altra volta lo stesso percorso, sì che lo farei! Non sarebbe un problema! Perché diffondo la cultura della legalità, anche per prevenire fenomeni di illegalità. ma mentre mi consolo con questa vita difforme dal normale, poi si vedrà… si sa che prima o poi c’è sempre qualche speranza!!

 

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