Dal Comune di Latina assegni al clan Di Silvio

Forse è il segreto di Pulcinella, ma rendersi conto delle dimensioni di una vicenda è sempre un bene. Parliamo degli aiuti economici che l’amministrazione comunale di Latina ha riconosciuto nel corso degli anni alla famiglia Di Silvio: ve n’è traccia in numerose determine a partire dall’anno 2000 e sino al 2010…

Forse è il segreto di Pulcinella, ma rendersi conto delle dimensioni di una vicenda è sempre un bene. Parliamo degli aiuti economici che l’amministrazione comunale di Latina ha riconosciuto nel corso degli anni alla famiglia Di Silvio: ve n’è traccia in numerose determine a partire dall’anno 2000 e sino al 2010, precisamente il 18 maggio ( determina 938), quando il Comune elargiva a Di Silvio Giuseppe Pasquale un contributo economico straordinario di mille euro. Non entriamo nel merito della sterminata genealogia della famiglia nomade su cui anche la questura di Latina ha dovuto scervellarsi non poco: basti pensare che due sono i ceppi principali, quelli generati da Antonio Di Silvio (Baffone, classe 1941) e dal fratello Giuseppe Pasquale ( classe 1946). C’è poi la loro sorella, Giovina, classe 1950, ma qui il cognome si estingue. Tanto basta per orientarsi in quelle che potrebbero sembrare regalie ingiustificate ad alcuni esponenti del clan sanguinario che nelle ultime settimane è stato decapitato dalla polizia dopo aver accresciuto per anni il proprio potere economico, la propria capacità di intimidire e intimorire la comunità latinense. Al punto da spingersi sino alle soglie del consiglio comunale, pensando di poter godere appoggi che sono ancora tutti da dimostrare. Ma vediamo, passo dopo passo, come si è comportata l’amministrazione con questa famiglia che insieme ai Ciarelli pensava di detenere il monopolio del crimine, minacciare di morte i dirigenti della questura affinchè allentassero la tensione nelle indagini che già avevano prosciugato il clan sotto il profilo economico. Il 29 aprile 2010, è da poco caduta l’amministrazione Zaccheo, qualcuno proroga un assegno di cura a favore del signor Di Silvio Antonio (forse omonimo del capoclan?) con una determina – numero 802 -di 3.360.000 euro. Saltano all’occhio numerose elargizioni dell’anno 2007. Probabilmente in quegli anni l’amministrazione comunale aveva di che spendere nel capitolo dei servizi sociali. Sicuramente necessitavano di un aiuto economico gli ospiti di Valle della Speranza (coniugi Palombella/DI Silvio) che sono risultati destinatari di 930 euro ( determina 1998 del 17/10/2007) e poi di 3,050 euro(determina 1539 del 7/8/2007). La vita a Valle della Speranza deve essere assai costosa: il 4 aprile dello stesso anno la famiglia prende 14.850 euro (determina 636 che ha sempre per oggetto ‘prosecuzione pagamento retta’). In tutto 20mila euro, un reddito medio di tante famiglie a Latina.Una cifra tutta da capire visto che, come si apprende da fonti del comune, la retta a persona era calcolata in 25 euro. Sempre nello stesso anno 2007, il Comune stacca un assegno di cura a favore del solito Di Silvio Antonio, per un valore di 3360 euro (la determina è la 1985 del 30/10/2007). Non c’è che dire, per la famiglia di Silvio il welfare comunale ha funzionato benissimo. Anche negli anni a ritroso, pure con interventi di assistenza economica ‘finalizzata’. Me ne parleremo domani.
Spulciando tra le delibere emerge che molte erano destinate alle donne del clan, che negli anni hanno perfezionato il proprio stile passando dall’accattonaggio più banale, sino a ricoprire il ruolo di cassiere e custodi di armi, come si evince dall’ordinanza dell’operazione Andromeda. Un contributo straordinario, nel 2009, viene riconosciuto a Rosaria Di Silvio, sposata con un’ esponente del Clan Ciarelli, a testimoniare ancor più, se ve ne sia bisogno, la saldatura tra le due pericolosissime famiglie.

(Tratto da Dimmi di più)

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