Da Trento a Palmi tre anni e mezzo a rincorrere la verità per una giustizia a volte distratta.

Non c’è solo quel processo di  Monza, non c è solo quella passarella ciclopedonale ss 36 nel racconto del tdg, da Trento a Palmi il tdg ha percorso Km e Km, alla ricerca di quella verità chiamata giustizia.
Più di tre anni, in fuga, migliaia di euro spesi di propria tasca.
Una corsa contro il tempo perché da solo ha dovuto proteggersi, vivere di stenti e paure, di umiliazioni , come quella volta che fu tratto ingiustamente in arresto, o come quando per ore dovette attendere per strada sotto un ufficio della DIA poiché credevano fosse un mitomane.
O addirittura quando fu perquisito da uomini delle istituzioni prima di rilasciare testimonianza.
Assurdo, ma tristemente vero.
La sua vita dal 2011 si è trasformata in un inferno, in un calvario senza fine, giorni, mesi e poi anni, tutto scorre veloce, ma per lui il tempo è fermo a quel settembre 2010.
Quante ferite porta in e su di  sé questo uomo, quanta rabbia, quanto dolore, ma nonostante tutto crede nelle istituzioni ,  quelle istituzioni che nel 2014 si sono ricordate di lui.
Qualcuno direbbe meglio tardi che mai, ma in realtà noi una idea c è la siamo fatta di perché tutto questo sia accaduto,  di perché un uomo onesto, un uomo che ha denunciato in ben 9 Procure abbia dovuto soffrire cosi tanto, forse in molti credevano che non c è l’avrebbe fatta, che sarebbe crollato, che avrebbe gettato la spugna.
Vedete, cari amici onesti, forse nel 2010 i tempi non erano maturi, la corruzione,  la collusione politica/camorra ,  quel male affare erano visibilmente occultati, si rincorrevano i latitanti, lasciando liberi di operare  i corrotti nei palazzi che indisturbati continuavano la loro opera di saccheggio ai danni di una intera nazione.
O forse questo uomo onesto aveva toccato situazioni  troppo grosse e fatto nomi che in un certo senso ancora erano protetti dal sistema.
Quante lacune, in queso sistema,  che non solo è carente di uomini e mezzi, ma a volte anche di veri  “fuoriclasse” di coloro che con tenacia e determinazione fanno del loro mestiere una ragion di vita al servizio dello Stato.
Noi non molleremo mai ……….di fare la guerra alla corruzione, ai collusi e a quel potere mafioso troppo spesso parte di alcuni apparati istituzionali.

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